Terremoto, imprenditori protestano: «400 pratiche ferme». Uil: «serve lavoro»

Alessandro Biancardi

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Terremoto, imprenditori protestano: «400 pratiche ferme». Uil: «serve lavoro»
L'AQUILA. Tornano a protestare gli imprenditori del cratere del terremoto le cui attività sono ferme a causa del sisma.

 

Un folto gruppo denuncia il fatto che da due anni le pratiche per l'indennizzo dei beni strumentali danneggiati dal sisma sono bloccate negli uffici del Comune dell'Aquila.

Secondo una stima le pratiche la cui istruttoria è completa sarebbero 400. Si tratta - sempre stando agli operatori economici del cratere - di istanze «per molte delle quali sono state chieste fino a tre integrazioni di documenti che non vengono evase perché mancherebbe la firma del dirigente».

«Non si capisce perché stia accadendo tutto questo - spiegano ancora gli imprenditori -, da settimane ci dicono che è tutto a posto ma di fatto queste pratiche non vengono trasferite agli uffici per il commissario per la ricostruzione che deve assegnare i fondi necessari. Anzi, da quegli uffici ci hanno detto che dal comune non arriva documentazione dalla fine dello scorso mese di dicembre». Gli imprenditori in questione protestano vivacemente perché «queste risorse sono fondamentali per la ripresa delle attività, alcune anche nel centro storico dell'Aquila, in quanto servono per l'acquisto di nuovi macchinari ed apparecchiature indispensabili per la ripresa della produzione. Per ora - conclude con amarezza il gruppo di operatori economici - anche questo esile filo di speranza per il rilancio economico viene meno perché qualcuno non firma».

E proprio ieri il presidente nazionale della Cna, Ivan Malvasi, ha chiesto un ruolo di primo piano per le piccole imprese per rilanciare il processo di ricostruzione dell’Aquila.

Secondo Malavasi – che ha aderito all’invito rivoltogli dal presidente e dal direttore della Cna aquilana, Giorgio Stringini e Agostino Del Re - «le risorse a disposizione del commissario straordinario per la ricostruzione, Chiodi, appaiono sufficientemente ampie, ma il problema a questo punto è mettere in piedi un percorso rapido, condiviso e trasparente: una garanzia, quest’ultima, in grado di frenare gli interessi malavitosi che attorno alla ricostruzione si vanno organizzando».

A detta di Malavasi, «le piccole imprese certo non possono farcela da sole, essere autosufficienti nel processo ricostruttivo. Attraverso l’aggregazione in filiere e consorzi possono conferire un valore aggiunto all’attività in corso, un valore aggiunto di creatività, anche perché in grado di seguire l’intero processo di ricostruzione: dai cantieri all’impiantistica, fino all’arredamento e ai servizi, il mondo della piccola impresa e dell’artigianato è in grado di dare concretezza a questo percorso». «Un grande ruolo – ha aggiunto – deve essere riconosciuto ai proprietari delle aree da ricostruire ed ai progettisti, che con il proprio ruolo determinante possono contribuire a scegliere la via giusta».

UIL: «SITUAZIONE DRAMMATICA»

Parla invece di «situazione drammatica» il segretario generale dell'Aquila della Uil, Pietro Paolelli. «Noi come UIL riscontriamo quotidianamente il disagio sociale dei sempre piu' numerosi cittadini che frequentano la nostra sede (disoccupati, cassaintegrati, precari, lavoratori in mobilita', commerciati, artigiani e piccole e medie imprese che non riescono o che non vengono messe in condizione di riprendere le attivita'). Cercano, anche loro, una risposta a tutto cio' e lamentano un drastico e inesorabile abbassamento dei redditi delle loro famiglie ai limiti della sopportabilita'. In tale contesto diventa decisivo concentrare, in maniera forte, tutte le energie sullo sviluppo e sul lavoro, con il quale si puo' sperare di convertire la tragedia del terremoto in una opportunita' di rinascita e progresso per la comunita' aquilana che la sottragga alle tendenze depressive e di sottosviluppo, ed eviti il dramma dello spopolamento soprattutto dei giovani. E' una situazione, che abbiamo rappresentata da tempo - ricorda Paolelli - ma, che non puo' essere piu' tollerata. Occorre il lavoro».

Il sindacato chiede quindi di «ridisegnare un percorso realistico che punti alla ricostruzione di un sistema produttivo a 360 gradi, capace di garantire un futuro economicamente valido per gli abitanti del Cratere. Per far fronte al disagio rappresentato, la Uil - dice il segretario - ritiene necessario, un intervento forte, immediato e garantista dell'attuale Governo Nazionale, che tanto ha fatto nella fase iniziale del dramma aquilano, dimenticando subito dopo di provvedere a dare esecuzione agli impegni presi dallo stesso Premier, sullo sviluppo, all'auditorium della Guardia di Finanza».

14/04/2011 8.36