Appalti, ricostruzione e cricche: Tordera (Carispaq) e Chiodi saranno ascoltati in procura

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5417

CONSORZIO FEDERICO II

CONSORZIO FEDERICO II

L’AQUILA. Ripartono le inchieste dopo il rallentamento della pausa estiva. Molti gli snodi importanti e ravvicinati.

La Procura distrettuale antimafia dell'Aquila deve ora dipanare una serie di intricatissime matasse che riguardano, dopo la ricostruzione e gli appalti affidati in somma urgenza dalla protezione civile, anche quelli -segretissimi- affidati per il G8. Un primo pronunciamento della Corte dei Conti ha già giudicato uno sperpero spostare il summit dei Grandi della terra all’ultimo momento proprio nell’epicentro del cratere del sisma.

In particolare in settimana verranno ascoltati come persone informate dei fatti il presidente della Carispaq, Rinaldo Tordera e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Questo filone d'inchiesta sui lavori di ricostruzione della procura distrettuale antimafia abruzzese, in collaborazione con la procura nazionale antimafia, ha già coinvolto uno dei coordinatori nazionali del Popolo della libertà, Denis Verdini, indagato con l'ipotesi di reato di corruzione.

Sempre sul registro degli indagati figura l'imprenditore aquilano Ettore Barattelli che in settimana verrà interrogato dai magistrati.

Tordera è stato citato più volte dall’imprenditore Ettore Barattelli in una deposizione agli inquirenti nella quale avrebbe raccontato come sarebbe nata la vittoria di un appalto del Consorzio Federico II nel quale rientra anche l’imprenditore Riccardo Fusi, titolare della Btp, già indagato nell’inchiesta sulla cricca di Balducci.

Barattelli avrebbe raccontato agli inquirenti (lo rivela un articolo del Corriere) di un incontro preventivo a palazzo Chigi. «Oltre a me e Fusi», ha detto Barattelli, «c’erano il direttore della Carispaq Rinaldo Tordera e il vicedirettore Angelo Fracassi. Poi Letta e Verdini. Analizzammo tutti gli aspetti della vicenda e fu raggiunto l’accordo». E’ il racconto di rapporti stretti tra imprenditori e addetti ai lavori con la politica che conta e che decide e può influire.

Fusi e la Btp sono molto legati a Verdini del Pdl e dunque ad alcune frange locali dello stesso partito e sono documentati i suoi rapporti con l’Abruzzo ben prima del terremoto.

Fusi, già finito sotto inchiesta in Toscana perché sarebbe stato agevolato dal suo amico Verdini nella trattativa per la costruzione della Scuola dei Marescialli. E’ sempre l’imprenditore che avrebbe parlato al telefono con Chiodi perchè interessato a partecipare alla ricostruzione ma che poi, sostiene il governatore, non avrebbe mai incontrato di persona.

Sempre Fusi è coinvolto nell'inchiesta di Firenze, poi passata per competenza a quella di Perugia, sui grandi eventi e gli appalti del G8 alla Maddalena, che ha portato tra gli altri in carcere il presidente del consiglio superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, l'imprenditore Diego Anemone, e al coinvolgimento, come indagato, del capo della Protezione civile nazionale, Guido Bertolaso. Secondo l'accusa si sarebbe cercato di ottenere appalti nella ricostruzione attraverso la presentazione di politici influenti.

Fatto sta che dopo il sisma sono iniziate grandi manovre per aggiudicarsi questo o quell'appalto.

«Noi imprenditori abruzzesi», ha raccontato Barattelli, «parlo di me, ma anche della "Vittorini Emidio Costruzioni" e della "Marinelli ed Equizi" — ci siamo rivolti ai dirigenti della Carispaq perché volevamo lavorare con Btp. Sapevamo che aveva grosse entrature con il governo e dunque ci muovemmo. Ci fu un incontro presso la sede della banca alla quale partecipai io, il presidente della Btp Fusi e il procuratore della stessa azienda Liborio Fracassi. Trovammo un accordo e il 12 maggio fummo convocati a Palazzo Chigi».

Barattelli finì già nella prima estate post sisma in un fuoco incrociato di un paio di articoli de Il Giornale nei quali si segnalava come il sindaco Massimo Cialente fosse ospite in una sua struttura «extralusso» a Tortoreto. Il complesso residenziale è quel «Borgo Il Castello» realizzato da due noti costruttori aquilani, Romano Marinelli e Giulio Vittorini, quest’ultimo molto amico di Cialente.

Proprio Marinelli, vice presidente, e Giulio Vittorini, in qualità di consigliere, fanno parte del Consorzio Federico II (insieme a Ettore Barattelli, presidente, e Liborio Fracassi, consigliere e direttore tecnico).

Barattelli è anche consigliere di amministrazione della Carispaq, componente dell'assemblea della Fondazione della Carispaq e vice presidente dell'Ance L'Aquila. Sul Consorzio, poi sciolto dallo stesso Barattelli, la Procura distrettuale antimafia indaga su due subappalti: l'uno che riguarda la realizzazione della nuova scuola media Carducci per 7 milioni di euro, l'altro alcuni lavori presso la caserma militare Campomizzi che ospita ancora parte degli sfollati.

La procura vuole sentire anche Chiodi sulla vicenda e gli sarà chiesto se è vero che non incontrò mai Fusi, se si sia adoperato -ed in che modo- per favorire l’imprenditore, se conosceva Fusi prima di allora, se gli sia stato caldeggiato e raccomandato come ha già confermato Verdini agli inquirenti. Non è escluso che chi indaga abbia in mano moltissimi elementi per poter valutare l’attendibilità delle risposte. Nei mesi scorsi, infatti, la procura dell’Aquila ha fatto un grosso lavoro di coordinamento con le altre procure che indagano sugli stessi fatti e che proprio a L’Aquila hanno inviato decine di stralci di loro indagini .

Di sicuro Chiodi ripeterà agli inquirenti che «la politica nell’ambito della ricostruzione non ha nulla da rimproverarsi». Speriamo che il procuratore Rossini ed i suoi sostituti abbiano elementi forti per potergli credere.

16/09/2010 8.29