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Progetto Case, dietrofront sull’abbattimento. Ora si cercano nuovi inquilini

Forza Italia: «rischio marchette elettorali»

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Progetto Case, dietrofront sull’abbattimento. Ora si cercano nuovi inquilini

L'AQUILA. Ma il progetto Case non doveva essere abbattuto? A quanto pare qualcuno ha cambiato idea e le celebri ‘casette di Berlusconi’ sembrano destinate a restare in piedi per almeno altri 5 anni.

E’ questo il tempo massimo, ad oggi, garantito dal nuovo bando del Comune di L’Aquila pronto a raccogliere le candidature di quanti, in cerca di una abitazione, sono pronti ad alloggiare nelle case ‘temporanee’, tirate su in pochi mesi dopo il sisma del 2009.

Una svolta quasi inaspettata dal momento che il loro destino sembrava segnato.

Secondo alcuni (leggasi Forza Italia) si tratterebbe di una «manovra sospetta» che arriva all'improvviso «dopo anni di accuse ed ingiurie». Insomma l'amministrazione ri-scopre l'utilità dei Progetti Case a pochi mesi dalle elezioni amministrative.

Eppure anche il sindaco Massimo Cialente 10 mesi fa era stato chiaro in una intervista al settimanale nazionale Oggi.

Cosa diceva a marzo il primo cittadino? «A Cese di Preturo, a Sassa, ad Arischia, le new town dopo nemmeno sette anni cadono a pezzi. Devono essere sgomberate e puntellate, come se il sisma del 6 aprile 2009 avesse colpito anche loro». Oggi anche lì le abitazioni vengono messe a bando con un affitto medio annuo a metro quadro di 41 euro.

Qualche settimana prima Cialente alla stampa locale diceva: «ma certo che dobbiamo assolutamente smantellare il Progetto Case. Non potranno durare altri venti anni, perché in quel caso l'Ue ci costringerà a restituire parte dei soldi (affidati per progetti temporanei, ndr). Palazzine di Case e map, man mano che si libereranno, verranno smantellate: dobbiamo decidere solo dove e quando".

Il quando, però, a quanto pare si allontana sempre più dopo che il Comune ha approvato la delibera per l'housing sociale, si chiama così.

La possibilità di richiedere un alloggio è stata estesa a tutti i cittadini residenti sul territorio nazionale. Il valore della locazione va dai 20 ai 64 euro al metro quadro annui.

Le abitazioni saranno messe a disposizione di cittadini italiani e gli stranieri con un permesso di soggiorno di lungo periodo e con la residenza in Italia da almeno un anno.

Con l'assegnazione della casa bisognerà assumere la residenza a L'Aquila o si rischia la revoca dell’alloggio.

Il Comune dell'Aquila verificherà periodicamente attraverso gli uffici competenti l'effettiva dimora del nucleo familiare anche successivamente l'assegnazione.

Le assegnazioni rivestono «carattere di temporaneità» per un periodo di 36 mesi prorogabili fino a un massimo di 60 mesi. Insomma 5 anni di vita assicurati per le casette che dovevano essere «temporanee» e già condannate a morte.

Il consigliere comunale di Forza Italia parla di «schizofrenia politica e amministrativa da parte di chi 5 anni fa ha vinto le elezioni proprio grazie alla risposta abitativa data agli aquilani da Berlusconi (osannato e rinnegato) attraverso Case e Map, ed ora, prova a ripetere l'operazione, puntando sulle criticità economiche e sociali della popolazione aquilana»..
Secondo Liris le difficoltà di tante famiglie aquilane non devono diventare il pretesto né per sopperire all'incapacità di gestione del patrimonio Case (fortemente voluto in carico al Comune proprio dalla Sinistra aquilana), «né, tanto più, per confezionare "marchette" più o meno legalizzate».

«Seguiremo puntualmente tutte le fasi amministrative inerenti, perché si eviti il più possibile la discrezionalità e il favoritismo. Lo dobbiamo tanto agli aquilani che ci hanno scelto perché li rappresentassimo e a quelle popolazioni vicine logisticamente a noi, che stanno vivendo il dramma di aver perso la propria abitazione a causa dei un disastro naturale: è sufficiente, infatti, andare ad Amatrice e parlare con i cittadini che stanno soffrendo in maniera tremenda le condizioni disumane a cui sono costretti. I cittadini delle comunità del centro Italia colpite dal sisma di qualche mese fa ci considerano fortunati per il trattamento ricevuto in termini di risposta abitativa: non possiamo dare loro ulteriori dimostrazioni di incapacità amministrativa».