LA POLEMICA

Concorsone, arrivate già 2.715 domande. Precari protestano. Giuliante a Barca: «fermare tutto»

Per l’assessore regionale «spocchiosa strafottenza» da parte del ministero

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Concorsone, arrivate già 2.715 domande. Precari protestano. Giuliante a Barca: «fermare tutto»
L’AQUILA. Questa mattina protesta dei precari davanti al palazzo del Comune.

 

Concorsone, arrivate già 2.715 domande. Giuliante a Barca: «fermare tutto»
Per l’assessore regionale «spocchiosa strafottenza» da parte del ministero
L’AQUILA. Sono 2.715 le domande già pervenute per partecipare al concorso per la ricostruzione della città dell'Aquila e dei 56 Comuni del cratere, dopo il sisma del 6 aprile 2009. 
I dati sono del ministero per la Coesione territoriale. Si tratta - spiega una nota del dicastero - di una prima rilevazione effettuata a quindici giorni dalla scadenza del bando di concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 71 dell'11 settembre scorso e relativo all'assunzione a tempo indeterminato di 300 unita' di personale di varie qualifiche e inquadramenti, da impiegare in parte presso gli uffici del Ministero Infrastrutture e Trasporti e in parte in quelli degli Enti Locali coinvolti nel sisma. L'Abruzzo è la regione dalla quale provengono più domande, 1400 al momento. Sono circa 400 quelle della Campania e 200 provengono anche dalla Sicilia.
Ma intanto le polemiche sul concorso non scemano e i più preoccupati sono i precari che avevano chiesto rassicurazioni che non sono arrivate. 
L’assessore Gianfranco Giuliante ha scritto una lettera di fuoco al ministro Fabrizio Barca. Proprio l’esponente del governo Monti qualche giorno fa in città, parlando con alcuni precari, era stato chiaro: «la musica è cambiata», «il meccanismo concorrenziale aperte è una garanzia per voi», «a noi serve competenza acquisita e maturata nel lavoro ma è necessario anche aprirsi attraverso un concorso pubblico. Questo è un mondo nuovo in cui a tutti viene data una possibilità». 
Ma Giuliante non si arrende e chiede un « ripensamento» delle scelte poste alla base della procedura concorsuale. Per l’assessore se con «spocchiosa veemenza» e  «spocchiosa strafottenza» sono passate deroghe alla normativa dei concorsi si sarebbe dovuto fare di più.
Una deroga su tutte era necessaria, sottolinea l’assessore, ovvero «indire concorsi interamente riservati ai precari degli Enti locali del cratere e della Regione Abruzzo, direttamente coinvolti nella ricostruzione, attesa la peculiarità della situazione».
«È assurdo», insiste Giuliante, «che un concorso che riguarda la ricostruzione dell’Aquila venga gestito in proprio da un Ministero. L’assessore chiede di «fermarsi a iflettere sulla necessità di una serena e condivisa revisione del tutto».
Chiede perciò di sospendere il bando «e di riprendere contestualmente un "vero" confronto diretto con gli Enti territoriali».
Sono 2.715 le domande già pervenute per partecipare al concorso per la ricostruzione della città dell'Aquila e dei 56 Comuni del cratere, dopo il sisma del 6 aprile 2009. I dati sono del ministero per la Coesione territoriale. Si tratta - spiega una nota del dicastero - di una prima rilevazione effettuata a quindici giorni dalla scadenza del bando di concorso pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 71 dell'11 settembre scorso e relativo all'assunzione a tempo indeterminato di 300 unita' di personale di varie qualifiche e inquadramenti, da impiegare in parte presso gli uffici del Ministero Infrastrutture e Trasporti e in parte in quelli degli Enti Locali coinvolti nel sisma. L'Abruzzo è la regione dalla quale provengono più domande, 1400 al momento. Sono circa 400 quelle della Campania e 200 provengono anche dalla Sicilia.Ma intanto le polemiche sul concorso non scemano e i più preoccupati sono i precari che avevano chiesto rassicurazioni che non sono arrivate. L’assessore Gianfranco Giuliante ha scritto una lettera di fuoco al ministro Fabrizio Barca. Proprio l’esponente del governo Monti qualche giorno fa in città, parlando con alcuni precari, era stato chiaro: «la musica è cambiata», «il meccanismo concorrenziale aperte è una garanzia per voi», «a noi serve competenza acquisita e maturata nel lavoro ma è necessario anche aprirsi attraverso un concorso pubblico. Questo è un mondo nuovo in cui a tutti viene data una possibilità». Ma Giuliante non si arrende e chiede un « ripensamento» delle scelte poste alla base della procedura concorsuale. Per l’assessore se con «spocchiosa veemenza» e  «spocchiosa strafottenza» sono passate deroghe alla normativa dei concorsi si sarebbe dovuto fare di più.Una deroga su tutte era necessaria, sottolinea l’assessore, ovvero «indire concorsi interamente riservati ai precari degli Enti locali del cratere e della Regione Abruzzo, direttamente coinvolti nella ricostruzione, attesa la peculiarità della situazione».«È assurdo», insiste Giuliante, «che un concorso che riguarda la ricostruzione dell’Aquila venga gestito in proprio da un Ministero. L’assessore chiede di «fermarsi a iflettere sulla necessità di una serena e condivisa revisione del tutto».Chiede perciò di sospendere il bando «e di riprendere contestualmente un "vero" confronto diretto con gli Enti territoriali».

MANIFESTAZIONE PRECARI COMUNE L'AQUILA

Un folto gruppo di precari del Comune dell'Aquila legati alle attività della governance del terremoto sta scioperando davanti alla sede del comune a Villa Gioia in adesione allo sciopero nazionale del pubblico impiego. La protesta è finalizzata a perorare la causa di 149 precari del Comune dell'Aquila che insieme agli altri dei restanti 56 comuni del cratere hanno il contratto in scadenza il 31 dicembre prossimo. La manifestazione è tesa principalmente alla richiesta di revoca del cosiddetto concorsone.
«Abbiamo aderito allo sciopero nazionale per dare una assaggio su quello che succederà il 18 e il 19 ottobre prossimi quando sciopereremo per sensibilizzare il sindaco dell'Aquila e l'amministrazione comunale a chiedere la revocare del bando relativo al concorsone - ha spiegato uno dei manifestanti - . Vogliamo far capire quello che succederà quando in previsione della scadenza del contratto andremo in ferie e con gli uffici che quindi rimarranno vuoti e non potranno assicurare più servizi».
In relazione al concorsone i precari hanno sottolineato il fatto che l'esigenza di una revoca si basa sulla motivazione di un provvedimento sbagliato sia nella forma sia nel contenuto perché differisce da quelle che sono state le richieste delle amministrazione comunali.