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Case costruite sopra le grotte di Barisciano, inchiesta archiviata. La sconfitta di Camardese

La cittadina per mesi ha scritto a tutte le autorità

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Il tribunale de L'Aquila

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BARISCIANO. Ha perso la sua battaglia con il Comune di Barisciano la signora Clara Camardese, la cittadina che per mesi si è rifiutata di far riparare la sua abitazione terremotata (con cospicui finanziamenti pubblici) che sorge sopra le cavità ipogee che caratterizzano il sottosuolo del paese e delle frazioni.

Si tratta di straordinarie cavità naturali sulle quali furono costruite in passato  numerose case. Il terremoto ha fatto danni, tanti, e a distanza di quasi 8 anni si deve ancora terminare di ricostruire.

Secondo la donna i rischi di ricostruire proprio li sarebbero troppi e lo ha scritto praticamente a tutti: al Comune, ai Vigili del Fuoco (che hanno fatto più sopralluoghi), alla Regione, al difensore Civico, persino alla Protezione Civile e alla magistratura.

Di sicuro la Procura ha archiviato tutto.

Proprio ai magistrati Camardese aveva chiesto di verificare se tutti gli enti avessero operato correttamente, se ci fosse stato per caso una sottovalutazione del rischio.

Il problema sollevato non era di poco conto infatti si tratta di ricostruire con fondi pubblici case nuove e antisismiche ma su un terreno troppo fragile e poco compatto che potrebbe non reggere al peso delle nuove strutture, ha denunciato la donna, anche sulla scorta di perizie tecniche di esperti.

Il paradosso sarebbe dunque che la casa che si costruirà resisterà al terremoto ma potrebbe sprofondare nelle grotte sottostanti. Secondo alcuni studi infatti lo spessore in alcuni punti delle cavità è di pochi metri, troppo pochi per le fondazioni degli edifici.

Ad un certo punti i lavori si sono pure fermati perché il difensore civico regionale, Fabrizio Di Carlo, in una lettera datata 2 febbraio, ha dato l’alt fino a quando non fosse stato redatto il Pai.

In una lettera di febbraio 2017 la Regione ordinò al Comune di fare proprio il piano di assetto idrogeologico comunale, cioè la carta geografica del sottosuolo la quale di fatto impedirebbe la costruzione sulle grotte.

Nei mesi scorsi Camardese, che ha paura di tornare a vivere dove era il centro storico del paese, ha scritto una lettera al numero uno della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, con una richiesta chiara: dateci i soldi destinati alla ricostruzione per una costruzione ex novo, in un altro posto.

Tutti buchi nell’acqua e adesso la resa. Il Comune ha vinto e si comincerà a costruire lì dove la cittadina non voleva con una certezza sulla quale c’è il sigillo di tutti: non è pericoloso e non succederà nulla.