TERREMOTI & INCHIESTE

Processo Grandi Rischi, lo strazio dei sopravvissuti al sisma: «ci dicevano di stare tranquilli»

Nuova udienza, la diciassettesima, questa mattina a L’Aquila

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Processo Grandi Rischi, lo strazio dei sopravvissuti al sisma: «ci dicevano di stare tranquilli»
L'AQUILA. «Parlai della riunione della Commissione grandi rischi e presi l'assunto che non c'era da preoccuparsi, perché la commissione diceva ai cittadini di stare tranquilli».

Lo ha raccontato questa mattina in aula Rinaldo Aristotile uno dei testimoni di parte civile che nei crolli in via Campo di Fossa ha perso entrambi i suoceri, i coniugi Giallonardo.
L’uomo ha raccontato che le due vittime, prima del 6 aprile 2009, erano sereni «sia perché aveva una casa in cemento armato sia perché aveva appreso gli esiti della riunione della Grandi Rischi. Aurelio aveva appreso la notizia dai giornali e dalle tv locali. La notte tra il 5 e il 6 aprile sono stato l'ultimo a sentire e a parlare con lui: alla scossa delle 23 lo chiamai, voleva che andassimo da loro perché la casa era in cemento armato, chiesi a mia moglie se volevamo andare ma i bambini dormivano e siamo rimasti a casa».
E proprio quel restare a casa ha salvato loro la vite. E’ stata poi la volta di Armenuhi Passayan, che conosceva i coniugi Giallonardo. «Abitavamo in via Campo di Fossa - ha raccontato - Eravamo tutti allarmati e a ogni scossa che sentivamo uscivamo e ci riunivamo in piazzale Paoli, che si trova di fronte il palazzo. Ricordo bene la madre di Franca che era impaurita da tutte queste scosse».
Dopo la riunione del 31 marzo per il teste le cose sono cambiate, «la moglie di Aurelio si sentiva tranquillizzata e come lei tutti noi. Mi disse - ha concluso - che era stata tranquillizzata dal marito che aveva appreso dell'esito della Cgr, che diceva di stare tranquilli».
Una versione ribadita anche da Ennio Ciambrone, il quale ha premesso che «Aurelio Giallonardo e la moglie erano gli unici amici che avevo perché ero stato fuori città per molti anni, a Milano. Eravamo tutti preoccupati - ha detto il teste - pensavamo se uscire o rimanere a casa, io cercavo di rassicurarli. Con le scosse del 30 marzo uscimmo fuori e anche Aurelio mi riferì di essere uscito in piazzale Paoli. Sapevamo tramite il giornale e appresi da lì che si era riunita la Grandi rischi e che dissero di stare tranquilli, e noi ci fidammo vista la loro posizione di scienziati. Ci tranquillizzammo».
Oggi ha parlato anche Giulio Carnevale, imprenditore che ha perso la figlia Giulia, sepolta dalle macerie nella notte del 6 aprile 2009, che ha raccontato un'altra dolorosa vicenda, quella dell'avvocato Maurizio Cora, che ha perso la moglie Patrizia e le figlie Antonella e Alessandra. «Alle 10 del 6 aprile - ha detto - riuscimmo a tirare fuori la figlia di Cora, Antonella, che era ancora viva (poi è morta in ospedale, ndr). Mi stupì il senso di soddisfazione di questa ragazza. Fu subito portata via. Quando fu estratta la figlia più piccola dell'avvocato, sul suo letto, Cora mi disse che voleva abbandonare anche lui questa Terra e si chiese perché era stato graziato».
Nel processo sono imputati i sette componenti della Commissione Grandi Rischi riunitasi all'Aquila il 31 marzo 2009, pochi giorni prima della tragica scossa del 6 aprile che ha causato la morte di 309 persone. Si tratta del vice capo della protezione civile, Bernardo De Bernardinis, Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Università di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile
Gli esperti sono accusati per aver compiuto analisi superficiali e aver dato false rassicurazioni agli aquilani. La prossima udienza si terrà il 28 marzo.

OGGI INSEDIAMENTO DELLA NUOVA GRANDI RISCHI

E proprio oggi si è svolta oggi presso il Dipartimento della Protezione Civile la riunione plenaria d'insediamento della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi. Dopo i saluti del capo Dipartimento della Protezione civile, prefetto Franco Gabrielli, l'assemblea - presieduta dal presidente, Luciano Maiani, dal vicepresidente Mauro Rosi e dal presidente emerito Giuseppe Zamberletti - ha approvato il regolamento di organizzazione e funzionamento della Commissione stessa e definito le linee programmatiche di lavoro per l'anno in corso, che verranno in seguito approfondite, per ogni singolo settore di rischio, in successive riunioni tematiche. La Commissione è stata riconfigurata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 ottobre 2011 e sono stati individuati cinque settori inerenti le singole categorie di rischio che interessano l'Italia: sismico; vulcanico; meteo-idrogeologico; idraulico e di frana; chimico, nucleare, industriale e trasporti; ambientale e incendi boschivi. Successivamente, con decreto presidenziale del 23 dicembre 2011, sono stati nominati i 58 componenti. Nella nuova configurazione ciascun settore di rischio è composto da rappresentanti dei Centri di competenza e da altri esperti di comprovata esperienza con il compito di fornire al Dipartimento della Protezione Civile pareri di carattere tecnico-scientifico su quesiti posti dal capo Dipartimento.