LA PROTESTA

Terremoto Teramo, il comitato di San Berardo: «per noi sgombero immotivato»

«Bastavano piccoli interventi finanziati dopo il 2009»

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Comune di Teramo

TERAMO. La scuola materna di via Tevere poteva restare aperta se fossero stati fatti dei piccoli interventi di messa in sicurezza nel settembre scorso.

Ne è certo comitato di quartiere di San Berardo – che ha sede nello stesso edificio e che a sua volta ha ricevuto l’ordinanza di sgombero.

Il presidente Franco De Angelis spiega che il finanziamento di 230mila euro per gli edifici scolastici, erogato dal Governo e dalla Regione dopo il sisma del 2009, non è stato mai utilizzato dal Comune di Teramo.

La procura teramana ha avviato un’inchiesta su 32 edifici scolastici, i quali a seguito dei terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre hanno riportato crepe e lesioni tali da minare la sicurezza di alunni e studenti.

Le ipotesi di reato contestate nel fascicolo, che per ora è aperto contro ignoti, sono quelle di omissioni d’atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.

In questa prima fase i sostituti procuratori del pool dei reati contro la Pubblica amministrazione hanno delegato a carabinieri e finanzieri l’acquisizione di contratti d’appalto, affidamenti e atti vari in tutti gli enti di competenza, a cominciare da comuni, da Provincia e Regione.

«Significativa è la vicenda della struttura dove ha sede la scuola dell’infanzia e il Comitato di quartiere San Berardo, in via Tevere a Teramo», racconta Franco De Angelis, presidente del comitato. «Il centro polivalente ha maturato 20 anni di presenza attiva nel quartiere, diventando un punto di riferimento per giovani e anziani grazie alle attività ricreative e ai diversi laboratori proposti, oltre alle attività di sostegno sociale e alla consulenza legale ai consumatori prestata all’interno grazie alla collaborazione di volontari e associati specializzati. Il comitato come la scuola materna sono stati colpiti da un’ordinanza di sfratto dal sindaco Brucchi ma va sottolineato il fatto che l’edificio in questione faceva parte del suddetto progetto di adeguamento sismico che aveva ricevuto un finanziamento di 230mila euro circa, somma ad oggi mai utilizzata. Un anno e mezzo fa circa il comune di Teramo aveva incaricato un tecnico esterno per la verifica statica e la simulazione sismica, se è vero che questa verifica aveva riscontrato delle difformità perché l’ordinanza di sgombero non è stata fatta prima? Perché abbiamo dovuto aspettare le due scosse di agosto e ottobre per lo sgombero?»

L’ordinanza di sgombero del comune ha fatto seguito, come da prassi, ad una visita cosiddetta “fast” effettuata da un tecnico della protezione civile: «appena 20 secondi», assicura De Angelis. «visitando esclusivamente la scuola materna, nonostante ciò l’ordinanza ha colpito anche la sede del comitato pur non presentando nessuna lesione evidente».

A seguito della seconda scossa il comune aveva incaricato un’impresa edile per eseguire piccole riparazioni di intonaci e piccoli interventi di manutenzione.

In attesa di una nuova visita di tecnici della Protezione Civile, questa volta di in grado di compilare la famosa scheda AeDES necessaria a fare una valutazione più accurata dell’edificio, acquisendo progetti e documenti comunali, circa 30 giorni fa c’è stata anche la visita di un’ulteriore commissione detta “Errani” (anch’essa facenti parte della protezione civile) la quale, essendo a conoscenza del progetto rimasto ineseguito, ha condotto una verifica più accurata.

«Il responsabile del gruppo», racconta De Angelis, «ci ha verbalmente assicurato che i locali della scuola dell’infanzia, a causa dei quali per l’inagibilità rilevata anche il comitato ha subito lo sfratto, potevano, visto il rapporto costi benefici, essere resi agibili con una spesa minima già da settembre 2017. A tale scopo l’intero edificio scolastico sarebbe stato incluso in quella linea di finanziamento prioritaria e quindi aperto alle iscrizioni di gennaio 2017, data utile per la frequentazione per l’anno scolastico 2017/2018».

Visti i fatti rimane ancora aperta la questione dell’utilizzo dei fondi erogati nel 2014, e se il comune rispetterà le priorità che la commissione “Errani” aveva stabilito nell’elenco, che con molta probabilità, sarà pubblicato lunedì 9 gennaio.

«Inoltre merita di essere sottolineato il danno che la comunità del quartiere San Berardo sta subendo con la chiusura di una struttura presente e attiva da ormai 20anni», chiude De Angelis.