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Terremoto, come decideva la Protezione Civile quali comuni includere nel cratere?

Il dipartimento dovrà fornire una relazione tecnica nell'ambito di un ricorso al Tar

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Terremoto, come decideva la Protezione Civile quali comuni includere nel cratere?
PENNE. Come ha fatto la Protezione Civile a decidere quali comuni abruzzesi inserire nel cratere (49 più altri 7 su disposizione del Tar) e quali scartare?

Lo dovrò spiegare, proprio il dipartimento oggi guidato da Franco Gabrielli, al Tar del Lazio con una relazione tecnica in cui illustrerà la metodologia adottata. Tutto ciò, al fine di capire se legittimamente la città di Penne (la cui amministrazione ha proposto ricorso amministrativo) fu esclusa dalla lista dei centri destinatari di benefici e sovvenzioni per la ricostruzione.
Lo ha deciso la I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Roberto Politi, che ha assegnato 60 giorni di tempo per la consegna della documentazione. Era l'aprile 2009 quando il Presidente del Consiglio dei Ministri dichiarò lo stato di emergenza dopo il sisma in Abruzzo, e nominò il capo della Protezione civile quale Commissario delegato.
Veniva rinviato ad un apposito decreto del Commissario l'individuazione dei comuni del cosiddetto 'cratere sismico', e la previsione di possibili aggiornamenti per l'elenco dei comuni sulla base dell'attività di rilevazione all'epoca in corso di effettuazione e aggiornamento. Il comune di Penne si è rivolto al Tar sostenendo che il decreto ha 'cristallizzato' la lista dei Comuni destinatari dei benefici e delle sovvenzioni dopo un'attività di rilevazione «parziale e incompleta, senza tener conto delle segnalazioni e delle richieste delle amministrazioni locali, con la conseguente ingiusta sua esclusione». Il Tar, al fine di compiutamente deliberare sul ricorso, ha valutato necessario acquisire dalla Protezione civile tutti gli atti in base ai quali si è ritenuto, allo stato, di non inserire il comune di Pelle nel 'cratere sismico'. L'ulteriore trattazione della controversia è stata quindi aggiornata alla udienza pubblica del prossimo 21 novembre, dopo che saranno consegnati i documenti richiesti.
Nei mesi scorsi anche altri comuni esclusi si erano appellati al Tribunale amministrativo. Per 7 di loro è arrivata la vittoria.

I COMUNI NEL CRATERE
Sono ricompresi nel cratere i comuni di Acciano, Barete, Barisciano, Bugnara, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Montereale, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio nè Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo.
Della provincia di Teramo sono ricompresi Arsita, Castelli, Colledara, Fano Adriano, Montorio al Vomano, Penna Sant'Andrea, Pietracamela, Tossicia. Della provincia di Pescara Brittoli, Bussi su Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli, Torre dè Passeri.