POST TERREMOTO

Dopo nonna Peppina per le casette provvisorie il Governo immagina deroghe

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Dopo nonna Peppina per le casette provvisorie il Governo immagina deroghe

ROMA. «Velocità per rifare opere pubbliche, scuole, chiese, case comunali e ospedali», una «riapertura dei tempi»  per le case 'fai da te' usate dai terremotati per avere un tetto sicuro.

Così Paola De Micheli, commissario per la ricostruzione post sisma, in un'intervista al Messaggero illustra le priorità del prossimo decreto dedicato al terremoto.

«Il provvedimento prevede due possibilità», spiega.

«Primo, chi è organizzato con una casa mobile, la potrà tenere se rispetta tutti vincoli, paesaggistici e di edificabilità, quindi rinuncia alla casetta e al contributo di autonoma sistemazione. Una volta realizzata la ricostruzione della sua abitazione, la casa mobile sparisce». La seconda opzione «riguarda le strutture fisse per le quali è possibile chiedere una regolarizzazione rinunciando alla casette e al contributo per la ricostruzione. Ma devono sempre rispettare i criteri edilizi e paesaggistici. Non è una sanatoria, ma una riapertura dei tempi che già erano previsti nei testi di legge».

La storia di nonna Peppina, diventata un'icona degli sfollati, «mi ha molto colpito», spiega De Micheli.

«Se la sua abitazione rispetterà i criteri stabiliti, certo che potrà rientrare a casa sua. Il Comune verificherà i criteri. Ricordo che lì c'è un provvedimento della magistratura. Le macerie degli edifici pubblici sono state quasi tutte rimosse, mentre per quelle dei privati siamo al lavoro, sulla base delle richieste, per avviare la rimozione. L'altra novità del provvedimento riguarda l'assegnazione dei lavori per sistemare edifici pubblici danneggiati o distrutti».

«Aumentiamo le stazioni appaltanti e le centrali di committenza già condivise con Errani, limitiamo il numero delle imprese e velocizziamo le procedure di gara. Trasparenza e velocità possono viaggiare insieme e le procedure sono garantite dai controlli dell'Anac».