POST TERREMOTO

Post sisma L’Aquila, albergatori infuriati: «dove sono finiti i nostri 18 milioni?»

Chiesti chiarimenti su copertura anticipi 2011 e saldi 2010

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Post sisma L’Aquila, albergatori infuriati: «dove sono finiti i nostri 18 milioni?»
L'AQUILA. «Dove sono finiti i 18 milioni che sarebbero serviti a coprire tutti gli anticipi fino a dicembre 2011 e tutti i saldi del 2010?»
E’ la domanda che Federalberghi Confcommercio rivolge alla Regione Abruzzo, in relazione al pagamento delle strutture alberghiere che hanno ospitato e tuttora ospitano i terremotati aquilani.
«Il 22 febbraio scorso – spiega l’associazione di categoria - Federalberghi e altre associazioni, riunitesi su invito della Regione, constatavano la presenza in bilancio di 18 milioni. Sono apparse oggi sugli organi di stampa le dichiarazioni del Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi relative all'avvenuta firma di mandati di pagamento con riferimento a risorse destinate ad altre spese, ritenute però al momento meno urgenti. I mandati riguardano il piano di rientro che avrebbe dovuto esaurirsi entro il 31 marzo scorso e siamo in attesa di un'ulteriore convocazione per concordare il nuovo piano. Ma è possibile farlo in mancanza delle risorse finanziarie necessarie»".
Gli albergatori chiedono poi, nella nota di Federalberghi, per quale motivo «ci hanno fatto credere che il problema del mancato pagamento dipendeva dalla mancanza di personale addetto ai mandati e non ci è stato detto chiaramente che c'era carenza di risorse o addirittura che i fondi destinati alle strutture ricettive sono stati utilizzati in altro modo? Ogni civile rapporto dovrebbe essere basato sui principi di lealtà e chiarezza, principi che non sono stati rispettati dalle nostre istituzioni le quali hanno sempre risposto alle nostre innumerevoli proteste con indifferenza e menefreghismo, ignorando totalmente la tragica situazione economica in cui versano in questo storico momento gli albergatori, in particolare quelli della città dell'Aquila».
E dalla Sge arriva puntuale la replica: «il ritardo nella erogazione dei pagamenti, che si sarebbe dovuta esaurire entro il 31 marzo 2012, è dovuto, da un lato, alla riorganizzazione degli uffici commissariali disposta con OPCM 4013/2012 e, dall’altro, dal ritardo nel riversamento di 350 milioni di euro dal governo centrale al conto di contabilità speciale del Commissario, conseguente alla riunificazione delle contabilità speciali anche questa disposta con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri».
Da ciò deriva la conseguenza che non si tratta di mancanza strutturale di risorse, assicurano da L’Aquila, «ma solo di un ritardo di natura tecnica legato alle procedure del trasferimento di risorse dal bilancio della Presidenza del Consiglio alla contabilità speciale. Tale ritardo ha indotto il Commissario ad anticipare le risorse su fondi destinati ad altro (e non viceversa).Pertanto, dopo i pagamenti effettuati nella giornata di ieri, pari a circa 2 milioni di euro e relativi ai mesi di giugno/luglio/agosto 2011, si stanno già predisponendo quelli relativi ai saldi di luglio e agosto 2010 e seguiranno, celermente, gli acconti e i saldi come pattuito in sede di accordi tra Commissario e associazioni di categoria».
Per la calendarizzazione dei prossimi pagamenti saranno nuovamente convocate le associazioni di categoria.