RICOSTRUZIONE?

L’Istituto di Urbanistica: «ricostruzione a L’Aquila senza mai pensare al nuovo piano regolatore»

Territorio stravolto eppure il Prg è ancora quello del 1975

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2040

L’Istituto di Urbanistica: «ricostruzione a L’Aquila senza mai pensare al nuovo piano regolatore»



L'AQUILA. «Rileviamo che per la ricostruzione della città sono disponibili indicatori quantitativi - risorse, edifici, tempi - che non appaiono sufficienti a garantire politiche urbane integrate, coesione territoriale e inclusione sociale, rifondazione dell'idea di collettività che possa riconoscersi in forme urbane».
 Così il presidente Istituto Nazionale di Urbanistica, Silvia Viviani, in una lettera aperta al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente.
 Tra le altre cose, Viviani sottolinea come non vi sia «dibattito in merito a un nuovo piano regolatore; l'esame dei progetti può riferirsi solo alla normativa del Piano del 1975. Eppure le deliberazioni comunali, che hanno autorizzato nell'immediato post - sisma la realizzazione di abitazioni provvisorie nelle aree agricole, anche vincolate, e gli insediamenti definitivi del progetto Case hanno pesantemente mutato la distribuzione degli abitanti e compromesso il sistema naturalistico - ambientale e paesaggistico».
«Pare necessario ristabilire equilibri durevoli in un territorio frammentato e sofferente - si legge ancora in un passo della lettera -. Certo, manca un testo legislativo regionale organico in materia di governo del territorio, ma un'idea di città e un progetto urbanistico organico possono sostenere il coordinamento e la promozione di politiche sociali ed economiche».
 La presidente sottolinea che «sono comunque lieta del nuovo impulso dei cantieri nella Sua città, di cui si ha notizia. L'Istituto Nazionale di Urbanistica tuttavia auspica un processo di ricostruzione coerente e continuativo che porti a una città rigenerata ed equilibrata. Per questo obiettivo siamo a disposizione come da nostra tradizione consolidata».

IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA
Gentile Sindaco,
a cinque anni dal terremoto che ha colpito L’Aquila, un evento che ha suscitato la commozione e la vicinanza di tutto il Paese, Le scrivo per tentare un bilancio sullo stato della ricostruzione, con cura e attenzione alla città nel suo complesso. Mi rivolgo a Lei in quanto guida dell’amministrazione comunale dell’Aquila e rappresentante di tutti gli aquilani, un ruolo quest’ultimo che ha interpretato con passione e generosità. Tutti coloro che sono in buona fede debbono riconoscerlo.
Da pochi mesi ho assunto il ruolo di presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica. Come Lei sa, l’Istituto ha messo in campo, sin dai giorni immediatamente successivi al sisma, le proprie competenze e conoscenze per sostenere il processo di ricostruzione della città. Ci è sembrato da subito evidente che l’intervento della politica nazionale, con i noti “innesti” di diciannove insediamenti permanenti sul territorio della città, dovesse essere accompagnato da un accurato processo di riorganizzazione del sistema delle infrastrutture, degli spazi pubblici, della mobilità e dei servizi. Accanto alle macerie della vecchia città, nasceva una serie di agglomerati, senza relazioni tra le parti, uno dei fondamenti dell’idea stessa di città.
Abbiamo segnalato da subito le principali criticità, con spirito costruttivo e volontaristico: abbiamo redatto un Manifesto degli urbanisti, abbiamo costituito con l’Associazione nazionale centri storici artistici un Laboratorio per la ricostruzione (Lauraq), attraverso il quale abbiamo svolto un’attività di ricerca operativa, messa a disposizione delle istituzioni. Proprio in questi giorni, fino a sabato 12 aprile, all’Aquila è in corso il secondo ciclo di Atelier di progettazione urbanistica. Con l’amministrazione di cui Lei è guida è stato avviato nel 2011 un percorso di collaborazione, per la costituzione dell’Urban Center. Qui i cittadini potrebbero vedere e toccare con mano come cambia la loro città, essere informati dei progetti, interagire ed esprimere la loro opinione, con modalità concrete di partecipazione. Purtroppo, nonostante i periodici rilanci di stampa, l’Urban center ancora non vede la luce.

Rileviamo anche che per la ricostruzione della città sono disponibili indicatori quantitativi – risorse, edifici, tempi – che non appaiono sufficienti a garantire politiche urbane integrate, coesione territoriale e inclusione sociale: rifondazione dell’idea di collettività che possa riconoscersi in forme urbane. Non v’è dibattito in merito a un nuovo piano regolatore; l’esame dei progetti può riferirsi solo alla normativa del Piano del 1975. Eppure le deliberazioni comunali, che hanno autorizzato nell’immediato post – sisma la realizzazione di abitazioni provvisorie nelle aree agricole, anche vincolate, e gli insediamenti definitivi del progetto Case hanno pesantemente mutato la distribuzione degli abitanti e compromesso il sistema naturalistico – ambientale e paesaggistico. Pare necessario ristabilire equilibri durevoli in un territorio frammentato e sofferente. Certo, manca un testo legislativo regionale organico in materia di governo del territorio, ma un’idea di città e un progetto urbanistico organico possono sostenere il coordinamento e la promozione di politiche sociali ed economiche.
Sono comunque lieta del nuovo impulso dei cantieri nella Sua città, di cui si ha notizia. L’Istituto Nazionale di Urbanistica tuttavia auspica un processo di ricostruzione coerente e continuativo che porti a una città rigenerata ed equilibrata. Per questo obiettivo siamo a disposizione come da nostra tradizione consolidata.

Silvia Viviani
Presidente Istituto Nazionale di Urbanistica