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Sisma L'Aquila, Benedetti: «commissariare chi non ricostruisce»

Sindaco e assessore se la sono presa con i tecnici

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Ricostruzione L’Aquila, 2/3 dei lavoratori sono abruzzesi

L'AQUILA. Provvedere immediatamente alla nomina dei commissari per i consorzi e i condomini inadempienti.

È quanto chiede all'amministrazione comunale dell'Aquila Carlo Benedetti, che del Comune è presidente del Consiglio.

La decisa presa di posizione è riferita alla grave realtà legata agli interventi di ricostruzione non ancora attivati a oltre sette anni dal sisma.

Come hanno fatto il sindaco, Massimo Cialente, e l'assessore alla ricostruzione Piero Di Stefano, anche Benedetti accusa i tecnici.

Il presidente del consiglio chiama in causa anche gli amministratori di condominio. «A sette anni dal sisma i ritardi sono ormai inaccettabili e stanno paralizzando la città e la sua economia. - ha proseguito Benedetti - Basti pensare che si registra un'ingiustificabile inerzia anche da parte di fabbricati ricompresi nelle aree a fattibilità breve, per i quali i lavori dovevano partire, addirittura, nel 2010. Il tutto a causa del fatto che i tecnici sono sovraccarichi di lavoro, avendo evidentemente accumulato più incarichi di quanti potessero ragionevolmente smaltire, ma anche a causa dell'ignavia di alcuni amministratori di condominio. Ora basta. Il Comune deve provvedere immediatamente alla nomina dei commissari, i quali, da parte loro, devono anche esercitare le dovute azioni di responsabilità nei confronti di chi ha bloccato la ricostruzione. Il danno non è solo per tutte quelle persone che, a sette anni dal sisma e senza più benefici come il contributo di autonoma sistemazione, il fondo immobiliare e i fitti concordati, si trovano a stare fuori casa e a pagare un affitto».

«Ne va, anche e soprattutto, - ha concluso Benedetti - dell'economia e della vita stessa della città. Nessuno, pertanto, si spertichi inutilmente in difese d'ufficio di ordini professionali, categorie e rapporti di colleganza. L'inerzia di alcuni non può diventare causa di conseguenze inaccettabili per tutti, vanificando ogni sforzo condotto faticosamente in questi anni, a tutti i livelli, per garantire la ricostruzione».

Intanto resta la preoccupazione nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 rispetto ai fondi necessari a coprire le spettanze dei co.co.co. nei due uffici speciali per la ricostruzione, dell'Aquila (Usra) e del cratere (Usrc) che pure sono stati prorogati per due anni. Una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) non ha infatti previsto somme aggiuntive per il 2016.

Per il solo 2016 servirebbero 20 milioni di euro - spiegano i due coordinatori dei sindaci del cratere Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi - e solo il costo dei 56 collaboratori impegnati negli Uffici territoriali della ricostruzione ha una copertura fino a giugno 2016, ed ora sono i Comuni che stanno anticipando gli stipendi con risorse proprie, nella certezza che poi sarebbero arrivati i fondi del governo. A breve dunque, se non ci saranno novità, i co.co.co. rimarranno senza stipendio.