Terremoto 6 aprile: consulente Procura:«era prevedibile. Crollati edifici costruiti male»

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Arriva una conferma importante su quello che da oltre due anni viene detto da più parti: il terremoto del 6 aprile era previsto e pure atteso.

E quelle dette oggi sono parole pesanti perché arrivano dal consulente delle procura all’interno del processo per il crollo del convitto nazionale e pronunciate nell’ambito della audizione davanti al giudice. Innegabile dunque che avranno il loro peso.

Il professore Luis Decanini, esperto di fama internazionale, ordinario presso il Dipartimento di Scienze delle costruzioni presso la l'Università La Sapienza di Roma, consulente del pm Fabio Picuti titolare della maxi-inchiesta sui crolli degli edifici pubblici e privati, è stato chiaro:«il terremoto del 6 aprile dell'Aquila che ha avuto una magnitudo momento di 6.3 della scala Richter non e' da considerarsi come evento eccezionale, si e' trattato di un terremoto che si puo' attendere normalmente in questa Regione con un periodo di ritorno, minore ai 475 anni, direi dai miei calcoli ogni 325 anni. Si e' tratto di un evento prevedibile anche nella magnitudo, la storia e le carte ce lo insegnano».

Decanini ha sottolineato come l'evento sismico dell'Aquila, se accaduto in Cile o in Argentina «non avrebbe avuto conseguenze perchè in quei Paesi si costruisce meglio».

Il professore universitario ha alle spalle centinaia di pubblicazioni scientifiche «fino ad oggi mai smentite dalla comunità scientifica» sui terremoti e sugli effetti negli edifici, ha evidenziato come nella zona del centro storico l'intensita' del sisma abbia raggiunto nel momento del sisma i nove gradi della scala Mercalli mentre ad Onna e' stata registrata una intensita' pari al decimo grado della scala Mercalli con un'accelerazione di 0,37g, inferiore a quella registrata nel centro storico che e' stata di 0,21g.

«Se l'evento sismico dell'Aquila - ha proseguito Luis Decanini - fosse durato qualcosa come 10-15 secondi di piu' la situazione poteva peggiorare sotto tutti i punti di vista».

L'esperto ha infine aggiunto come la vicinanza della componente ondulatoria con quella sussultoria dell'evento, ha fatto sì che «la gente non potesse scappare e mettersi in salvo».

OGGI L’AUDIZIONE DEI TESTI DELL’ACCUSA

L’udienza è continuata con l'audizione dei primi quattro testi del pubblico ministero, Roberta D'Avolio (il pm titolare Fabio Picuti era impegnati nella definizione del crollo di via don Luigi Sturzo).

Il crollo del Convitto Nazionale ha ammazzato tre minorenni: Luigi Cellini, 15 anni, di Trasacco e due stranieri Ondreiy Nouzovsky, di 17 anni e Marta Zelena di 16 anni. Sotto accusa, per omicidio colposo e lesioni, il preside del Convitto Livio Bearzi e il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta.

Il preside e il dirigente della Provincia (ente che gestisce alcune strutture scolastiche) sono imputati di omicidio colposo e lesioni colpose. Il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri.

Inoltre non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. A Mazzotta sono mosse contestazioni simili. Tra le accuse al preside la mancata evacuazione dell'edificio realizzato oltre un secolo fa.

I primi due testi ascoltati sono stati Eutizio Di Gennaro e Giovanni Sevi, entrambi funzionari dei vigili del fuoco che per primi erano intervenuti nel crollo dell'edificio dopo l'evento drammatico. La loro e' stata un'audizione tecnica in cui hanno sostanzialmente analizzato gli aspetti relativi alla vulnerabilità sismica dell'edificio poi crollato e la classe di danno. Parametri che hanno evidenziato una vulnerabilità dell'edificio media, ovvero che in caso di sima di media intensita' il 27 per cento dello stabile sarebbe crollato.

Subito dopo e' stata la volta di Augusto Silvestri, architetto che su commissione della Regione Abruzzo e per conto della società Abruzzo Engineering aveva partecipato alla redazione delle schede di vulnerabilita' sismica di tutti gli edifici scolastici in Abruzzo: 1.457 edifici controllati per un costo finale della mappatura di 4 milioni di euro. Anche l'esperto si e' soffermato a parlare della vulnerabilità dell'edificio e sulla genesi dello studio.

Dopo di lui ha fatto il proprio ingresso nell'aula del Tribunale il professore Luis Decanini.

Dopo aver parlato del terremoto in generale che ha colpito la città, soffermandosi sul Convitto nazionale, Decanini ha sostenuto che «l'edificio presentava una muratura visibilmente degradata, senza organizzazione delle stesse pietre di cui era fatto. Si tratta di uno degli edifici in muratura - ha aggiunto l'esperto - più degradato tra quelli che ho visto girando il mondo».

Decanini non ha affatto escluso che sull'edificio si poteva fare qualcosa «ma si trattava di un intervento certamente non poco costoso e delicato. Bastava intervenire sulle parti sensibili, mettere mano nelle parti deboli». Un processo che si prevede molto lungo se non altro per la lista dei testimoni che saranno un centinaio anche se inizialmente si era stimato potessero essere addirittura il triplo. Saranno chiamati a deporre, secondo le liste, testi di accusa e difesa, politici di caratura nazionale e locale, giornalisti, sismologi, ed esponenti della Protezione civile, a cominciare dall'ex Capo Dipartimento, Guido Bertolaso. Si tratta dei ministri Maria Stella Gelmini (Istruzione) e Altero Matteoli (Infrastrutture) chiamati in causa dalla difesa.

Ma e' stata chiesta la testimonianza del sindaco Massimo Cialente, dell'assessore comunale, Stefania Pezzopane, del giornalista Marco Travaglio. E ancora dei componenti della commissione Grandi Rischi, quali Mauro Dolce, Gian Michele Calvi ed Enzo Boschi ma anche del sismologo aquilano Giampaolo Giuliani.

CROLLO VIA STURZO 39

Ed oggi il gup del Tribunale dell'Aquila Giuseppe Romano Gargarella, ha rinviato a giudizio con l'accusa di omicidio colposo e disastro colposo, Augusto Angelini di 85 anni, per il crollo l'edificio di via Sturzo, al civico 39, da lui in parte progettato, nel quale sono morte ventuno persone. Il processo e' stato fissato per il 7 ottobre. Secondo l'accusa il palazzo sarebbe crollato in seguito all'uso di calcestruzzo scadente, per carenze costruttive consistenti nel numero minimo di staffe di collegamento delle armature, per errori di progetto e calcolo delle strutture consistiti nella mancata previsione e verifica del sistema resistente alle azioni sismiche orizzontali provenienti da almeno due direzioni. Da sottolineare la circostanza che il processo e' stato disposto solo sulla base di una perizia commissionata dall'accusa. Oggi, infatti, il difensore dell'imputato, Augusto Di Sano, ha chiesto che venisse disposta una consulenza di ufficio senza che la istanza, che verra' reiterata nel dibattimento, fosse accolta. Va anche precisato che nella vicenda sarebbero implicate anche altre persone  ma sono decedute da anni. L'avvocato Di Sano ha anche presentato dei documenti d'epoca in base ai quali si ravviserebbe la responsabilita' di un ingegnere che fu incaricato dalla Prefettura di fare importanti verifiche sui lavori ma finora non e' mai entrato nell'indagine. Nell'udienza di oggi si sono costituite 16 parti civili tra cui il Comune dell'Aquila che hanno avanzato richieste risarcitorie per svariati milioni di euro.

Sempre l'avvocato Di Sano ha sollevato nel corso dell'udienza preliminare delle discrasie tra la perizia del pm e quella di parte e che avrebbero messo in luce come dai dieci appartamenti presenti nella fase progettuale in realta' ne siano stati realizzati due di piu' ma anche sul posizionamento di grossi serbatoi dell'acqua sul tetto dell'edificio, non presenti invece nel progetto. Angelini e' accusato anche nel filone d'inchiesta relativo al crollo della vicina palazzina di via Sturzo dove sono morte sette persone per il quale il processo e' stato fissato per il 7 ottobre. La magistratura, sulla scorta di indagini fatte dalla Forestale, ha osservato come nella zona tra via Sturzo e strade vicine, dove ci sono tutti edifici in cemento armato costruiti tra il 1950 e il 1965, ci sono state 135 vittime: ovvero il 45 per cento del totale dei morti per il sisma del 6 aprile. 
29/04/2011 18.04