L'INCHIESTA

Tangenti Expo, bufera sulla Maltauro, tra le big della ricostruzione aquilana

L’inchiesta verte sugli appalti dell’Expò di Milano

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Tangenti Expo, bufera sulla Maltauro, tra le big della ricostruzione aquilana




VICENZA. L'imprenditore vicentino Enrico Maltauro è stato arrestato ieri mattina, assieme ad altre 6 persone, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano che vede al centro presunti episodi di turbativa d'asta e corruzione legati all'Expo che si svolgerà l’anno prossimo.
Si parla addirittura di una «nuova Tangentopoli». Enrico Maltauro, amministratore delegato del colosso Maltauro Costruzioni, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe versato denaro per un appalto aggiudicato all'impresa vicentina. Il costruttore, secondo i pm, avrebbe versato «30-40mila euro al mese» in contanti o come fatturazione di consulenze alla «cupola degli appalti».
Ieri sera l'impresa di costruzioni Giuseppe Maltauro ha annunciato di aver revocato a Enrico Maltauro la carica di consigliere e amministratore delegato della società, in seguito al suo arresto.
Una decisione presa «in autotutela, al fine di poter procedere liberamente alle opportune indagini interne per accertare le eventuali personali responsabilità dell'ex consigliere ed eliminare alla radice qualsivoglia connessione dei fatti con l'attività aziendale».

LE IPOTESI ACCUSATORIE
L'associazione per delinquere ruotava, secondo la procura milanese, attorno alle figure dell’ex senatore di Forza Italia, Luigi Grillo, dell'ex segretario amministrativo della Dc milanese, Gianstefano Frigerio (ex Forza Italia), e dell'ex segretario dell'Udc ligure Sergio Cattozzo, l'imprenditore Enrico Maltauro e Primo Greganti, il «compagno G» dell'epoca di Tangentopoli i quali erano in contatto con i referenti politici e con il mondo imprenditoriale interessato agli appalti in Lombardia e non solo. L'indagine, ha spiegato ieri il procuratore in conferenza stampa, è nata da una costola dell'inchiesta Infinito sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia, ed è molto piu' ampia di quanto non sia emerso con il blitz di giovedì mattina.
Le opere dell'Expo coinvolte nelle indagini sono quelle relative agli appalti sulle Vie d'acqua (aggiudicato a Maltauro), ai parcheggi e al progetto Architettura di servizio (aree di ristorazione, spazi commerciali e servizi aggiudicati a Maltauro e alla cooperativa Cefla di Imola).

LA CONSEGNA DEI SOLDI
Ad incastrare Enrico Maltauro anche alcuni filmati che testimoniano la consegna di soldi da parte dell’imprenditore vicentino. Uno degli incontri mostrati ieri ai giornalisti dalla procura si svolge a Milano in Corso Sempione pochi giorni fa, il 17 aprile 2014. Maltauro incontra Sergio Cattozzo. «Io ho questi, sono 15mila», dice l'imprenditore nell'intercettazione trascritta dagli investigatori. Poi, tira fuori una busta e la consegna al mediatore: «Ora scappo via, faccia quello che deve fare».

I LAVORI A L’AQUILA
Come detto il colosso italiano delle costruzioni negli anni scorsi ha lavorato attivamente per la ricostruzione aquilana. Mai incidenti giudiziari di percorso, al massimo qualche polemiche e vecchie storie tirate fuori dalla stampa risalenti proprio alla prima tangentopoli degli anni ‘90.
L'impresa Maltauro, in veste di capogruppo dell’ATI, assieme all’aquilana Taddei, ha realizzato il maggior numero dei nuovi edifici del progetto Case, dislocati nel comune dell’Aquila, nelle frazioni di Bazzano, Paganica, Camarda, Poggio di Roio («rispettando le tempistiche record di 74 giorni», si annunciò all’epoca).
La fase esecutiva dei lotti assegnati - pari a 25 fabbricati e complessive 650 unità immobiliari per 2000 persone - iniziò l’11 luglio 2009, a tre mesi dal sisma.
Ma la società, sempre in Ati, si è occupata anche della realizzazione della nuova sede dell’Anas (da 13 milioni di euro) scivolata via senza intoppi giudiziari al massimo con ritardo e contenziosi (in Ati con il gruppo Edimo e la perugina Tamagnini impianti Srl). Quello dell’Anas è stato il primo edificio pubblico ricostruito dopo il sisma dell’aprile 2009. Secondo alcuni sarebbe servita una procedura europea dato l'importo in ballo e per questo la vicenda finì anche sulle pagine dei giornali nazionali.
Poi è partito un contenzioso infinito e a quasi un anno dal sisma tutta l'operazione si è arenata. Poi l’opera è stata consegnata: doveva essere pronto in 240 giorni e invece ne sono serviti quasi il triplo: a febbraio 2011 l’inaugurazione.
Proprio durante la ricostruzione aquilana sono riemerse sulle pagine dei giornali le vecchie vicende giudiziarie di Enrico e Giuseppe Maltauro. Il periodico Terra, sempre attento alla ricostruzione aquilana, ricordò che i due furono sotto inchiesta per le tangenti all’ex ministro socialista De Michelis per i lavori del raccordo autostradale con l’aeroporto Marco Polo di Venezia e per l’ampliamento della terza corsia della Venezia-Padova. «La Maltauro, una volta chiusa la stagione di Mani Pulite», scriveva Terra, «è diventata una degli attori di maggiore peso, in Italia, soprattutto nelle commesse militari: ha già lavorato a Sigonella, La Maddalena ed Aviano. Grazie all’ottimo rapporto Berlusconi-Gheddafi, ha anche recentemente sottoscritto una joint-venture con la compagnia aeronautica di Stato libica, Finmeccanica e AgustaWestland, oltre ad aver vinto un bando per la realizzazione ad Abou-Aisha, nelle vicinanze dell’aeroporto di Tripoli, di un centro-assemblaggio per gli elicotteri da guerra A109 Power».