Asl L'Aquila, dopo due anni ancora nel container. Cisl: «inaccettabile»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2050

L'AQUILA. A due anni di distanza dal sisma una buona parte degli uffici amministrativi della Asl si trova ancora nei container di Collemaggio.

«Una situazione inaccettabile per gli utenti e per il personale che vi lavora». La Cisl descrive uno stato di assoluta precarietà: «I container devono sparire», afferma il segretario regionale, Gianfranco Giorgi, «la fase della prima emergenza post-terremoto è stata superata. E' giunto il momento di tornare alla normalità, intesa come sistemazione ottimale e buon funzionamento di tutte le strutture sanitarie».

La direzione della Asl, spiega Giorgi, ha da tempo preso la decisione di affittare un'intera palazzina nel nucleo industriale di Pile, dove trasferire gli uffici amministrativi, in attesa della sistemazione dei locali di Coppito. Trasferimento previsto a febbraio, poi slittato a marzo, che dovrebbe avvenire, salvo ulteriori cambiamenti, entro il mese di aprile.

«Ma intanto, la Asl sta pagando da due mesi 25 mila euro di affitto».

«Scelta opinabile, fa notare la Cisl, «quella di sborsare 300mila euro l'anno. Non si comprende», incalza Giorgi, «il motivo per cui la Asl non abbia deciso di procedere alla ristrutturazione immediata del complesso di Collemaggio. Lo stabile preso in fitto a Pile non è comunque sufficiente ad ospitare tutti gli uffici e i servizi: alcuni di questi dovranno restare, gioco forza, ancora nei container di Collemaggio. Un'analoga situazione riguarda il San Salvatore dove anatomia patologica, obitorio, mensa, centro trasfusionale, ematologia e ospedale del G8 si trovano ancora ad operare in strutture mobili, all'esterno delle mura. Ciò a causa dei ritardi nell'avvio dei lavori di ristrutturazione del Delta chirurgico e del Delta medico».

Su l'ex complesso sanitario di Collemaggio, secondo la Cisl, si addensano troppe nubi: «Non vorremmo che la Asl abbia deciso di inserire la struttura nell'elenco dei beni alienabili», conclude Giorgi, «ci opporremo con forza a tale scelta, assolutamente non condivisibile. Collemaggio deve restare un presidio sanitario che potrebbe ospitare una cittadina del welfare con la presenza degli uffici Asl, Inail, Inpdap e Inps».

Ma problemi ce ne sono anche per il piano viabile Val Chiarino Arischia L’Aquila

Nonostante le innumerevoli richieste ed i vari appelli per la sistemazione «nulla è stato fatto», denuncia Elia Serpetti, dell'amministrazione Beni Separati dei Naturali di Arischia. «Dopo un anno e mezzo di incontri, sopralluoghi e quant’altro, per comprendere meglio lo stato del pendio a ridosso piano viabile e gli interventi da attuare per evitare ulteriori danni economici-sociali alla popolazione ed ai commercianti (vds. allevatori, rifugio, ecc.), già piuttosto contingenti, si è deciso, senza alcuna comunicazione, di chiudere la strada».

Alla fine del 2010 la Regione Abruzzo ha stanziato circa 900mila euro per la sistemazione della frana affidandoli al Comune; ma quest’ultimo a distanza di 4 mesi «è completamente latitante nonostante oltre al finanziamento, siano già  presenti tutti i progetti ed i pareri del caso già ampiamente sbandierati al tempo trascorso. Allora chiediamo quali siano le reali intenzioni e come vuol procedere l’Amministrazione Comunale».

 01/04/2011 10.58