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Terremoto. Chiesetta S.Pietro Morrone ancora in abbandono

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Terremoto. Chiesetta S.Pietro Morrone ancora in abbandono



L’AQUILA. «Dopo il sisma che colpi' il nostro territorio nel 2009, piu' volte ebbi da denunciare lo stato di abbandono della chiesetta di San Pietro al Morrone, sita in Paganica lungo la strada che collega Pescomaggiore, in quanto nessun lavoro di messa in sicurezza era stato eseguito».

Ad affermarlo e' Raffaele Alloggia, cultore delle tradizioni locali.

«Da premettere - ricorda - che la chiesetta (sec.XII) prima di quel 6 aprile, era in perfette condizioni in quanto era stata restaurata dalla Sovrintendenza Regionale per i Beni Culturali nel 1993, l'architetto che curo' i lavori in quella circostanza propose di procedere all'opposizione di vincolo, poiche' scrive, a mio giudizio presenta 'notevole interesse storico artistico'; la proposta pero', e' rimasta lettera morta».

Questa la relazione dei tecnici appena dopo il sisma del 2009: «L'esterno della chiesa ha delle lesioni in corrispondenza della facciata e la parete di monte mostra uno 'spaciamento' dovuto forse ad un abbassamento del sottostante piano fondale che porta anche a delle piccole crepe verso il cantonale absidale. I coppi e contro coppi di copertura sono scivolati e per questo la copertura e' stata integrata con un telo impermeabile. L'interno ripropone alcune lesioni gia' evidenziate all'esterno, mentre piu' grave sembra essere quella orizzontale che si colloca nella parte bassa del muro dietro l'altare. Gli affreschi fortunatamente non hanno subito danni».

Le scosse di assestamento che seguirono nei mesi successivi a quella data, hanno fatto si' che lo 'spaciamento' e le crepe sono peggiorate notevolmente e del telo sul tetto gia' da alcuni mesi dopo, non se ne ebbe piu' traccia. Dopo il terremoto del 24 agosto scorso, e' stata presentata 'un'istanza di sopralluogo' - rende noto Alloggia - in quanto com'era prevedibile, le crepe gia' riportate nel 2009 si sono ulteriormente allargate, nel cantonale della facciata esterna alcune pietre 'quadre' sono prossime a cadere e in prossimita' dell'affresco tre-quattrocentesco dietro all'altare, un blocco di intonaco e' caduto.

«Le priorita' di ricostruzione, sono certamente altre, ma non possiamo permetterci - asserisce Alloggia - di perdere uno 'scrigno' di storia del nostro territorio, per cui i cittadini paganichesi ritengono sia doveroso da parte di chi di competenza, la messa in sicurezza della chiesetta al piu' presto, per poterla poi, affidare alle future generazioni, cosi' come si presentava prima di quel 6 aprile. Nel frattempo, la scampagnata alla chiesetta di antica memoria, annualmente si ripete, la Santa Messa viene celebrata all'esterno e da due anni il 'Fuoco del Morrone' fa sosta in ricordo della canonizzazione di San Pietro al Morrone, poi dal 1668 San Pietro Celestino; le tradizioni, piu' 'forti' delle Istituzioni».