In 20 mila a L'Aquila nella notte del dolore

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2029

I VIDEO. L'AQUILA . Migliaia di fiaccole hanno illuminato il lunghissimo e silenzioso corteo degli aquilani che ieri sera, dopo avere percorso alcune delle strade del centro, hanno raggiunto Piazza Duomo.

Il centro storico della città martoriata è stato illuminato da migliaia di fiaccole ed è tornato a vivere per una notte, la notte del dolore e del ricordo.

E' proprio nel centro storico sventrato dalla scossa delle 3.32 che si è tenuta la veglia di commemorazione delle 309 vittime del terremoto che ha distrutto il capoluogo abruzzese e altri 56 comuni.

Il corteo, aperto dai gonfaloni dell'Aquila e del Giappone - nazione che ha dato un notevole contributo di solidarietà - dalla Fontana Luminosa ha raggiunto la Casa dello Studente e poi la piazza centrale.


Tra i partecipanti, anche il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, che prima di subentrare a Guido Bertolaso fu prefetto dell'Aquila e la notte del sisma solo per un puro caso non rimase travolto dalle macerie.

Alle 3:32 le campane della chiesa di Santa Maria del Suffragio hanno battuto 309 rintocchi, uno per ogni vittima. I loro nomi sono stati scanditi tra la commozione generale.

Sotto il profilo istituzionale, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha inviato un messaggio al prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato. Oggi è giorno di lutto cittadino. Sono attesi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i quali parteciperanno alla messa solenne di suffragio che sarà celebrata alle 12 dall'arcivescovo metropolita Giuseppe Molinari nella Basilica di Collemaggio, parzialmente agibile dopo i crolli del 6 aprile 2009.

La partecipazione del capo dello Stato è stata annunciata dal sindaco, Massimo Cialente, che lo aveva invitato, e che lo ha ringraziato a nome della cittadinanza affermando che «la sua presenza rende commossi e onorati tutti gli aquilani».

Nei giorni scorsi la Fondazione "6 aprile per la vita" aveva rivolto un appello ai politici affinché evitassero «teatrini e risse» sul terremoto, dichiarando di volere accogliere «solo il Presidente della Repubblica in rappresentanza degli italiani».

06/04/2011 9.24