Concorsone, nuove polemiche e sospetti sulle domande riciclate

Spuntano dubbi anche sulla Linea Amica

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Gianfranco Giuliante

Gianfranco Giuliante

L’AQUILA. A pochi giorni dall’inizio della selezione pubblica le polemiche sul Concorsone non si spengono.

La selezione pubblica con in palio 300 posti a tempo indeterminato si farà, ha ribadito il Ministero, nonostante i tanti dubbi, i malumori e una inchiesta aperta dalla magistratura cittadina a seguito dell’esposto del primo cittadino Massimo Cialente.
La settimana scorsa l’assessore regionale Gianfranco Giuliante aveva chiesto al ministro Barca di «cacciare in malo modo» il presidente del Formez Flamment.
Flamment a sua volta ha ribadito che tutto si svolgerà regolarmente e ha parlato anche di alcuni quiz rintracciabili nelle batterie già adoperate in concorsi passati e per i quali le risposte alle domande del concorsone erano già online prima del 9 novembre.
Lo ha confermato anche Alfonso Celotto, capo di gabinetto del ministro Barca: «alcuni quiz generici erano già stati utilizzati in altre prove». «Ci dicano ufficialmente quanti sono: 10, 100, 1000, 2000, 3000?», chiede Giuliante.
L’assessore regionale fa notare che «moltissime» domande/risposte (oltre 2 mila) sono la copia esatta di quelle proposte in precedenti concorsi gestiti sempre da Formez (come un concorso che si è tenuto a Napoli e quello del Consiglio di Stato).

«Dica Flamment», continua Giuliante, «quanti concorrenti, ad esempio campani, partecipanti ad entrambi i concorsi si troveranno a rispondere a domande-repliche di cui conoscono da tempo le risposte? C’è un tempo, 45 minuti per 70 quesiti, ed è evidente che chi le aveva già preparate si trova avvantaggiato».
Flamment dichiara che le domande replicate da altri concorsi sono quelle attitudinali, Celotto le definisce generali.
«È vero», domanda ancora Giuliante, «che anche quelle giuridico-amministrative erano già online per l’esame del Consiglio di Stato e sono per la quasi totalità ripetute? Quanti sono, ancora, i concorrenti che hanno partecipato a quel concorso e che rispondono a domande già conosciute? A cosa serve studiare se il regolamento Formez prevede che il candidato a fronte di una domanda non deve dare “necessariamente” la risposta giusta ma quella indicata come tale da Formez, anche se è errata?»
E poi: la segretezza dei test fino al 9 novembre, data della pubblicazione delle griglie di risposta, era un requisito sostanziale per la credibilità del concorso?
Giuliante vuole sapere se il fatto che, come ammette Flamment, le domande/risposte fossero online sul sito Formez ben prima del 9 novembre può considerarsi coerente con la necessaria segretezza nell’interesse di tutti i partecipanti.

LA LINEA AMICA
Celotto comunica inoltre che per l’assistenza ai candidati per tutta la durata del concorso sarà attiva “Linea amica”. È la stessa struttura che operava a L’Aquila per rispondere ai dubbi dei cittadini sulle ordinanze della ricostruzione?
«Ci possono dire Flamment e Celotto quanti tra i candidati al concorsone hanno avuto negli ultimi tre anni rapporti di lavoro con Formez/Linea amica? Se le domande per oltre 2/3 sono sempre le stesse per ogni concorso è possibile affermare che, per lo meno per questa parte di lavoro, Formez viene retribuita inopinatamente? È vero che Flamment si è sbagliato a definire “simile” il quesito fuoriuscito dal Ministero perché in realtà è uguale?»