POST TERREMOTO

L’Aquila e terremoto: il 73% dei bambini sconta il dramma

Sitratta di disturbi psicologici e traumi da stress. I dati raccolti in una ricerca scientifica

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L’Aquila e terremoto: il 73% dei bambini sconta il dramma
L’AQUILA. Disturbi post traumatici da stress, problemi psicosomatici, depressioni: ecco i bambini aquilani a tre anni dal sisma.

Una ricerca promossa dall’Università degli Studi di L’Aquila con la direzione scientifica del professore Enzo Sechi docente di neuropsichiatria infantile, la dottoressa Lorena Mattei ed il finanziamento del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile ha portato alla luce i risultati nel campo delle psico-traumatologie post traumatiche in età evolutiva.
Il 73% dei piccoli post terremotati sottoposti al test hanno presentato problemi di ordine psicopatologico (soltanto ¼ hanno mostrato un disturbo psichiatrico, mentre i ¾ presentavano problemi ai limiti di un disturbo). Soprattutto nelle bambine sono stati riscontrati traumi psicologici più forti.
I dati emersi, saranno discussi e presentati nel congresso internazionale che si svolgerà proprio a L’Aquila nella prima metà del 2013 e che riunirà ad uno stesso tavolo i più importanti esperti internazionali del settore, con i quali si discuteranno i punti del nascendo “Protocollo nazionale per la gestione psicologica ed il trattamento clinico dei minori in emergenza” in corso di elaborazione dalla cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell’Università di L’Aquila.
L’indagine dal titolo: “ A.t.A.b. (acronimo di Ambiente terra. Ambiente bambino). Dalla gestione dell’emergenza,alla valutazione, cura e monitoraggio del disagio post-traumatico nei minori aquilani” è stata condotta su 2 livelli: clinico e sociale in un arco di tempo di tre anni.
I problemi più grandi venuti fuori sono disagi psicosomatici, isolamento relazionale, ansioso depressivi legati a cambiamenti ed a situazioni familiari disagiate (come spostamenti ripetuti di abitazioni, perdita di lavoro di uno o entrambi i genitori).
Su un campione di piccoli osservati dopo circa 10 mesi dall’evento il 3% soffrono di stress traumatico (in età compresa fra i 7-8 e i 13-14 anni), mentre, quelli con un disagio psicologico anche consistente (sofferenza psicologica)sono il 18% prevalentemente di sesso femminile.
Per quanto riguarda gli aspetti più tecnici, alcune delle attività di indagine hanno riguardato il sostegno e l’assistenza alla popolazione minorile ed alle famiglie presso le aree di accoglienza attraverso centri per l’ascolto, screening psicologici su minori ed adolescenti per la valutazione della psicopatologia post-traumatica, la valutazione delle competenze sociali ed i problemi emotivo-comportamentali di bambini ed adolescenti, laboratori psico-sociali e focus group nelle scuole di L’Aquila frazioni e paesi limitrofi, nuovi test su minori per la valutazione dei cambiamenti di vita dei minori aquilani, che possono essere stati fonte di ulteriore stress.
L’indagine è una delle tante iniziative della cattedra di Neuropsichiatria Infantile, che a breve pubblicherà il report scientifico sul lavoro svolto in collaborazione con l’Unicef a sostegno dei minori sopravissuti allo Tsunami ed ha fatto sapere che continuerà ad impegnarsi per i minori nonostante le ristrettezze di spazi e quindi di operatività dell’U.O.C. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza che non ha ancora riavuto, a tre anni dal sisma i locali definitivi dall’Ospedale San Salvatore.