6 APRILE

Terremoto, 978 pratiche bloccate: «400 imprese a rischio fallimento»

Pagamenti bloccati, aziende al collasso

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Terremoto, 978 pratiche bloccate: «400 imprese a rischio fallimento»
L’AQUILA. Circa 400 imprenditori che hanno lavorato alla ricostruzione leggera ed in parte alla ricostruzione pesante nella periferia aquilana, rischiano il fallimento.

Si tratta di aziende prevalentemente aquilane che da mesi devono vedersela con «un vergognoso e controproducente rimpallo di responsabilità» che blocca i pagamenti di 978 pratiche di ricostruzione e di 168 pratiche di puntellamento. «Anche così si fa morire questo territorio». E' l'allarme lanciato da Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, che spiega: «Ogni istituzione interpellata da Confartigianato Abruzzo adduce le proprie motivazioni sui ritardi nei pagamenti alle imprese, lavandosene sostanzialmente le mani, ma la sostanza è che sono fermi da tempo 8milioni 800mila euro relativi alla ricostruzione e 5milioni 500mila euro relativi ai puntellamenti. Già una decina di imprenditori hanno portato i loro libri contabili in tribunale e molti altri stanno per farlo. Auspichiamo - conclude il presidente della Confederazione degli artigiani - che la priorità del tavolo tecnico per la ricostruzione istituito dal Ministro Barca sia proprio il pagamento alle imprese».
E proprio negli ultimi giorni Pierluigi Mantini dell’esecutivo nazionale Udc ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro Barca per chiedere al governo di «impegnare senza indugio» risorse a favore della città terremotata.
Mantini ha fatto riferimento  ai finanziamenti statali a favore dell’impresa permessi dall’Europa per determinati periodi di tempo e di importo e pensa ad «un vero Piano per la Crescita e la Coesione sociale per L’Aquila e i comuni del terremoto. E’ il modo più concreto per celebrare la festa del 1° maggio, con un Piano per il lavoro e la crescita».
Con l’approvazione del decreto liberalizzazioni si è stabilito che i 90 milioni di euro del fondo originariamente destinato a finanziare zone franche urbane nei territori colpiti dal terremoto della provincia dell’Aquila, siano ora destinati al finanziamento degli aiuti de minimis a favore delle piccole e micro imprese individuate dalla raccomandazione 2003/361/CE, cioè che siano localizzate nelle aree abruzzesi colpite dal sisma e che risultino già costituite o che si costituiranno entro il 31 dicembre 2014.
Gli ambiti di spesa di queste agevolazioni alla ripresa economica dei territori terremotati comprendono l’esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque anni, l’esenzione dall’IRAP, l’esenzione dall'IMU, l’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività. Ma si può fare di più e meglio, come indicato dalle forze produttive e sindacali e dalla Camera di Commercio dell’Aquila.