VERIFICHE SISMICHE

Teramo, lo strano caso della scuola che «va demolita» ma che sarà regolarmente aperta

Gli ultimi provvedimenti fanno discutere

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Teramo, lo strano caso della scuola che «va demolita» ma che sarà regolarmente aperta

TERAMO. I genitori dei ragazzi della scuola elementare San Giorgio di Teramo stanno trascorrendo ore difficili.
Solo qualche settimana fa avevano letto il documento ufficiale in cui gli ingegneri Gabriele Cicconi e Jolanda Di Stefano consigliavano la demolizione dell’edificio e di non sprecare soldi per lavori di consolidamento ma ieri le mamme e i papà hanno scoperto che, invece, anche quest’anno la scuola sarà regolarmente aperta e che i loro figli nei prossimi giorni dovranno rientrare proprio lì.
«E’ pazzesco», riferiscono a PrimaDaNoi.it alcuni di loro. «Ma cosa è successo nel frattempo? Come si fa ad assumere una decisione di questa portata? Sono stati autorizzati almeno dei lavori?»
Lavori non ce ne sono in programma nell’istituto che ha un indice di vulnerabilità pari allo 0,079 e comunque non sposterebbero il problema anche perché altamente sconsigliati proprio dal perito e non ritenuti economicamente vantaggiosi.
Il verbale era stato pubblicato il 2 agosto scorso sul blog teramano I due Punti e in poche ore aveva fatto il giro della città. Sul sito web del Comune, però, di quel documento non c’è più traccia ma c’è solo un aggiornamento dell’11 agosto che chiarisce: «le schede sintetiche di vulnerabilità sono in aggiornamento».

Insomma, al momento non sono più visibili e questo desta ulteriore allarme perchè in un momento così delicato sottrarre quei documenti è una scelta inopportuna oltre che maldestra.
Ma grazie al documento diventato virale e ripubblicato in queste ore nei gruppo Facebook dei genitori l’incredibile situazione è ancora sotto gli occhi di tutti ed urgono risposte.

«L’edificio», si legge nella scheda tecnica firmata da Cicconi e Di Stefano, «è stato progettato nel 1964 e regolarmente collaudato nel 1968. La struttura è verificata staticamente secondo la normativa vigente (D.M. 14.01.2008) allo stato limite ultimo, considerati la ancora discreta qualità dei materiali e la regolarità dell’edificio».
Per quanto riguarda la sicurezza sismica, l’ingegnere certifica che non sono state rilevate crepe dopo le scosse dell’agosto 2016. Segue però la lista delle principali «criticità intrinseche»: «le travi a spessore hanno armatura a taglio inadeguata, i nodi non risultano confinati, i pilastri sono molto rastremati verso l’alto, il sistema strutturale esistente è carente di alcuni telai in una direzione principale, vari punti di fondazione non sono collegati tra loro».


Insomma problemi nient’affatto trascurabili tanto che la sentenza finale sembrava inappellabile: «si sconsigliano interventi di miglioramento e adeguamento sismico, ritendendosi più opportuno ed economicamente vantaggioso procedere a demolizione e ricostruzione ex novo dell’edificio esistente».

E invece ieri il Comune ha annunciato che l’edificio sarà regolarmente aperto così come la De Jacobis (a luglio data come apertura a rischio a causa dell’indice di vulnerabilità troppo basso pari a 0,08) e Piano della Lenta (0,15).
«Per esse», si legge nel documento ufficiale, «non è stato assunto alcun provvedimento in quanto tutte le nuove prove effettuate hanno dato esito positivo in senso migliorativo (solo per Piano della Lenta si è in attesa di un ultimo risultato)».

A questo punto la gente comune (quella che vive nel mondo reale e non quello delle carte della burocrazia schizofrenica) non riesce proprio a comprendere a cosa servano "verifiche sulla vulnerabilità sismica" se poi sembrano non valere nulla.

Bisogna dubitare anche dei tecnici che vengono reputati farlocchi oppure degli amministratori che amano il gioco d'azzardo come questo?

Una scommessa azzardata peraltro sulla vita di decine di scolari di cui si assumono tutte le responsabilità il primo cittadino, gli assessori ed i vari tecnici che hanno avallato e controfirmato la documentazione che autorizza la "regolare" riapertura dell'edificio scolastico.




I PROVVEDIMENTI

Ci sono poi altre scuole che verranno riaperte con alcuni provvedimenti:
Nella scuola San Berardo sarà messo fuori servizio, a titolo precauzionale, l’ultimo piano («provvedimento che determina una riduzione di carico con significativo aumento dell’indice di rischio a favore della sicurezza»), alla Molinari i corpi di fabbrica principali prospicienti Piazza Aldo Moro riapriranno senza prescrizioni, «in quanto gli ulteriori approfondimenti hanno dato esito positivo in senso migliorativo» mentre il corpo di fabbrica retrostante riapre con la messa fuori servizio del 1° e 2° piano dell’ala Nord/Est sempre nell'ottica di ridurre i carichi e migliorare la sicurezza dell'edificio

Per gli edifici della Michelessi si è in attesa degli ultimi dati della verifica sismica per problemi amministrativi (sostituzione di un tecnico per motivi personali) .

Chiude invece la scuola Fornaci Cona «in quanto gli approfondimenti non hanno determinato nessun tipo di miglioramento; pertanto, a titolo precauzionale e in attesa di interventi, viene messa fuori servizio. I ragazzi di detto plesso verranno temporaneamente ospitati nelle strutture del Pascal e del Forti a seguito di un sopralluogo effettuato in tarda mattinata con la Preside Letizia Fatigati, il Presidente della Provincia ed il Sindaco di Teramo con i rispettivi tecnici».

Tutte le Scuole Comunali – Nidi, Scuola dell’Infanzia, Scuole Elementari e Scuole Medie Inferiori – riapriranno rispettando il calendario scolastico regionale. Non ci saranno doppi turni.

La Scuola Risorgimento, dove sono stati effettuati lavori di miglioramento sismico, riaprirà entro 30 giorni in quanto si sta procedendo al collaudo. In questo periodo i ragazzi resteranno al Parco della Scienza.