VULNERABILITA'

Sicurezza sismica: «a L’Aquila i migliori edifici del Centro Italia»

Lo certifica il presidente dell’ordine degli ingegneri

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Sicurezza sismica: «a L’Aquila i migliori edifici del Centro Italia»

L’AQUILA. Più che rassicurazioni, certezze granitiche e solide come quelle che dovrebbero avere tutti gli edifici pubblici e privati. Nessun pericolo o timore per vulnerabilità in caso di nuovi terremoti.

A riferirlo è il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila, che fotografa la situazione del capoluogo abruzzese a seguito dei recenti sismi nonché di quello del 2009. E assicura piena collaborazione nel segno della professionalità e della vicinanza verso i cittadini.

«L’intero patrimonio edilizio a L’Aquila e nelle zone limitrofe è di gran lunga superiore a quello delle altre città perché il terremoto ci ha imposto di apportarvi migliorie dal punto di vista sismico. Speriamo che lo Stato si impegni per fornire a tutti i cittadini questa opportunità, e non solo sulla scia di eventi emergenziali, ma decidendo di investire finalmente sul fronte della prevenzione».

È questo il quadro che il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila, Elio Masciovecchio, traccia sulla situazione aquilana e non solo a seguito dei recenti terremoti che hanno nuovamente scosso il centro Italia.

«Quanto accaduto dovrebbe farci riflettere. – continua Masciovecchio – Probabilmente quello di cui il nostro Paese ha maggior bisogno è che si intervenga non tanto dando i soldi a chi risparmia di più dal punto di vista energetico – aspetto che rimane comunque di primaria importanza – ma a chi cerca di proteggere la vita delle persone, anche attraverso la possibilità di usufruire di finanziamenti europei».

E se guardiamo alla realtà di L’Aquila, secondo il numero uno della categoria abruzzese, le abitazioni sono tecnicamente più affidabili rispetto al periodo precedente del 6 aprile.

«I nostri edifici – assicura ancora – sono i migliori di tutti il Centro Italia perché sono stati già oggetto di interventi di miglioramento. Per citare un esempio, a L’Aquila bisogna garantire almeno il 60% di sicurezza sismica per le case classificate come E, ovvero quelle che hanno subìto nel 2009 i danni più gravi».



«NESSUNA NORMA PREVEDE CERTIFICATO DI VULNERABILITA’»

Tuttavia, nonostante i nuovi ‘allarmi’ registrati di recente, nessuna norma nazionale prevede il certificato di vulnerabilità, mentre per Masciovecchio «sarebbe ormai auspicabile al fine di aumentare la consapevolezza del rischio sismico e iniziare a mettere in sicurezza tutto il patrimonio edilizio nazionale».

Essere vicini al cittadino, garantendo una professionalità adeguata e coerente alle diverse problematiche, è, del resto, una delle priorità per l’Ordine degli Ingegneri aquilani.

«Stiamo continuando a mettere a disposizione i nostri volontari, laddove necessario, per le verifiche di agibilità, coordinate dalla Protezione civile. – prosegue il presidente – A L’Aquila e in tutto il cratere sismico rimane però un problema: ricostruire i centri storici. Le abitazioni della periferia sono completate per più del 95%, mentre per il centro storico stiamo lavorando con risultati importanti e dobbiamo continuare a farlo, a prescindere da eventuali altri terremoti».

Chiudere la ricostruzione del centro storico, comprese le frazioni e tutti i comuni del cratere, entro sei anni rappresenta l’obiettivo da perseguire. A patto che ci siano i soldi, come in questo momento. Parola dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila.