CROLLO DI NERVI

Abruzzo/Cialente furioso: «Chiodi ha rubato politicamente soldi a scuole per farci clientele»

Il governatore: «ha superato il limite della sopportazione»

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Chiodi e Cialente

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L’AQUILA. «Chiodi ha rubato politicamente i soldi alle scuole dell'Aquila per farci clientele. E' un reato. E la magistratura non si è accorta di nulla, mi pare che faccia molti sconti al centrodestra».
Parole durissime, quelle del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, durante un'accesa conferenza stampa convocata per replicare agli interventi critici verso il primo cittadino da parte di amministratori della Marsica sulla questione scuole.
Il primo cittadino de L’Aquila aveva chiesto di utilizzare le risorse già destinate per la messa in sicurezza degli edifici scolastici dell’intera regione per interventi nel capoluogo. Una richiesta definita «antipatica e arrogante» dal capogruppo Pdl in Provincia dell'Aquila Armando Floris. Per il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, invece, si tratterebbe di una richiesta «del tutto inappropriata e fuori da ogni logica».
Ma Cialente si è scagliato contro Chiodi con accuse gravissime e lo ha anche sfidato a querelarlo: «è stato lui a scippare i nostri soldi. L'Aquila ha avuto due terremoti, quello del 6 aprile 2009 e Gianni Chiodi - ha sbottato il primo cittadino - Il governo ha messo qui un incapace e ora il governo trovi una soluzione entro il 28 febbraio. L'Aquila ha bisogno di 54 milioni per le scuole cittadine più altri 34 per la provincia, e non solo di 18, vale a dire 12 più 6 che vengono dal Partito democratico».
Secondo Cialente Chiodi avrebbe escluso le scuole dell'Aquila dai 226 milioni di euro stanziati dal Cipe nel 2009, dandoli a tutto l'Abruzzo e non solo alle aree sismiche, anche per interventi su edifici che non erano scuole. Dopo le polemiche scoppiate con la trasmissione Report, «è riuscito a reperire 18 milioni per il capoluogo, di cui 6 provenienti dal Pd, a fronte di una nostra richiesta di 54 più 34. Ma io che ci faccio con soli 18 milioni?».
Ancora in riferimento ai fondi provenienti dal Partito democratico, il primo cittadino ha aggiunto infuriato: «Chiodi prende i soldi, questi 6 milioni e ce li dà. Questo è un imbroglio, un falso!».

CHIODI: «OLTREPASSATO LA SOGLIA DI SOPPORTAZIONE»
«Cialente ha oltrepassato la soglia della sopportazione», ha replicato Chiodi. «Per nascondere la sua incapacità non fa altro che alzare continui polveroni. Ha fatto di tutto perché si uscisse dal commissariamento e si tornasse alla normalità e mentre io non sono più commissario dal 31 agosto, la ricostruzione si è completamente bloccata. Non può impunemente continuare a esternare ciò che il suo cervello maldestramente gli mette in bocca - sbotta Chiodi - Dovrebbe cominciare seriamente a preoccuparsi del blocco totale della ricostruzione e a come porvi rimedio, considerato che è quasi un anno che le procedure sono ferme».
Secondo il governatore, Cialente «in questa polemica inutile non si rende conto che il blocco da lui voluto sta provocando conseguenze di stallo anche sul fronte delle scuole e del necessario 'pensionamento' dei Musp. Già il decreto 89, con il quale è stato approvato il programma - ricorda - prevedeva l'impegno del commissario a finanziare le necessità del Comune dell'Aquila con i fondi ordinari della ricostruzione, ma poi la bandiera politica del 'via il commissario' ha interrotto tutto».
«Anche i suoi amici, oggi candidati al Parlamento, che in passato sono stati solidali con lui - fa notare Chiodi - ora, magicamente, lo hanno lasciato solo in questo dannoso tentativo di alzare nuovamente polvere su una questione delicata e fondamentale che riguarda l'Abruzzo intero».
Chiodi sottolinea anche che «quasi la totalità del territorio abruzzese è sismico e l'aver predisposto un piano complessivo che rispondesse alle esigenze dell'Aquila, dei comuni del 'cratere' e di tutto l'Abruzzo non può essere fatto passare come 'scippo' di soldi. Non posso permetterlo - conclude - né per la mia onorabilità, né per gli interessi degli abruzzesi che oggi rappresento».