L’Aquila sempre più in-difesa: presto partiranno 50 poliziotti

Alessandro Biancardi

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   L’Aquila sempre più in-difesa: presto partiranno 50 poliziotti
L’AQUILA. Cinquanta poliziotti aquilani in meno per la sicurezza della città. Calano gli agenti addetti alla vigilanza a differenza dei militari dell’esercito che sono ancora presenti.

L’ intera provincia aquilana, la più ampia delle abruzzesi, conterà potrà contare su 400 uomini della Polizia di Stato ma  la città potrà avere una sola pattuglia disponibile.

L’Aquila farà a meno soprattutto dei poliziotti aquilani, di ruolo in altre province, che dopo il 6 aprile 2009 hanno fatto richiesta di tornare a prestare servizio nella loro città, come aggregati all’organico ordinario della Questura aquilana. Richiesta accordata per i due anni trascorsi che però il Ministero degli Interni intenderebbe non prorogare per ragioni non del tutto chiare.

Gli agenti aquilani aggregati verranno così trasferiti nelle sedi originarie. Non cambia invece l’impegno per i militari dell’esercito.

 Con l’ordinanza ministeriale di fine 2010 si è assicurata ancora per tutto il 2011 la presenza di 275 militari in mimetica e confermato il loro compito di  “assicurare, senza soluzione di continuità, il presidio dell’ordine pubblico nei centri storici”, in nome dello stato di emergenza sul territorio prorogato di un anno.

«Con le new town», spiega un agente della questura, «il territorio aquilano si è trasformato in un'area policentrica con distanze notevoli da un capo all'altro della città. Oggi grazie alla permanenza dei colleghi aquilani di stanza in altre province si riesce ad assicurare qualche volante in più, comunque in numero ben lontano da quello che la circostanza richiederebbe. Se verrà ritirato anche il personale aggregato, tornerà inevitabilmente un solo equipaggio disponibile a far fronte a tutte le necessità e le emergenze».

Finito il G8, nel luglio 2009, tutti i reparti esterni chiamati a rinforzo della polizia aquilana sono stati gradualmente ritirati.

Non è rientrato invece l’incremento del 30-40% del monte ore mensile di straordinario al quale sono sottoposti normalmente i poliziotti aquilani dopo il terremoto.  Né sono migliorate le condizioni di lavoro «drammaticamente difficili considerato che l'istituzione della Polizia di Stato a L'Aquila, dopo due anni dal sisma, ancora non ha una sede e si lavora a tutt’oggi in container o nel sottoscala di un istituto di credito cittadino», dicono gli agenti.

 «Penso che gli aquilani debbano essere serviti e assistiti da poliziotti aquilani», sostengono alcuni agenti, «che possono capire fino in fondo cosa provi un cittadino aquilano e che sanno bene (che che ne pensi qualche nostalgico) che i diritti che i loro concittadini chiedono, li chiedono anche per loro».

Ogni check -point conta dai 3 ai 6 militari in mimetica e una jeep, per l’ ordine pubblico in un centro storico ancora disabitato e per lo più interdetto, premurosamente, agli stessi cittadini. Paradossalmente, invece, dopo il probabile taglio sul numero di poliziotti resterebbe la sola forza di una sola pattuglia a far fronte alla sicurezza della città.

Insomma al corpo di polizia aquilana una sorte simile a quella dei Vigili del Fuoco che hanno subito una drastica riduzione di forze in campo nello scorso inverno e che ancora aspettano gli arretrati degli straordinari. Ai militari dell’esercito l’onore di fare da sfondo nelle foto ricordo di arditi turisti in visita del centro della città quali simbolo dell’eccezionale zelo di fare dell’Aquila una città, seppur claudicante, strenuamente in-difesa.

 m.d.l.  09/04/2011 9.25