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L’Aquila, assegnatari progetto Case pagheranno l’affitto. Idv: «era ora»

Soddisfazione della consigliera dipietrista Emanuela Bruschi

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L’Aquila, assegnatari progetto Case pagheranno l’affitto. Idv: «era ora»
L’AQUILA. Lo ha comunicato il Comune de L’Aquila: gli assegnatari degli alloggi del progetto Case dovranno versare un canone di compartecipazione per sostenere le spese di gestione degli immobili.

Che tradotto vuol dire: dovranno pagare l’affitto.
Il canone di compartecipazione è fissato nella misura di 2 euro e 60 centesimi al metro quadro suscettibile di riduzione sulla base dell’ubicazione dell’alloggio e dunque della distanza di quest’ultimo dalla città de  L’Aquila, ed in presenza di nuclei familiari con reddito inferiore a 15mila euro l’anno.
Il contributo ha decorrenza dal 1 dicembre 2011 e riguarda tutti coloro che, alla data del sisma, erano in regime di locazione. Il pagamento degli arretrati, quindi relativi al periodo dal 1 dicembre 2011 al 31 luglio 2012, potrà essere corrisposto a rate.
Per Emanuela Bruschi dell’Idv L’Aquila si tratta di una scelta giusta. «Era ora che», ha commentato, «ci sono voluti tre anni per rimuovere una ingiustificata parità di trattamento tra gli ex-proprietari degli immobili e gli ex-affittuari, che doveva esserci semmai nella consegna degli alloggi solo in base alla disponibilità dei redditi dei non titolari dei diritti reali suddetti. Una famiglia che non era proprietaria della casa in cui abitava e che non aveva subito una perdita di lavoro e quindi di reddito, in base a quale criterio doveva alloggiare gratuitamente e risparmiarsi l’affitto che avrebbe pagato mensilmente? Siamo d’accordo per la prima fase dell’emergenza sulla parità di trattamento ma poi il tiro andava corretto. Sono consapevole del fatto che queste mie dichiarazioni susciteranno molte polemiche ma chi ha la coscienza a posto non potrà che convenire con me in quanto appena detto».
La dipietrista ha poi definito il canone di locazione di 2, 60 euro al metro quadro davvero irrisorio, «uno sconto sul disagio che vive quasi tutta la popolazione aquilana (senza sconti), tornata nelle case dei paesi di origine e nelle aree di tutto il comprensorio aquilano».
La Bruschi ha infine sottolineato il fatto che il patrimonio immobiliare costituito da questi alloggi popolari va mantenuto ed arricchito, in modo tale da poter essere sfruttato al meglio anche quando sarà destinato agli universitari o alle giovani coppie, o agli anziani autosufficienti che non possono permettersi costosi ricoveri. Così come è importante che queste strutture vengano mantenute con le risorse di coloro che le occuperanno, poiché non ci potrà sempre essere il supporto dello Stato o del Comune.