Napolitano a L'Aquila nel giorno del dolore. Cialente contro Berlusconi: «è sparito»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sarà a L'Aquila per partecipare alle celebrazioni per il secondo anniversario del terremoto che provocò 309 vittime.*AGRICOLTORI: «DANNI PER 100 MLN E PROMESSE NON MANTENUTE»

Commentando la conferma del Quirinale rispetto alla presenza del Capo dello Stato, Cialente ha espresso «grande soddisfazione, riconoscenza e gratitudine» a Napolitano per aver accettato l'invito del Comune.

«La presenza del Capo dello Stato rende commossi e onorati tutti gli aquilani ed è stata accolta con entusiasmo» anche perchè «testimonia, da un lato, l'affetto e la vicinanza che il presidente ha dimostrato fin dalle prime ore del 6 aprile 2009 per le popolazioni del cratere; dall'altro rappresenta simbolicamente i sentimenti di solidarietà e condivisione dell'intero popolo italiano rispetto alla tragedia che ci ha colpito».

Il sindaco dell'Aquila ha ringraziato anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta, «che è stato sempre vicino alle istituzioni e alla popolazione aquilana, per aver accolto il nostro invito a rappresentare il Governo italiano durante la solenne funzione in basilica».

Domani, e ogni anno in futuro, il 6 aprile all'Aquila sarà lutto cittadino: lo ha deciso il Consiglio comunale, approvando apposita modifica allo Statuto.

Il sindaco Cialente ha poi stabilito, con un'ordinanza, l'osservazione di 5 minuti di silenzio, alle 11 di domani, «nelle scuole di ogni ordine e grado, negli uffici pubblici e in tutti i luoghi di lavoro». «Vorrei - ha dichiarato Cialente - che la città si fermasse per omaggiare, in maniera sommessa e partecipata, coloro che hanno perso la vita nel sisma e che tanto ci mancano, soprattutto i più giovani, i bambini e gli studenti che erano stati affidati a noi dalle loro famiglie».

L'ordinanza sindacale invita, inoltre, «gli esercizi commerciali, tramite le associazioni di categoria, gli uffici pubblici, le organizzazioni sociali, produttive e culturali a partecipare al lutto nelle forme autonomamente decise».

GOVERNO DISTRATTO, C'E' LATITANZA TOTALE 

E sempre il primo cittadino ha adombrato il sospetto che ci sia stata «una regia per perdere tempo nella ricostruzione». «Il Governo è distratto, solo il sottosegretario Gianni Letta ci segue», ha ripetuto ai microfoni di Radio24.

«Nella ricostruzione c'é un ritardo di 12 mesi, forse dettato dalla volontà di darci nel 2012 il miliardo e 7 previsto per il 2011; altrimenti non riesco a spiegarmi questa situazione. L' Aquila ora è come il nonnetto o il figlio malato di una famiglia in subbuglio, l'anello debole di un Paese, dove c'é sfilacciamento totale e il Governo è distratto, solo il sottosegretario Gianni Letta ci segue».

Cialente ha ricordato di «non aver mai ricevuto dal premier la convocazione promessa, per discutere della ricostruzione economica e sociale, che manca del tutto. Credo che quei soldi, 1 miliardo, previsto per questo scopo, ormai non ci sia più. Dopo la festa per l'addio della Protezione civile nel gennaio 2010 - prosegue Cialente - Berlusconi disse a me e al presidente della Regione, Chiodi, 'venite a Roma e partiamo'. Invece niente. Ho cercato disperatamente di contattarlo e non riesco a parlare neanche col ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Mi aspetterei di essere convocato, per dire come stanno le cose. C'é latitanza totale».

Infine, il sindaco del capoluogo abruzzese ha criticato la mancanza della zona franca:

«Da 2 anni la aspettiamo. Ora viene promessa a Lampedusa, ma 'la signora Franca' l'abbiamo invitata prima noi a cena».

RICOSTRUZIONE, PRESENTATO DOCUMENTO A COMMISSIONE AMBIENTE CAMERA 

Intanto il Consiglio Nazionale dei Geologi chiede che i Piani di ricostruzione dei comuni abruzzesi colpiti dal terremoto del 2009 «siano redatti sulla base dei risultati di un apposito studio e di una conseguente relazione geologica».

La nrichiesta è stata avanzata in un documento presentato oggi alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera. I geologi, si propone nel documento, «saranno coadiuvati, per le analisi sismiche di livello 3 (quelle per le opere strategiche), da esperti nominati dal Presidente della Regione Abruzzo. Per la nomina dei professionisti e per la validazione degli studi di microzonazione sismica, il presidente della Regione si dovrà avvalere del parere vincolante della Commissione Tecnica». I risultati e le prescrizioni degli studi geologici, afferma il Consiglio dei geologi, «diverranno cogenti per i piani di ricostruzione comunali». Il Consiglio nazionale dei geologi ha inoltre proposto che «i risultati della microzonazione sismica siano recepiti dal Piano Comunale di Emergenza, ed i liberi professionisti estensori, unitamente ad esperti individuati delle strutture centrali e periferiche di Protezione Civile, dalle Università e dagli Enti di Ricerca preposti, partecipino alle attività informative sulle pericolosità sismiche nei programmi comunali di educazione sismica per la popolazione».

05/04/2011 18.10

 

TERREMOTO L'AQUILA Relazione_Chiodi_2011



 

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AGRICOLTORI: «DANNI PER 100 MLN E PROMESSE NON MANTENUTE»

L'AQUILA. Il sisma aveva provocato oltre 100 milioni di danni al settore primario abruzzese, ma ad oggi sono arrivati solo poco più di 4 milioni. Eppure l’agricoltura costituisce il 15 per cento del Pil regionale e “vale” quasi un miliardo di euro. La Cia sollecita il ripristino di tutte le attività produttive e di trasformazione e annuncia l’apertura a L’Aquila di un nuovo “mercato contadino”. La speranza restano i giovani: nonostante le difficoltà, oltre 100 “under 40” hanno deciso di dedicarsi all’attività agricola nelle zone del sisma.

A due anni dal terremoto a L’Aquila i palazzi sono ancora puntellati e le saracinesche dei negozi abbassate. Nel centro storico è tutto fermo ma anche fuori dalle mura della città la ricostruzione stenta a partire. Le attività produttive fanno fatica a ricominciare e anche l’agricoltura locale è in ginocchio. «Tutte le promesse fatte all’indomani del sisma non sono state mantenute e gli agricoltori si ritrovano all’anno zero». Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, ricordando che domani ricorre il secondo anniversario del terremoto che sconvolse l’Abruzzo nella notte tra il 5 e il 6 aprile.

«Nell’emergenza sono state dette tante cose -spiega la Cia- poi però tutto si è bloccato. Finora le azioni concrete sono state poche e le ristrutturazioni “pesanti” non sono partite. All’agricoltura erano stati promessi 100 milioni di euro per provvedere ai danni provocati dal sisma alla viabilità rurale e alle strutture agricole, alle stalle e ai fienili, ai magazzini e ai laboratori di trasformazione. Risorse che sarebbero dovute arrivare dalle altre Regioni, che avrebbero rinunciato ognuna a una piccola quota dei finanziamenti Pac per i Piani di sviluppo rurale. Ma ad oggi al settore primario aquilano non è arrivato neppure un centesimo».

Le uniche risorse faticosamente reperite per l’agricoltura sono arrivate dal Psr regionale -continua la Cia-. Si tratta, però, solo di 4 milioni e 372 mila euro. Una cifra troppo bassa, visto che solo per uscire dalla stretta emergenza servirebbero almeno 20 milioni di euro.

Eppure -ricorda la Cia- l’agricoltura costituisce un settore economico non secondario in Abruzzo: il 15 per cento del Pil della regione, infatti, deriva dalle attività agricole che danno vita a un tessuto produttivo composto da oltre 82 mila aziende, con una produzione lorda vendibile di circa un miliardo. Nella zona dell’Aquilano, interessata dal terremoto, operano quasi 1.500 imprese agricole, soprattutto nel comparto zootecnico.

Ma le difficoltà degli agricoltori abruzzesi non dipendono solo dai danni “strutturali” -osserva la Cia- riguardano anche la collocazione dei prodotti agroalimentari sul mercato. «Fino al terremoto era ovviamente la città dell’Aquila la “valvola di sfogo” per la commercializzazione di frutta, verdura, salumi, latte e formaggi tipici. Ora però non ci sono sbocchi, visto che la città è non è ancora vivibile».

Anche per questo motivo la Cia, dopo aver destinato alle imprese agricole danneggiate metà delle risorse raccolte con la sottoscrizione nazionale ‘La Cia per l’Abruzzo’, ha deciso di utilizzare l’altra metà per l’apertura di un nuovo “mercato contadino” nel cuore dell’Aquila. Un progetto a cui hanno contribuito finanziariamente anche Slow Food e il Senato della Repubblica.

«L’obiettivo -sottolinea la Cia abruzzese- è quello di risvegliare il legame tra agricoltori e cittadini. I produttori agricoli e zootecnici, infatti, da due anni hanno perso il mercato di Piazza Duomo che rappresentava un punto di riferimento importante per le loro produzioni, insieme a tutti quei piccoli esercizi commerciali, spesso di prodotti tipici del territorio, presenti nel centro storico della città».

05/04/2011 18.10