L'AQUILA

Terremoto, arriva l’ok per il primo piano di ricostruzione

Ma sulle pratiche delle abitazioni ‘E’ è ancora tutto fermo

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Il presidente Del Corvo

Il presidente Del Corvo

L’AQUILA. Questa mattina è stata sottoscritta dal presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, l’Intesa relativa al piano di ricostruzione del Comune di Barete.

Il documento è stato trasmesso al Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi e al sindaco del Comune di Barete, Leonardo Gattuso per il completamento dell’iter con le relative sottoscrizioni.
«Il primo Piano di Ricostruzione che giunge a conclusione – dichiara il presidente Del Corvo – un traguardo di assoluta rilevanza per la rinascita dei Comuni del cratere che aspettavano da troppo tempo i progetti. Voglio sottolineare che la Provincia dell’Aquila, allo stato attuale, risulta essere l’unica ad avere presentato due progetti cantierabili di importante valore tecnico-sociale tra cui quello del Palazzo di Governo (ex Prefettura) e oggi quello relativo al Comune di Barete: un segnale tangibile di grande attenzione al territorio e alle sue esigenze che va oltre le mere intenzioni».
Ma intanto i tecnici per i progetti delle case E bloccati protestano.  I progetti sono stati consegnati dopo il 31 agosto 2011 e sono ancora fermi: tutto ciò nonostante il crono programma previsto nell'ordinanza della presidenza del Consiglio dei Ministri seguita all'azione di riorganizzazione e razionalizzazione della governance del terremoto gestita dal ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, inviato del premier per la gestione della ricostruzione, prevedesse il via libera. A denunciarlo sono tecnici ed imprenditori del "cratere".
I tecnici avevano sperato che dopo l'Opcm dello scorso marzo si sarebbe finalmente sbloccata la situazione delle circa 1.500 pratiche relative agli edifici che si trovano fuori dai centri storici gravemente danneggiati dal terremoto. «Sono passati 8 mesi da quando i progetti sono stati depositati - protesta un gruppo di imprenditori - per essere esaminati dalla filiera: a oggi sono ancora fermi lì, bloccati. Nessuno di loro è stato ancora esaminato». Proprio per la prosecuzione dell'esame delle pratiche da parte della filiera tecnica Fintecna-Cineas-Reluis, quest'ultima si è vista rinnovare il contratto fino al 31 dicembre 2012 con un onorario complessivo di 12 milioni di euro, per un costo mensile di circa 1 milione e 300 mila euro. Entro la fine dell'anno deve essere completato l'esame di tutte le richieste, comprese quelle presentate dopo il 31 agosto 2011, finalizzate all'erogazione dei contributi per la ricostruzione degli immobili privati localizzati fuori dai centri storici. Intanto, l'ufficio del commissario per la ricostruzione si difende sottolineando che i tempi sono rispettati