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Sisma L'Aquila: uno studio dell’università di Berlino sull’emergenza post terremoto

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L'AQUILA TERREMOTO, RICOSTRUZIONE

L'AQUILA. L'Aquila colpita dal terremoto del 2009 come caso internazionale di studio, come esempio unico di città d'arte devastata dal sisma, osservatorio sociale e antropologico privilegiato, in cui sono state sperimentate strategie inedite di gestione dell'emergenza.

Questo il filo conduttore che caratterizzano le 200 pagine del volume "Heritage and catastrophe. Prevention, Emergency, Restoration and Transformation in 2009 L'Aquila Earthquake", esito del lavoro di ricerca, disponibile solo in lingua inglese, svolto nel 2014 dagli studenti dell'Urban Management Program del Politecnico di Berlino.

Il lavoro è stato presentato nel pomeriggio nella sala del Consiglio comunale dell'Aquila, da Renato D'Alecon Castrillon, docente all'Università di Berlino, e dall'architetto Federico Rota. Presenti all'incontro Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, Alessandra Vittorini, soprintendente unica Archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell'Aquila e i Comuni del cratere, Raniero Fabrizi, direttore dell'Ufficio speciale della ricostruzione dell'Aquila (Usra), Pierluigi Biondi, ex sindaco di Villa Sant'Angelo.

«Il volume - ha spiegato Rota - si articola in quattro parti, la fase pre-sisma e della prevenzione, la fase della gestione dell'emergenza, la fase della ricostruzione, e infine della trasformazione sociale culturale ed anche economica».

«Un dato che emerge - sottolinea Rota - e che purtroppo non riguarda solo L'Aquila, e che in significativa parte gli effetti della catastrofe sono il portato di quello che non si è fatto prima del terremoto, in termini di prevenzione, di corretta informazione e comunicazione dei rischi e delle strategie da adottare, di mancata messa in sicurezza di un patrimonio edilizio datato e a rischio. Emerge anche che l'accentramento dei processi decisionali in particolare nella fase dell'emergenza non ha contribuito a utilizzare in modo oculato ed efficiente le ingenti risorse economiche a disposizione».

«L'Italia si fa cogliere troppo spesso impreparata - ha commentato a sua volta -. Cialente sottolinea che "l'Italia non è attrezzata, anche per colpa di una burocrazia lenta e inefficiente, a far forte alle emergenze».

«Questo studio - ha poi aggiunto - dimostra che forse c'è più consapevolezza a Berlino, che a L'Aquila, della tragedia che è stato il terremoto del 2009, che ha colpito come mai era avvenuto in modo così devastante un intero centro storico, di una città capoluogo. Costringendoci ora a dover far fronte ad una ricostruzione che ha un grado di complessità che altre ricostruzione non hanno avuto».

 Tra gli esempi positivi di risposte creative, innovative e dal basso, oggetto di studio da parte degli studenti del Politecnico di Berlino, Viviamolaq, associazione di giovani architetti aquilani che si sono specializzati nel riciclo dei materiali per realizzare a basso costo parchi giochi, e altri progetti di arredo urbano, e il progetto Eva di Pescomaggiore, frazione del Comune dell'Aquila che a seguito del sisma ha visto la realizzazione di un ecovillaggio in autocostruzione con la tecnica costruttiva della paglia e legno, e che si propone ora di contribuire allo sviluppo locale e alla rivitalizzazione dei piccoli borghi di montagna desertificati dallo spopolamento e dalla distruzione post-sismica.