Nuova casa dello studente L'Aquila, atto notarile tra Curia e Regione. «Comune ingannato»

Alessandro Biancardi

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Nuova casa dello studente L'Aquila, atto notarile tra Curia e Regione. «Comune ingannato»
L'AQUILA. Il caso anche nei mesi scorsi ha creato più di qualche perplessità. La situazione non cambia e la struttura, realizzata con fondi pubblici, resta in mano alla Curia.

A confermarlo nel corso dell'ultimo Consiglio comunale è stato l'assessore al Patrimonio Silvana Giangiuliani che ha risposto all’interpellanza sulla gestione della Casa dello Studente presentata dal consigliere Enrico Perilli (Prc).

Grazie a un atto notarile sottoscritto in maniera riservata, infatti, la Regione Abruzzo ha affidato ad un privato, cioè la Curia aquilana, la gestione della struttura.

La Casa dello Studente è stata realizzata subito dopo il terremoto con fondi pubblici, messi a disposizione dalla Regione Lombardia, su terreni originariamente non edificabili e per i quali il consiglio comunale aveva votato una modifica di destinazione d’uso, proprio sulla base dell’accordo di programma che sanciva il trasferimento della proprietà al Comune dell’Aquila, il quale, a sua volta, ne cedeva la gestione alla Regione Abruzzo, che  l’avrebbe esercitata attraverso l’Adsu (Azienda per il diritto allo studio universitario), sua emanazione.

Nei mesi scorsi l'Udu aveva chiesto che la gestione venisse affidata alla Regione mentre l'assessore Gatti cercava di tranquillizzare tutti: «la curia non è la P2. E' tutto in regola».

Sul caso per qualche settimana ha indagato anche la Procura de L'Aquila per poi archiviare il procedimento mentre il presidente della Regione Lombradia parlava di polverone pre elettorale.

Ma Perilli non molla l'ossa: «come ha confermato nella sua relazione tecnica l’assessore Giangiuliani intervenendo in aula - la Regione Lombardia, la Regione Abruzzo e la Curia, con un atto notarile “riservato”, hanno stabilito che la gestione della struttura fosse in capo alla Curia, contravvenendo agli accordi sanciti ufficialmente con il Comune dell’Aquila».

«In questo modo - ha dichiarato ancora Perilli - si è consumato un vergognoso inganno ai danni del consiglio comunale, che con il suo voto ha deliberato l’edificabilità dei terreni sulla base di un accordo che decretava la gestione pubblica della struttura, e degli stessi cittadini aquilani. Un bene realizzato con fondi pubblici è dunque ora gestito in maniera privatistica, vale a dire senza la necessaria garanzia che gli alloggi vadano assegnati a titolo gratuito a studenti meritevoli e con basso reddito e senza la necessaria pubblicità di bandi e graduatorie. Una vergogna della quale deve rispondere il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il quale ha commesso un atto di inaccettabile presa in giro del consiglio comunale dell’Aquila, rendendosi responsabile di un fatto gravissimo davanti all’intero Paese, poiché la tragedia che ha colpito L’Aquila e di cui la casa dello studente è stato un drammatico simbolo, appartiene a tutta la nazione, e poiché questa “sveltina” con relativo regalo alla Curia è stata attuata con i soldi di tutti gli italiani».

Perilli ha contestato anche l'atteggiamento della Curia aquilana: «smentisce con i fatti i propri lodevoli propositi di solidarietà e di correttezza nelle politiche della ricostruzione, sulle quali interviene spesso e volentieri, anche bacchettando la politica».

12/04/2011 16.46