Napolitano a L'Aquila: «l'Italia non vi ha dimenticato»

Alessandro Biancardi

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LE FOTO. L'AQUILA. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è arrivato alla basilica di Collemaggio all'Aquila per assistere alla messa in suffragio delle 309 vittime del terremoto del 2009.

Il capo dello Stato è arrivato insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Appena sceso dall'auto, il presidente si è diretto verso le transenne dove lo attendevano i famigliari delle vittime.

Per lui un lungo applauso dalla folla che aveva chiesto espressamente la sua presenza nelle scorse settimane.

Accanto a lui il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, i presidenti della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e della Provincia dell'Aquila, Antonio del Corvo. «Nessuno italiano ha mai cancellato neanche per un solo momento dalla sua memoria la tragedia del terremoto che due anni fa ha colpito questa bellissima città dell'Aquila. Non credo che gli aquilani debbano temere di essere dimenticati», ha detto il presidente.

«Per fortuna - ha aggiunto - la coscienza civica del nostro Paese e degli italiani non è al di sotto del dovere, del ricordo e della vicinanza».

 

Nel momento della tragedia, ha ricordato il Capo dello Stato, attorno a L'Aquila colpita dal sisma «abbiamo visto impegnati la popolazione, i cittadini con il concorso di altre città in uno sforzo straordinario per la sopravvivenza e il rilancio. Sappiamo che le questioni di prospettiva sono complesse, ma deve essere chiaro che per noi L'Aquila vale quanto la più grande delle città storiche del nostro Paese. Di città storiche ne abbiamo di grandi, di medie e di piccole quanto a dimensioni, e tutte costituiscono un tesoro del nostro Paese che è riconosciuto in campo internazionale. Dobbiamo guardare anche con questo occhio all'avvenire dell'Aquila che ha bisogno non solo del lavoro, dello studio, delle attività quotidiane dei suoi cittadini, ma anche della rinascita di questo bellissimo centro storico».

Napolitano è stato poi accolto dall'arcivescovo metropolita dell'Aquila, Giuseppe Molinari, e dal vicario Giovanni D'Ercole. E sempre questa mattina il presidente del Senato Schifani ha inviato un messaggio al prefetto de L'Aquila.

 

«La mia fraterna vicinanza a tutti gli abruzzesi e rinnovare il cordoglio per quanti persero la vita nel sisma. Il dolore di quei giorni», ha continuato Schifani, «solo in parte alleviato dalla volontà di tutti di ritornare quanto prima alla normalità, pure non deve offuscare oggi il lavoro intrapreso e portato avanti dalle istituzioni tutte e da quanti, da posti diversi e ciascuno secondo le proprie possibilità, hanno operato per il bene comune».

Grande assente della giornata il premier Silvio Berlusconi  impegnato in vertice interministeriale sull'emergenza in Libia (per lo stesso motivo non ha partecipato alla prima udienza sul processo Rubygate).

Proprio la mancata partecipazione del premier alla giornata aquilana ha scatenato l'ira dell'idv. «Quest'anno il premier sciacallo è rimasto lontano dall'Abruzzo perché sarebbe stato cacciato a furor di popolo. Dopo due anni dal terribile sisma che ha devastato L'Aquila, infatti, delle mille false promesse di Berlusconi sono rimaste solo le macerie», ha commentato il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando. «Dov'é ora quel presidente del Consiglio - aggiunge Orlando - che faceva spot elettorali sulle macerie, che prometteva mari e monti ai poveri aquilani? Il suo indegno e vigliacco silenzio di questi giorni è la più grossa ammissione della sua incapacità umana e politica».

 06/04/2011 14.39