Amianto a L'Aquila: «Chiodi ci dica quali rischi ci sono»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. L'associazione 'Contramianto e altri rischi onlus' ha sollecitato gli organi istituzionali a dare risposte sul possibile inquinamento da amianto in atto a L’Aquila e provincia.

 

A due anni dal terribile terremoto dell’aprile 2009 che ha gravemente colpito L’Aquila e la sua provincia causando ingenti danni agli edifici con numerosi crolli e macerie (ancora non rimosse dal territorio), non è dato sapere l’amianto presente nei detriti e nei fabbricati attraverso un censimento delle aree interessante né si hanno notizie relative ad interventi di sanità pubblica sulla popolazione potenzialmente esposta all’amianto durante e successivamente al sisma.
«Alla situazione già drammatica per la perdita di vite umane causate dal terremoto», spiega il presidente dell'associazione, Luciano Carleo, «non vorremmo aggiungere ulteriori danni alla salute della popolazione a seguito dell’ingente quantità di amianto che sembrerebbe aver contaminato i siti interessati dai crolli come denunciato negli scorsi mesi pubblicamente e attraverso gli organi di stampa senza avere ad oggi risposte adeguate da parte delle istituzioni».
L’amianto è un pericoloso cancerogeno e le fibre disperse nell’aria possono essere facilmente respirate e causare possibili patologie quali asbestosi, ispessimenti pleurici, placche, o malattie tumorali quali mesotelioma, carcinoma polmonare, cancro alla laringe e all’ovaio, ogni anno in Italia sono oltre 3000 le vittime per amianto. 
«La presenza di amianto negli edifici crollati, qualora confermata», continua Carleo, «sicuramente andrebbe valutata sia per gli effetti relativi alla dispersione di fibre cancerogene al momento dei crolli sia per la presenza di amianto nelle macerie e quindi in termini di bonifica e smaltimento». 
'Contramianto e altri rischi onlus' considera con grande attenzione la questione amianto dell’Aquila che non è unica in Italia, essendo numerosi i territori nazionali devastati da eventi naturali che hanno avuto effetti drammatici per evidenti inadempienze ed illegalità nell’ambito delle costruzioni e della valutazione idrogeologica delle aree.
Se a questo si aggiunge che in Italia sono presenti ancora  32 milioni di tonnellate di amianto, in gran parte coperture in eternit , ci si rende ben conto quali effetti possa avere un terremoto o un qualsiasi altro evento che determini crolli di edifici con polverizzazione dei manufatti in cemento amianto, come accaduto a l’Aquila. 
«Riteniamo pertanto doveroso», sottolinea il presidente, «da parte degli organi istituzionali prima di tutto riferire alla cittadinanza in ordine alla presenza di amianto nelle aree interessate dal terremoto dell’Aquila e qualora confermata tale situazione avviare ogni utile azione per risanare le zone contaminate predisponendo un urgente piano di messa in sicurezza del territorio ed attuando al più presto un programma di individuazione e controllo sanitario della popolazione esposta alle polveri di amianto».
04/04/11 8.30