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Basciano, «comune venga inserito nel cratere sismico»

La richiesta del sindaco alle istituzioni

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Basciano, «comune venga inserito nel cratere sismico»

Alessandro Frattaroli

BASCIANO. Basciano sta attraversando un periodo molto difficile, forse il più difficile di tutta la sua storia, così come gran parte della provincia di Teramo.

Dal sisma del 24 agosto ad oggi, racconta il sindaco Alessandro Frattaroli sono già 113 le ordinanze di inagibilità di fabbricati, con il conseguente sgombero dalle proprie abitazioni di tantissimi nuclei familiari: 84 persone in autonoma sistemazione e 3 in hotel.

I provvedimenti hanno interessato principalmente il centro storico, che si è pressoché spopolato, con la presenza, anche, di una zona rossa nell’area ricompresa tra Porta Penta e Rua Landi.

Oggi il sindaco chiede l’inserimento del suo Comune nel cratere sismico dei comuni più colpiti da questa grave emergenza e il conseguente riconoscimento dei danni subiti nonché una seria programmazione di aiuti alla popolazione, «che mai come oggi, in un momento di sconforto e difficoltà, ha bisogno di risposte veloci e concrete, proporzionali al danno subito».

Da subito l’Amministrazione ha affrontato la situazione, provvedendo alla messa in sicurezza di edifici nel centro storico per pericoli di pubblica incolumità ed abbattendo una vecchia cabina Enel che minacciava le abitazioni sottostanti.

Inoltre, spiega il primo cittadino, grazie all’impegno congiunto dell’Amministrazione e dell’Ater, è stato possibile ripristinare l’agibilità di una delle due palazzine con 6 nuclei familiari per 12 persone, rimuovendo le cause di inagibilità a distanza di poche settimane dal sisma del 30 ottobre. L’altro edificio, invece, risulta ancora oggi, inagibile. La situazione, già critica, si è aggravata con le copiose precipitazioni nevose, che hanno avuto inizio il 15 gennaio: nelle frazioni situate nella parte più alta del Comune si sono accumulati anche 3 metri di neve che, in combinata alla sequenza sismica del 18 gennaio, hanno ulteriormente colpito duramente numerose costruzioni. In particolare, il patrimonio agricolo e zootecnico risulta essere decimato: si contano numerosi capannoni e stalle crollati (secondo una prima stima sono circa 100 fabbricati di questa tipologia); in una di queste sono morti 8000 polli ed in molte altre il collasso delle strutture non rende possibile agli allevatori l’approvvigionarsi dei foraggi.

Anche il patrimonio degli edifici di culto, già inagile nella quasi totalità, ha subito ulteriori danni con il crollo parziale della copertura della Chiesa di Santa Maria a porto Lungo, di grande valore storico-artistico.

Danni sono stati riscontrati anche al patrimonio proprio del Comune di Basciano. «A tutto ciò, come se non bastasse, si aggiungono i disagi e le difficoltà di un’intera cittadinanza per la mancanza, oltre ogni limite, dell’energia elettrica, in alcune zone anche per due settimane», continua il primo cittadino che è chiaro: «di questo l’Enel ne dovrà rispondere. Neppure la zona industriale è risultata indenne dall’effetto congiunto di sisma e maltempo: diverse aziende hanno riportato danni alle coperture, agli impianti e ai macchinari, senza dimenticare le ingenti perdite di merci deperibili, che diverse imprese hanno dovuto smaltire. A causa dell’assenza di energia elettrica, tutte le aziende hanno chiuso gli impianti per almeno una settimana; hanno riscontrato problemi con il reperimento delle merci e, per le precarie condizioni della viabilità, molti dipendenti hanno avuto difficoltà a raggiungere il posto di lavoro».

Il sindaco non comprende perché il suo comune non venga preso in debita considerazione come area gravemente danneggiata dagli eventi citati dalle Istituzioni e dai dirigenti politici: «ad oggi non si è vista a Basciano nessuna Istituzione, che con la propria presenza, oltre a prendere atto delle evidenti difficoltà, avrebbe dato coraggio e speranza di una ripresa certa ad un’intera cittadinanza, legata alle proprie origini e tradizioni e che vuole restare nei propri luoghi».