Processo breve, la Camera approva. Bocciato emendamento ''salva L'Aquila''

Alessandro Biancardi

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ROMA. Anche la città de L’Aquila aspetta con ansia il voto alla Camera sul processo breve che dovrebbe tenersi alle 20 di questa sera. Alta la paura dei familiari delle vittime del sisma.

ROMA. Anche la città de L’Aquila aspetta con ansia il voto alla Camera sul processo breve che dovrebbe tenersi alle 20 di questa sera. Alta la paura dei familiari delle vittime del sisma.

E' previsto stasera alle 20 il voto finale sulla prescrizione breve. Gli aquilani saranno nella capitale per ribadire il loro fermo no alla modifica che potrebbe mettere una pietra tombale sul futuro dei processi in partenza per accertare i responsabili dei crolli del 6 aprile 2009.

Ieri il sottosegretario Gianni Letta aveva confermato che la questione è spinosa e la giornata alla Camera è stata convulsa con l'ostruzionismo dell'opposizione, e i deputati del Pd che leggevano articoli della Costituzione. I lavori dell'Aula sono proseguiti  fino alle 23.30 e non sono mancate polemiche per la decisione della vicepresidente Rosy Bindi di concedere 15 secondi ciascuno a titolo personale ai deputati di opposizione, malgrado i tempi si fossero esauriti.

Intanto il ministro Alfano rassicura quanti in queste ore temono che i più delicati processi italiani finiscano con un nulla di fatto e ammette: «a rischio solo lo 0,2% dei processi».

Ma questo pomeriggio i familiari delle vittime del sisma, così come quelli dalla Thyssen, dell'amianto, delle vittime della clinica Santa Rita a Milano e quelle dell'incendio sulla Moby Prince e di Viareggio scenderanno in piazza per dire un convinto no.

L’appuntamento è con la maratona che si terrà a Montecitorio nel pomeriggio e al Pantheon dalle 18 alle 20, fino all’esito della votazione.

Intanto ieri sera il premier Berlusconi ha partecipato ad una cena con 22 giornalisti della stampa estera, e ha ribadito con forza alcuni punti fermi della sua strategia: completare la legislatura per portare a casa le riforme ritenute fondamentali, come quella della giustizia; bloccare lo strapotere di quella parte della magistratura che, costruendo accuse infondate contro di lui, compie atti «sovversivi».

Per il futuro rilancia il nome di Gianni Letta per il Quirinale. Mentre per il partito ipotizza come suo successore l'attuale ministro della Giustizia Alfano.

«Quasi vent'anni trascorsi per tentare di risolvere esclusivamente i problemi di Berlusconi e ancora ieri, oggi e domani, sono all'ordine del giorno del Parlamento la prescrizione breve, il processo lungo, le intercettazioni... », ha commentato  Alessandro Maran, vicepresidente dei deputati del Pd, intervenendo a Omnibus su La7. «Quello che stiamo votando alla Camera è un provvedimento fatto apposta per permettere a Berlusconi di sfuggire dal processo Mills. E per salvare lui non importa che non avranno giustizia le vittime del deragliamento di Viareggio o quelle del terremoto dell'Aquila. Non importa che possibili delinquenti non ancora processati e condannati non lo saranno mai».

Intanto L’Aquila spera.

13/04/2011 10.40

LOLLI: «LEGGE CANCELLA PROCESSI DELL'AQUILA: NON POSSO FARLO»

«Chi mi conosce in quest'Aula sa che a distanza di due anni mi sono sempre rifiutato di parlare del terremoto che ha colpito la mia gente in maniera propagandistica», ha detto Giovanni Lolli (Pd), in aula, «non lo potrei fare signor Ministro, non lo potrei fare perché sono amico personale di molte vittime, delle loro famiglie, perché la mia famiglia ha subito lutti e vittime. Lei ha detto che per il processo de L'Aquila la prescrizione arriva dopo 18 anni e che addirittura a Viareggio arriva dopo 33 anni. Ora, francamente, intanto Viareggio dopo 33 anni come? Perché? Per l'incidente ferroviario di Viareggio si tratta di omicidio colposo plurimo, gli anni sono esattamente come quelli previsti per L'Aquila, tutt'al più 15 più l'addizionale di 4, quindi diciotto. Allora, stiamo parlando in tutte e due i casi di un anno in meno sui 18 della prescrizione».
«Io le pongo le seguenti semplici tre domande», a proseguito Lolli, «processo de L'Aquila, processo molto complesso, siamo ancora nella fase dell'incidente probatorio, ancora si stanno svolgendo indagini, ci sono decine e decine di parti civili, il processo si svolge in un tribunale che è crollato, si sta svolgendo dentro un capannone, tribunale che voi non avete potenziato dopo il sisma. Bene, in questo tribunale, in questo processo è abbastanza probabile che le cose andranno per le lunghe; io le chiedo lei se la sente, in coscienza, di dire che quell'anno e due mesi in più potranno non essere decisivi? Lei, in coscienza, se la sente di dire che le cose andranno così?
Seconda domanda, voi sostenete che si tratta di incensurati, quindi è ragionevole creargli un piccolo beneficio, ma perché? Ma in questo caso specifico perché? Che segnale stiamo dando? Le voglio ricordare che quando il legislatore, anni fa, decise un'amnistia, decise di escludere questi reati dell'amnistia, perché non li avete esclusi, questi reati, da questo vostro provvedimento? Ma vi rendete conto del segnale che si dà?
Poi vi è la considerazione che questi sono processi che certamente hanno un impatto drammatico sulle persone e sulle famiglie che coinvolgono».

NO A ESCLUSIONE OMICIDIO; «PD, VERGOGNA!»

La maggioranza ha soppresso l'emendamento, prima firmataria Donatella Ferranti (Pd), che prevedeva di escludere dalla prescrizione breve il reato di omicidio colposo. Il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, chiede al centrodestra un sussulto di dignità almeno in memoria e per rispetto dei cittadini de L'Aquila. Anche Benedetto Della Vedova (Fli) si appella al centrodestra: «Cercate di votare a favore dei cittadini de L'Aquila». Ma il centrodestra non ascolta e boccia la proposta di modifica. Così dai banchi dell'opposizione si alza il coro: "Vergogna! Vergogna!".

DONADI, AMNISTIA MASCHERATA PER SALVARE UN SOL UOMO

«Continueremo a fare la nostra battaglia. E' inaudito che per garantire l'immunità a Berlusconi si approvi un'amnistia mascherata e si sacrifichino migliaia di processi», commenta il presidente del gruppo parlamentare Idv Massimo Donadi. «Importanti processi, come quello per la strage di Viareggio, per la Thyssenkrupp, per L'Aquila e tanti altri - aggiunge Donadi - non arriveranno mai alla fine e né le vittime né i loro familiari avranno mai giustizia. Uno scempio giuridico di cui Berlusconi e la sua raffazzonata maggioranza sono responsabili». 13/04/2011  13.58

 


«OFFESA AI NOSTRI MORTI»

«Il 'processo breve' è un'offesa ai nostri morti». Lo ha detto la portavoce dei parenti delle vittime della casa dello studente dell'Aquila, Antonietta Centofanti durante la manifestazione davanti a Montecitorio, per protestare contro il 'Processo breve'.

«A cosa serve bloccare il Parlamento per mesi su un argomento che è utile solo al premier? - ha aggiunto la Centofanti - Se dovesse passare questa legge, le vittime che oggi qui rappresentiamo saranno uccise per la seconda volta».

L'Associazione '6 aprile per la vita', invece, non ha partecipato alla presidio nella capitale. «Ci aspettiamo una presa di posizione da parte dei politici locali e dei parlamentari abruzzesi - ha detto Pier Paolo Visione -. Manifesteremo nel momento in cui sarà impossibile per noi andare avanti con i nostri processi. Speriamo davvero che questo non accada. Siamo stanchi ed abbiamo dei lutti sulle spalle». 13/04/2011 16.04

PDL: «IL PD STRUMENTALIZZA TRAGEDIE»

«Ostruzionismo ferreo e ad oltranza é il diktat dell'opposizione che non si arrende nemmeno di fronte all'evidenza dei dati empirici presentati ieri dal ministro della Giustizia Alfano che, onde evitare di dare adito alle speculazioni ha risposto puntualmente a tutte le critiche avanzate opponendo elementi inoppugnabili. Speculare arbitrariamente sul disastro ferroviario di Viareggio o sul terremoto dell'Aquila è l'ultimo atto di quella guerra alle riforme che si sta disputando in Parlamento, condotta da un'opposizione che tenta di far leva sui sentimenti degli italiani e strumentalizza le tragedie mistificando la realtà e traviando il giudizio dei cittadini». Questa la dichiarazione congiunta dei deputati del Pdl Nino Germanà, Giglia, Tommaso Foti, Mauro Pili, Vincenzo Barba, Vincenzo Garofalo e Antonio.

 «Squallidà la campagna di disinformazione che Pd e Italia dei Valori portano avanti sul processo breve», continua Luigi Vitali, responsabile della consulta Giustizia del Pdl. «Pur di creare tensioni e continue polemiche infatti, speculano sul dolore dei famigliari delle vittime dei disastri di Viareggio e dell'Aquila, facendo immaginare - ha proseguito Vitali - cose che non stanno né in cielo né in terra. Per quelle tragedie la prescrizione maturerà in 18 anni: tempo più che ragionevole per arrivare alla verità. Bisognerebbe saper provare un po' di vergogna - ha concluso il parlamentare del PdL - ma con questa opposizione è come parlare al vento».

CAPEZZONE: «NESSUN PERICOLO»

«Il ministro Alfano», ha commentato il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, «ha spiegato ieri che nel caso della strage di Viareggio la prescrizione scatterebbe nel 2032 o addirittura nel 2044 (a seconda dei reati contestati), e lo stesso sarebbe nel caso de L'Aquila. Morale: l'opposizione, se ne ha, usi argomenti veri, e non faccia propaganda su questioni così delicate e dolorose». 13/04/2011 16.50

PEZZOPANE: «OFFESA ALLA COSTITUZIONE»

     «L’istituzione del cosiddetto processo breve lede i principi fondamentali della giustizia e penalizza, in particolar modo, i parenti delle vittime del terremoto dell’Aquila». Questo il commento dell’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, che ha rappresentato la giunta municipale del capoluogo abruzzese alla manifestazione di oggi a Roma, davanti alla Camera dei Deputati, contro la proposta di legge sul cosiddetto processo breve, in discussione a Montecitorio. L’esecutivo del Comune capoluogo d’Abruzzo si è costituita parte civile nei procedimenti in corso.

     «E’ un’offesa all’Italia, alla sua Costituzione repubblicana, alle istituzioni e, per quanto ci riguarda, anche ai morti dell’Aquila a causa della tragedia del sisma – ha commentato Pezzopane – e in questo senso è assolutamente vergognoso che sia stata respinta una proposta del gruppo parlamentare del Pd, finalizzata proprio a escludere i processi connessi al sisma dell’Aquila dall’applicazione di una legge che mi auguro, e lo spero fino all’ultimo, che non venga approvata».      Secondo Stefania Pezzopane «questa mossa della maggioranza parlamentare, che ha come unico obiettivo quello, consueto, di costruire uno scudo per permettere al Presidente del Consiglio dei Ministri di sfuggire ai magistrati, crea una seconda tragedia per L’Aquila. Soprattutto – ha concluso l’assessore aquilano – uccide anche la memoria delle vittime del sisma e mortifica le loro famiglie, che pretendono, a ragione, che la giustizia stabilisca le eventuali responsabilità». 13/04/2011 17.36

PASSA IL ‘SALVA PREMIER’

Via libera dell'Aula della Camera all'articolo 3 del testo sulla prescrizione breve. L'articolo, considerato il punto centrale del provvedimento in quanto accorcia i tempi della prescrizione per gli incensurati, è passato con 306 sì e 288 no. Il voto finale sul processo breve potrebbe arrivare nell'Aula della Camera in serata, intorno alle 20.30. 13/04/2011 17.40

PASSATO IL CUORE DEL PROVVEDIMENTO

Via libera dell'Aula della Camera all'articolo 3 del testo sulla prescrizione breve. L'articolo, considerato il "cuore" del provvedimento in quanto accorcia i tempi della prescrizione per gli incensurati, é passato con 306 sì e 288 no. Intanto fuori a Montecitorio continua la protesta. «Processo breve solo per salvare lui. Amnistia per 25mila processi per strage, omicidio e violenza», recitava uno dei cartelli esposti questo pomeriggio nel corso del sit in a piazza Montecitorio organizzato dal popolo viola. 13/04/2011 20.25