TERREMOTO CONTINUO

Bertolaso, Diaconale lo difende: «ha fatto un miracolo e salvato gli aquilani»

Blundo (M5S): «Non torni in città»

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Arturo Diaconale

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L’AQUILA. L’ex premier Silvio Berlusconi fa sapere che presto andrà a far visita alla città di L'Aquila insieme a Guido Bertolaso, ora candidato sindaco per il Campidoglio, e che è certo che gli aquilani li accoglieranno come degli 'eroi'.

In città, però, in queste settimane il nome di Bertolaso fa venire l’orticaria agli aquilani che lo ritengono addirittura «un pericolo» per la Capitale nel caso in cui dovesse essere eletto sindaco.

E mentre la sua candidatura non è stata ancora ufficializzata (per contrasti all’interno dello stesso centrodestra) la polemica resta viva.

Secondo Berlusconi lui è l’uomo giusto: «da capo della Protezione Civile», ha detto in una recente intervista, «Bertolaso ha dato prova di grandi capacità manageriali, sapendo gestire eventi e avvenimenti epocali fra i quali il dopo-terremoto in Abruzzo, lo spostamento del G8 all'Aquila, l'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. E tutti sappiamo quale sia ora la situazione dei rifiuti a Roma. Una città grande, importante e complessa come la capitale d'Italia ha bisogno di essere guidata da una personalità con eccezionali capacità manageriali».

Dopo l’annuncio di un eventuale ritorno a L’Aquila è la senatrice del M5S, Enza Blundo, a chiedere all’ex numero uno della protezione Civile e a Berlusconi di non farsi vedere per  una «passerella mediatica»: «ci risparmino questo spettacolo».

La grillina sottolinea che i due «non sono certo da considerare gli 'eroi' degli aquilani che hanno perso in quella notte i loro cari, rassicurati dopo la telefonata dello stesso Bertolaso alla Stati, e che hanno subito anche la beffa di vedersi consegnate case pubblicizzate come ricostruzione, calpestando i diritti di cittadini terremotati che subivano ingiurie sulla stampa come piagnucoloni, nullafacenti e rabbiosi, mentre la vera ricostruzione è iniziata in ritardo di 4 anni ed hanno assistito ad un aumento sconcertante di criminalità organizzata, a imprenditori e amministratori compiacenti e alla sensibilità corruttiva diffusa fra i rappresentanti posti a capo delle più delicate istituzioni post sisma, soprattutto nell’ambito della ricostruzione». 

«I veri eroi – conclude Blundo – sono coloro che operano per la gente e per i loro diritti senza fingere di farsene carico». 


Intanto Arturo Diaconale, dal marzo del 2009 all'agosto del 2015 prima commissario e successivamente presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga (oggi nel cda della Rai), dalle pagine de Il Giornale difende Bertolaso e attacca gli aquilani: «a parere di questi autoproclamatisi San Paolo e rappresentati dell'intera comunità aquilana, Bertolaso, in combutta con il suo vice di allora, prefetto Gabrielli, avrebbe vessato, deportato, negato i diritti civili alla popolazione del capoluogo abruzzese oltre aver negato i rischi del sisma e condizionato la ricostruzione a vantaggio di aziende e società amiche».

Ma secondo Diaconale la realtà sarebbe ben diversa: «La verità è che la Protezione Civile guidata allora da Bertolaso ha compiuto un autentico miracolo impedendo che queste migliaia e migliaia di cittadini fossero abbandonati per anni ed anni in tende, container e baracche varie in un territorio dove le condizioni climatiche (si dice da sempre che all'Aquila ci siano undici mesi di freddo ed uno di fresco) avrebbero potuto provocare più vittime del cataclisma. Naturalmente anche i miracoli possono essere imperfetti. E nessuno può negare l'esistenza di queste imperfezioni».