6 APRILE 2009

Terremoto: firmata intesa sui 7 piani di ricostruzione

Sottoscritta l’intesa con il commissario Chiodi

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Terremoto: firmata intesa sui 7 piani di ricostruzione
ABRUZZO. Ofena, in provincia dell'Aquila, Bussi, Popoli, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Cugnoli e Brittoli, in provincia di Pescara.
Sono i 7 Comuni dell'Area omogenea 5 che oggi hanno sottoscritto l'Intesa con il Commissario delegato per la ricostruzione Gianni Chiodi. «Mi congratulo con i sindaci, le Università e il coordinatore dell'Ucr, Gaetano Fontana, perche' hanno avuto una capacita' notevole nel predisporre i piani di ricostruzione e, con lo stesso piacere con cui ho firmato i progetti di Barete e Rocca di Mezzo (il 24 e il 30 aprile scorso), oggi sottoscrivo l'intesa con i sindaci dell'Area omogenea 5 su questi ulteriori 7 piani, che - ricorda il Commissario delegato - sono strumenti previsti per legge, non sono un'assurda ottemperanza normativa, come qualcuno vuol farci credere».

Nell'insieme, i 7 Piani dell'Area omogenea 5 prevedono investimenti per oltre 215 milioni di euro. Gli indennizzi per il rifacimento degli edifici privati sono pari a 168,2 milioni di euro. Sono previsti, inoltre, interventi pubblici sulle reti e sull'edilizia monumentale per un totale di 52 milioni di euro. Solo per gli interventi prioritari, da realizzare mediamente in tre anni di lavori, i 7 piani approvati oggi prevedono una spesa complessiva di 82 milioni di euro, corrispondente al 38% del costo totale stimato, di cui 67,4 milioni di euro di indennizzi per i privati e 14,4 milioni di euro per gli interventi pubblici. La conclusione degli interventi previsti dai Piani di ricostruzione varia, a seconda della dimensione e delle caratteristiche specifiche, da un minimo di 4,5 anni a un massimo di 8 anni. La superficie complessiva dei 7 piani di ricostruzione dell'Area 5 è pari a 34,16 ettari, corrispondente ad oltre il 20% del centro storico dell'Aquila (160 ettari).

Il sindaco di Bussi, coordinatore dell'area omogenea 5, ha evidenziato che senza il supporto della struttura commissariale, «oggi non sarebbe stato raggiunto questo traguardo straordinario; la struttura ha, infatti, fornito ai piccoli Comuni tutte le informazioni e le procedure necessarie per giungere oggi alla sottoscrizione dell'Intesa, attraverso un processo di governance 'bottom -up', cioè grazie ad un approccio partecipativo che è partito dalle reali necessità della comunità, senza imposizioni dall'alto».