SENTENZA MONDIALE

Condanna Grandi Rischi, gli Aquilani: «sei anni sò pochi»

«Ci hanno rassicurati e siamo morti nelle case»

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Condanna Grandi Rischi, gli Aquilani: «sei anni sò pochi»



L’AQUILA. Tutti colpevoli: di aver sottovalutato il pericolo, di aver fornito informazioni "imprecise e incomplete", di esser venuti meno ai loro doveri.
A tre anni e mezzo dal terremoto che sconvolse L'Aquila, arriva la seconda condanna e a pagare sono gli scienziati che il 31 marzo del 2009, 5 giorni prima della scossa che distrusse la città e provocò 309 morti, parteciparono alla riunione della Commissione Grandi Rischi, convocata appositamente dall'allora capo della Protezione Civile Guido Bertolaso per fare il punto della situazione e valutare le misure da mettere in atto in conseguenza dello sciame sismico che da giorni interessava la città.
Sei anni? «Sò pochi, hanno fatto bene, benissimo». In piazza Duomo i cittadini aquilani si sono riuniti sotto al tendone per ascoltare il sindaco su tasse e tributi, è come se fossero ancora lì, sotto le macerie, quella notte del 6 aprile del 2009, commentano così, a caldo, e senza sconti, le notizie sulla sentenza.
Domenico Di Giambelardino spiega: «Ci hanno rassicurati, e poi siamo morti dentro casa». Anna a sua volta ripete «va bene, ma non c'é niente da esultare, perché ci fa capire che quei morti si potevano evitare». Mentre adesso tutto l' interesse degli aquilani è rivolto a quanto il governo ora chiede in termini economici da restituire, i commenti sulla sentenza aprono di nuovo un'altra piaga dolorosa e rafforzano le convinzioni sui torti subiti.
«Salutiamo la sentenza con soddisfazione - spiegano appena fuori il tendone gli aquilani - quella superficialità ce la ricordiamo bene, così come ci ricordiamo l'invito a berci quel famoso bicchiere di Montepulciano, per non farsi prendere dalla paura. La sentenza spiega che responsabilità ci furono».
C'é chi ricorda anche quella drammatica serata quando «qui in piazza Duomo fu proprio Sandro Spagnoli, che era il capo della Nuova Acropoli che era la protezione civile dell'epoca, a spiegarci di stare tranquilli: e lui stesso morì sotto le macerie».
E nello stuolo di avvocati compare quello 'mandato dal cielo': «Tra le repliche e la sentenza sono andata al cimitero a trovare mio nipote: sentivo dire che gli imputati avevano una grande scuderia di avvocati, ma stavolta ha vinto il mio 'avvocato celeste'», ha detto commossa Antonietta Centofanti, zia di Davide, morto nella Casa dello Studente. Quando nell'assemblea a piazza Duomo all'Aquila, convocata dal sindaco Massimo Cialente per parlare della restituzione delle tasse, è arrivata la notizia della sentenza Grandi Rischi è partito un lungo e forte applauso.
Cialente ha spiegato che «volevamo questa sentenza per capire, ma il dramma non si cancella. Il comune si era costituito parte civile per chiedere giustizia: ma ora la giustizia la vogliamo anche per tutto quello che è successo dopo il 6 aprile».


CONDANNATI PER MORTE 29 PERSONE
Gli imputati rispondevano della morte di 37 persone e del ferimento di cinque, i cui comportamenti erano stati messi direttamente in relazione alla sottovalutazione del pericolo da parte della Commissione Grandi Rischi. Per le altre vittime del sisma non è stato rilevato un nesso di causalità con le valutazioni della Grandi Rischi. I sette della Grandi Rischi sono stati dichiarati colpevoli della morte di Giovanna Berardini; Francesco e Luigi Giugno; Anna Berardina Bonanni; Claudia Carosi; Vezio Liberati; Elvezia Ciancarella; Daniela Visione; Davide e Matteo Cinque; Patrizia Massimino; Alessandra e Antonella Cora; Claudio Fioravanti; Franca Ianni; Paola Tomei; Anna Maria Russo; Chiara, Giuseppina, Micaela e Rosa Germinelli; Domenico e Maria Paola Parisse; Ilaria Placentino; Ilaria Rambaldi; Claudia Spaziani; Fabrizia Vittorini; Silvana Alloggia; Hussein Hamade. Sono stati, inoltre, dichiarati colpevoli del ferimento, in conseguenza del sisma, di Anna Paola Fulcheri, Cinzia di Bernardo, Hisham Shain e Stefania Cacioppo. Barberi, Boschi e gli altri cinque imputati sono stati, invece assolti dall'accusa di aver provocato, per colpa, la morte di Aurelio Giallonardo, Giuseppina Vasarello, Adalgisa Cicchetti, Alessio Di Pasquale, Alessio Di Simone, Ada Emma Colaianni, Stefania e Paolo Di Marco; e il ferimento di Pierigorgio Lauri.


CONDANNATA ANCHE LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
La Presidenza del Consiglio è stata dichiarata responsabile civile per la morte di 29 persone avvenuta all'Aquila nel terremoto del 2009 e dovrà provvedere, in solido con i sette componenti della Commissione Grandi Rischi condannati a sei anni di reclusione ciascuno, al risarcimento dei familiari delle vittime e del Comune dell' Aquila, parti civili nel processo.