Terremoto. Il Tar accoglie ricorso 4 comuni esclusi da cratere

Alessandro Biancardi

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SULMONA. Erano stati esclusi dal “cratere” e da questa decisione erano scaturite una serie di conseguenze per la popolazione.

Il Tar del Lazio, oggi, ha accolto il ricorso dei Comuni di Prezza, Roccacasale, Sulmona e Pettorano sul Gizio, contro l'esclusione dall'area del cratere sismico, annullando il decreto n.3/09 emesso dalla Protezione Civile, con il quale erano stati identificati i 49 Comuni interessati dal sisma del 6 aprile 2009.

Nella sentenza i giudici amministrativi spiegano che da parte del Commissario delegato per l'emergenza terremoto in Abruzzo - all'epoca l'allora capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso - ci sarebbe stata «l'omessa valutazione dei danni subiti dai Comuni ricorrenti».

 Con l'annullamento dell'ordinanza non ci sarà un automatico inserimento nel cratere sismico dei Comuni esclusi, ma si dovrà procedere a una nuova valutazione della documentazione prodotta dalle municipalità, da parte del commissario delegato per l'emergenza in Abruzzo.

Avevano presentato ricorso contro l'esclusione dal cratere sismico e quindi dalle agevolazioni previste dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per i paesi colpiti dal terremoto, altri sei Comuni della Valle Peligna, per i quali si attende ancora la decisione del Tar. Ma alla luce delle sentenze già emanate, con molta probabilità anche i ricorsi di Corfinio, Introdacqua, Pratola Peligna, Raiano, Cansano e Vittorito avranno lo stesso esito. A proporre la via del ricorso al Tar era stato il vice presidente del consiglio comunale di Sulmona, Antonio Iannamorelli, il quale - facendo riferimento al caso del Comune di Grottolella (Avellino), escluso dal decreto sul terremoto dell'Irpinia, e riammesso poi dal Tar - invitò i Comuni della Valle Peligna a fare altrettanto.

 29/04/2011 18.18