TERREMOTO

Ricostruzione L’Aquila. Salta il tavolo Governo-Regione

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Ricostruzione L’Aquila. Salta il tavolo Governo-Regione
L'AQUILA.  Salta il tavolo congiunto tra governo e neo coordinatori della ricostruzione da una parte e associazioni di categoria della provincia dell'Aquila.

Tra queste  Camera di Commercio, Ance, Confindustria e Apindustria, Confartiginato.
Le associazioni di categoria hanno inviato una lettera dai tonti molto duri al premier, Mario Monti, al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato del primo ministro all'Aquila, e l'alto funzionario dello Stato Aldo Mancurti, delegato a gestire il passaggio di consegne, per annunciare il ritiro di ogni tipo di supporto alle decisioni sulle attività del governo sul territorio colpito duramente dal sisma del 6 aprile 2009. Per lunedì prossimo all'Aquila è stata indetta una manifestazione di protesta nella quale sarà denunciata anche la questione della restituzione dei contributi Inail e Inps che dovevano essere al 40%, che rischiano di tornare tornati al 100% dopo la circolare del ministro del Lavoro Fornero. La decisione è maturata a causa del blocco di ogni attività di ricostruzione e del caos e della confusione che regna sia sui percorsi amministrativi sia sui fondi a disposizione.
Le organizzazioni datoriali denunciano la disparità di trattamento con le misure per il terremoto in Emilia Romagna: il pomo della discordia ruota sulle modalità di erogazione dei contributi per la ricostruzione con il territorio che chiede il finanziamento agevolato attraverso il rifinanziamento dei fondi nella Cassa depositi e prestiti, mentre il governo propone il passaggio al contributo diretto che secondo le associazioni allungherebbe «il tempo delle pratiche di almeno un anno e mezzo».
«Trovo grande disparità - ha spiegato il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell'Aquila, Gianni Frattale, - mi meraviglia come il capo di famiglia, Mario Monti, possa accettare questo diverso trattamento con l'Emilia Romagna. Proprio stamani ha mostrato soddisfazione sul finanziamento per quella terra duramente colpita, e noi questo lo capiamo perché comprendiamo bene quel dramma, non entro nel merito delle disgrazie in questo senso non c'é rivalità, ma è un nostro diritto sapere perché a noi si chiudono i rubinetti con il blocco dei fondi dicendoci che il finanziamento agevolato con la cassa depositi e prestiti non si può più fare, mentre in Emilia Romagna sì».
 Frattale è duro sui finanziamenti: «Per noi non c'é certezza - ha continuato -. A 90 giorni dall'uscita di scena del commissario non sono stati trasferiti i fondi per pagare lavori eseguiti da un anno, per sal presentati da cinque sei mesi e non possono partire opere già affidate per mancanza di copertura finanziaria. Perché? - conclude - Chiediamo che venga ripristinato il plafond della cassa depositi e prestiti e ci si diano coperture finanziarie certe».
 Massimiliamo Mari Fiamma, segretario generale Apindustria L'Aquila, sottolinea che «Pur riconoscendo il lavoro del ministro Barca, prendiamo le distanze dalle decisioni del governo, da ora in poi si assumeranno la responsabilità delle scelte».
«Non esiste alcuna motivazione tecnica e di legge perché non venga rifinanziato il plafond della cassa depositi e prestiti, è una volontà politica. D'altra parte, in Emilia si finanzia da noi no, le procedure non sono uguali per tutti, Davanti a tutto questo - conclude - abbiamo deciso di non partecipare alla stesura di decreti che non hanno certezza di fondi».