DOPO LE TRAGEDIE

Soldi e beneficenza post terremoto: dal 2009 ogni volta polemiche e sospetti

Nel migliore dei casi i soldi vengono parcheggiati nelle banche , la rendicontazione difficoltosa

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Soldi e beneficenza post terremoto: dal 2009 ogni volta polemiche e sospetti



ABRUZZO. Ogni volta che c’è una tragedia lo Stato fa leva sulla sensibilità e generosità degli italiani. E gli italiani rispondono e la loro generosità è aumentata a dismisura se si considerano i ricavati dagli appelli per gli ultimi terremoti. Per il terremoto del 2009 de L’Aquila furono raccolti con gli sms solidali 5 mln di euro, per il terremoto del 2016 in Centro Italia 33mln di euro.

Come vengano gestiti questi soldi e come vengano spesi è cosa più difficile e ostica da comprendere. I rendiconti quando vengono pubblicati non sono di facile comprensione o alla portata di tutti.


Tutto inizia con messaggi martellanti che invitano a donare inviando semplicemente un sms; in principio costava un euro poi si è passato a due euro per sms di donazione.

 
Il terremoto che mise in ginocchio l'Aquila nel 2009, provocò 309 vittime accertate, 10 miliardi di euro di danni, scatenò una corsa alla beneficenza che solo con gli sms permise di raccogliere 5mln di euro che non sono mai arrivati direttamente ai terremotati.

Questo perchè alla base vi sono sempre state regole e meccanismi farraginosi che prevedeva la costituzione, con quei soldi, di un Consorzio finanziario con un Fondo di garanzia. Un progetto di microcredito con enti locali, banche e Caritas, con costi di gestione alti e tempi lunghi di attuazione.

Costi di gestione alti significa che più tempo passa e più parte della beneficenza finisce nelle casse di chi quei soldi li ha gestiti per molti anni… ma questo si preferisce non dirlo mai.

 

I soldi alla fine sono serviti per finanziare singoli progetti coordinati e coperti dal Fondo di garanzia su parere di una commissione speciale.

Anzi un comitato di garanti che per L’Aquila sono stati il senatore Franco Marini, (che in Abruzzo non ha saputo “vigilare” sul suo partito, decapitato da arresti eccellenti tra il 2006 ed il 2008), l'ex presidente della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli, il professore Natalino Irti, 73 anni di Avezzano, accademico dei Lincei, ex vicepresidente dell'Enel, membro del Cda Iri e del Comitato Privatizzazioni, il magistrato Cesare D'Ambrosio e l'ex giudice della Corte Costituzionale Fernanda Contri.

All’epoca di trasparenza se n’è vista davvero poca anche perchè erano i tempi del supereroe Bertolaso e del premier Berlusconi le cui presenze sceniche hanno sostituito la rendicontazione pubblica poi arrivata con ritardo e dati aggregati in un immenso calderone inestricabile.


L’ex numero uno della Protezione civile aveva deciso d’imperio che i soldi arrivati attraverso i messaggini dal cellulare non sarebbero stati destinati a chi aveva subito danni, ma a un consorzio finanziario di Padova, l’Etimos, che avrebbe poi usato i fondi per garantire le banche qualora i terremotati avessero chiesto piccoli prestiti. E così è stato.

Le donazioni sono confluite in un fondo di garanzia bloccato per 9 anni. Un fondo che dalla Protezione civile è stato trasferito alla ragioneria dello Stato nel 2012 e  che è stato poi girato alla Regione Abruzzo.

Per quel che si sa i 5 milioni di fondi pubblici messi a disposizione del progetto dal dipartimento della Protezione civile, 470 mila euro sono stati destinati alle spese di start-up e di gestione del progetto, per un periodo di almeno 9 anni; 4 milioni e 530 mila euro invece la cifra utilizzata come fondo patrimoniale e progressivamente impiegata a garanzia dell’erogazione dei finanziamenti da parte degli istituti di credito aderenti. Intanto sono state 606 le domande di credito ricevute (206 famiglie, 385 imprese, 15 cooperative). Di queste 246 sono state respinte (85 famiglie, 158 imprese, 3 cooperative) mentre 251 sono i crediti erogati da gennaio 2011 a oggi per un totale di 5.126.500 euro (famiglie 89/551mila euro, imprese 153/4 milioni 233mila e 500 euro, cooperative 9/342mila euro).

In pratica, quei 5 milioni di euro non sono stati spesi, ma sono andati a costituire un fondo di garanzia gestito dal consorzio finanziario Etimos, braccio di Banca Etica specializzato nel settore del microcredito.

Grazie a questo fondo patrimoniale bloccato per nove anni, le banche concedono mutui (fino a un massimo di 10.000 euro per le famiglie e fino a 50.000 euro per le imprese) a tasso conveniente (2,5%), in tempi rapidi e senza chiedere altre garanzie patrimoniali o personali.

 

 


IL TERREMOTO DELL’EMILIA

Poi è arrivato il terremoto dell’Emilia che interessò nel 2012 parte della Pianura Padana, soprattutto nel territorio emiliano ma anche in Lombardia e Veneto. Meno vittime (27) ma danni molto seri per 13 miliardi di euro ad aziende, case e patrimonio culturale.

COn gli sms furono raccolti oltre 15 milioni di euro che, però, hanno faticato non poco ad arrivare alle regioni terremotate e con modalità non chiarite prima.

Per mesi, i sindaci dei comuni terremotati -proprio come succede anche nel 2017- hanno gridato allo scandalo: di quei soldi, nemmeno l'ombra. La Protezione civile, che gestì la misura, parlò di ritardi nel trasferimento dei soldi da parte delle compagnie telefoniche.  Poi i soldi si sono sbloccati ma, anche in quel caso, trasferiti alle Regioni per coprire i costi della ricostruzione.



IL TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA. TORNANO I GARANTI

Per evitare polemiche la Protezione Civile pensò all’indomani del terremoto del 2016 di giocare di anticipo e chiarire che  «quando si chiuderà la raccolta fondi verrà istituito un Comitato dei Garanti composto da persone “di riconosciuta e indiscussa moralità e indipendenza”, nominate dal capo Dipartimento d’accordo con i governatori delle zone coinvolte. Il compito del Comitato sarà quello “di valutare le proposte delle Regioni per l’utilizzo dei fondi” e di garantire la trasparenza nella gestione dei soldi"».

I garanti sono: Vincenzo Gagliani Caputo, già Segretario della Giunta Regionale del Lazio; Angelo Zaccagnini, già Magistrato di Cassazione, indicato dalla Regione Abruzzo; Marisa Abbondanzieri, già Onorevole della Camera dei Deputati, indicata dalla Regione Marche; Wladimiro De Nunzio, già Presidente della Corte di Appello di Perugia, indicato dalla Regione Umbria; Santi Giuffrè, ex Prefetto della Repubblica, designato dal Commissario per la ricostruzione. Il Dipartimento della Protezione Civile ha invece designato quale componente Paolo Germani, già Ispettore Generale Capo di Finanza della Ragioneria Generale dello Stato, e Giuseppe Cogliandro, già Magistrato della Corte dei Conti, in qualità di Presidente del Comitato. Gaetano Mignone, dirigente del Dipartimento, svolge l’incarico di Segretario del Comitato.

Dunque i 33 mln raccolti rimangono sotto la supervisione dei garanti per poi passare la palla alle Regioni.

Gli operatori telefonici avrebbero dovuto versare i soldi su un conto aperto presso la Tesoreria centrale dello Stato in favore della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il comitato dei garanti avrebbe dovuto valutare e approvare i progetti delle Regioni e poi i soldi sarebbero dovuti finire  agli enti locali.

Questi per ora i progetti avviati:

ABRUZZO - Adeguamento di un edificio scolastico storico a Corropoli (Teramo), il Liceo Scientifico Aereonautico e la realizzazione di un Centro di Comunità a Capitignano (L'Aquila).

UMBRIA - Realizzazione di una rete di scuole 3.0 nei territori della Valnerina; Centri di Comunità in diversi Comuni; recupero e il restauro di beni culturali. LAZIO - Ricostruzione di 3 scuole a Poggio Bustone (Scuola Primaria e Secondaria di I grado), Collevecchio (Secondaria di I Grado) e Rivodutri (Scuola Infanzia).

MARCHE - Realizzazione o adeguamento di scuole a Sant'Angelo in Pontano, Montalto delle Marche, Montegallo e Pieve Torina; nuova sede comunale ad Arquata del Tronto; area dedicata alle attività economiche a Visso; adeguamento della ex strada statale 238; 7 nuove elisuperifici attrezzate. Ancora da approfondire un progetto che interessa il territorio di Acquasanta Terme.