SOTTOSERVIZI

L’Aquila. Millantava di conoscere Legnini e Cialente e prometteva fetta di maxi appalto

Si tratta dei lavori dei sottoservizi da 38 mln di euro. Nei guai ingegnere di Chieti

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

965

L’Aquila. Millantava di conoscere Legnini e Cialente e prometteva fetta di maxi appalto

L'AQUILA. Soldi per promettere il subentro nella ricca commessa da 38 milioni di euro dei nuovi sottoservizi della città dell'Aquila, da ottenere fingendo di conoscere il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, l'ex sottosegretario Giovanni Legnini, e il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

Per questo motivo la procura della Repubblica del capoluogo con il sostituto procuratore Antonietta Picardi ha iscritto nel registro degli indagati Francesco Maria De Deo, 49 anni, chietino, con le accuse di millantato credito ed emissione di fatture per operazioni inesistenti aggravata dall'aver commesso un reato per occultarne un altro.

A credere a quelle che i pm definiscono «vanterie» di De Deo, pagando ben 8 mila euro per «il subentro in commesse pubbliche affidate alla società Edimo Spa», azienda aquilana, sono gli imprenditori teramani Maurizio Polisini, 67 anni, e Andrea Polisini, 38, amministratori della società Edilcostruzioni Group.

I Polisini sono indagati, in concorso tra loro, con l'accusa di dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti.

Il primo stralcio dei sottoservizi, attualmente in corso di realizzazione, è stato aggiudicato all'associazione temporanea tra l'impresa ravennate Acmar e le aquilane Edilfrair e Taddei, quest'ultima controllata da Edimo Spa, che hanno costituito la società consortile a responsabilità limitata Asse Centrale.

La Edimo Spa, alla quale Di Deo prometteva il subentro ai Polisini, è stata dichiarata fallita dal tribunale di Roma nel febbraio 2015.

Secondo le indagini, millantando la conoscenza di Legnini e Cialente, Di Deo ha incassato gli 8 mila euro «quale prezzo per la mediazione al fine di ottenere il subentro in commesse pubbliche affidate alla società Edimo Spa e ad altre aziende dello stesso gruppo imprenditoriale, con particolare e specifico riferimento all'appalto dei cosiddetti 'sottoservizi' nel centro storico di L'Aquila e, più in generale, la copertura politica per l' acquisizione di commesse nella ricostruzione».

 

Inoltre tra le promesse fatte c’era anche quella di «offrire sponsorizzazioni alla società calcistica L’Aquila Calcio 1927 nonché la promessa di cedere subappalti ad altre società interessate ad acquisire quote della stessa società calcistica quale prezzo richiesto dal sindaco Cialente» in cambio sempre del subingresso nell’appalto principale dei sottoservizi.

 

Dal 2011 De Deo ha emesso 27 fatture per operazioni che secondo la procura di L’Aquila sarebbero inesistenti in favore delle società Edilcostruzioni e Tecno Appalti attestanti «servizi di ingegneria in realtà non resi, per un importo totale corrisposto pari a euro 105.187,20».

Di contro, i Polisini hanno registrato «elementi passivi fittizi giustificati con fatture per operazioni inesistenti emesse in loro favore da De Deo», effettuando pagamenti per le somme di 105 mila euro tra Edilcostruzioni (15 fatture per 37 mila euro) e Tecno Appalti (12 fatture per 67 mila euro).