Da L'Aquila l'appello al vincitore del Grande Fratello: «donaci parte del premio»

Alessandro Biancardi

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Da L'Aquila l'appello al vincitore del Grande Fratello: «donaci parte del premio»
ROIO. Il parroco venezuelano di  Roio don Osmam Prada scrive al vincitore del Grande Fratello che verrà decretato questa sera su Canale 5 e si porterà a casa 300 mila euro.

Qualche settimana fa don Osman ha partecipato alla Corrida ribadendo l'appello agli aiuti volti alla ricostruzione post-sisma. In quell'occasione ha parlato dei problemi che investono la provincia aquilana dal 6 aprile del 2009 ma ha anche fatto divertire i telespettatori cantando una canzone di Ricky Martin, vincendo la puntata.

Adesso il prete si appella nuovamente ad una trasmissione Mediaset per far arrivare a Roio risorse utili alla costruzione della chiesa. Così ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al vincitore del Grande Fratello che verrà eletto questa sera nel corso della trasmissione grazie al televoto di chi sta a casa.
«Caro fratello o sorella», scrive rivolgendosi al futuro fortunato, «nonostante io non condivida il programma televisivo voglio dirti: auguri! Sì, perchè nella vita dobbiamo anche saper condividere i sogni e le mete raggiunte dagli altri, nonostante le nostre eventuali diverse opinioni».

«Sono diventato un "grande fratello" per coloro che Dio ha messo nelle mie mani», continua il sacerdote.

Don Osman confessa poi di guardare il Gf («ogni tanto, non sempre») e di essere «spesso» rimasto «sconcertato» per «i vostri argomenti, pazzie, pianti, i vostri peccati commessi davanti a tutti, la vostra voglia di raccontarvi, di esternare quello che c'è dentro i vostri cuori. «Ti confido che prima di arrivare a giudicarvi ho

pensato che siete dei giovani come tutti i giovani, che siete stati scelti fra i nostri ragazzi, che siete entrati in quel sistema televisivo che il mondo vi ha offerto. Credo però che siete giovani e che avrete tempo di rivedervi e cambiare, il tempo passerà e la fama finirà … alla fine vi incontrerete con voi stessi. Faccia a faccia».

«Vorrei esserti vicino in questo momento, non per i tuoi soldi», continua la lettera, «e per la fama, ma perchè oggi più che mai, penserai di essere super potente, indipendente, protagonista, lontano da dio, centro del mondo e degli amici, o meglio di coloro che ti diranno di esserlo ma che semplicemente si metteranno in gioco con te...esaltando quello che a te piace sentire, per tenerti buono e sfruttare la tua fama».

E poi arriva la richiesta: «siamo a L'Aquila, la città distrutta dal terremoto del 6 aprile 2009. Siamo una comunità che ancora celebra la s.messa in una tenda-chiesa...con grandi disagi e difficoltà, con il freddo dell'inverno e il terribile caldo dell’ estate. abbiamo un progetto serio che stiamo portando avanti, per il restauro della nostra chiesa, ma ancora ci manca tanto per poter iniziare un'opera di restauro e poter vedere nuovamente tutta la comunità riunita. Siccome tu ora hai denaro in abbondanza avrai anche modo di chiederti: cosa farò? Dove spenderò i miei soldi di troppo? Allora ecco che ci sono io per dirti come e dove. E non te ne pentirai!!!! Quello che voglio da te e’ un gesto libero, un gesto eroico. Saresti disposto a darci una mano e diventare per noi "un vero grande fratello?"...! comunque sentiti libero, se deciderai di non aiutarci noi pregheremo per te ugualmente».

18/04/2011 16.48