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Terremoto L’Aquila, 2 miliardi dell’Inail bloccati. De Matteis: «colpa centrosinistra»

«Risorse disponibili dal 2011, oggi solo 300 milioni»

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L'AQUILA RAGAZZI NELLA NOTTE



L’AQUILA. Era il 2011: l'Inail mise a disposizione circa 2 miliardi destinati all'Aquila.

L'utilizzo di questi fondi era regolamentato da meccanismi chiari e ben definiti.

Il tesoretto doveva essere utilizzato per cinque obiettivi: recuperare il centro storico, rimettere a posto le strutture sanitarie, creare un nuovo campus universitario, oltre che per interventi mirati sui beni culturali e sul tessuto urbano. Ma quei soldi sono finiti in un labirinto burocratico, fatto di procedure complesse e di una riforma della protezione civile che si è 'dimenticata' di regolare la questione. E non ne sono usciti più.

Il consigliere comunale dell'Aquila Città Aperta, Giorgio De Matteis, punta il dito contro il primo cittadino, Massimo Cialente che qualche giorno fa ha scritto al premier Matteo Renzi chiedendo di far approvare «un semplicissimo emendamento» che permetterebbe l'utilizzo almeno di una parte dei fondi: infatti, se fino ad oggi sono rimasti chiusi a chiave in un cassetto, è perché non si riesce a modificare la norma originaria, contenuta nel decreto 39.

In pratica il Comune dell'Aquila non potrebbe utilizzare i 2 miliardi di euro previsti inizialmente (anche perché nelle casse dell'Inail ne sono rimasti circa 300 milioni) ma il primo cittadino di accontenterebbe di circa 50 milioni, così da realizzare parcheggi a servizio dell'Università, alla Fontana Luminosa.

Ma De Matteis, come detto, si scaglia contro il primo cittadino: «Cialente scrive l'ennesima lettera trovando ovviamente in altro da sé, in questo caso in una non ben definita burocrazia ministeriale, l'impedimento per l'utilizzo di questi fondi».

Il consigliere comunale sostiene che si sia persa ancora una volta una occasione per la città: «è l'ennesima dimostrazione dell'incapacità dell'amministrazione comunale e del governo di centrosinistra di dare soluzione ai problemi dell'Aquila - continua De Matteis - Infatti, dei due miliardi disponibili dal 2011, ad oggi restano utilizzabili solo circa 300 milioni di euro. Inoltre, è necessario far sapere agli aquilani che grazie a Cialente e al suo amico, l'allora ministro Barca, si è proceduto al ripristino dei procedimenti amministrativi ordinari, al posto delle ordinanze. Questo ha comportato il blocco dei fondi Inail, inizialmente collegati alle ordinanze. Blocco che nessuno dei governi di centrosinistra, compreso l'ultimo targato Renzi, ha ritenuto di dover modificare ricorrendo a un banale e semplice emendamento».

Per il consigliere di opposizione, «è poi necessario rimarcare che la sciocchezza politica e amministrativa di tornare alle procedure ordinarie fu una scelta sostenuta e fortemente voluta da Cialente e dal suo amico Barca. Mai scelta fu più dannosa e scellerata, in quanto la decisione presa sulla base di meri calcoli politici ha comportato di fatto la fase di stallo che sta vivendo la ricostruzione e la perdita di numerose risorse finanziare, tra le quali quelle dell'Inail, che oggi sarebbero state particolarmente utili».