Ricostruzione: le risposte di Fontana ai 17 quesiti degli ordini professionali sulle case E

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3025

L’AQUILA. Il coordinatore della Struttura tecnica di Missione, Gaetano Fontana, ha risposto in maniera puntuale alle criticità segnalate dalle parti economiche e dagli ordini professionali nel corso del tavolo tecnico che si è svolto a palazzo Silone, presieduto dal commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi. 

Di seguito l’approfondimento sui diversi temi toccati.

 Condivisione di prezzi specifici per la ricostruzione
Fontana ha riferito che si è preso atto delle carenze dell’attuale prezzario regionale e che si è concordata la redazione da parte degli ordini professionali e dell’Ance di uno schema contenente la descrizione dettagliata delle lavorazioni necessarie con relativo prezzo, la lavorazione più simile presente nell’attuale prezzario, l’elenco delle voci equivalenti alla lavorazione descritta da altri prezzari regionali con i relativi prezzi e l’eventuale nuova analisi dei prezzi.

Determinazione degli oneri conseguenti alla rimozione delle opere provvisionali–puntellamenti

Il coordinatore si è detto d’accordo con la possibile introduzione di nuovi prezzi, purché supportata da una specifica analisi. I costi relativi alla rimozione delle opere provvisionali e di messa in sicurezza realizzate da soggetti pubblici appartiene ai Comuni ovvero alla Struttura del commissario delegato, devono essere ricompresi nei costi di demolizione per quanto riguarda la sostituzione edilizia o nel computo metrico nel caso di riparazione.

Inserimento delle superfici del vano scala su ogni livello dell’edificio e dei muri interni, per la determinazione delle superfici inerenti le abitazioni classificate con esito di agibilità “E”

La delibera di Giunta 615 del 9 agosto 2010 riporta il seguente titolo: “Aggiornamento dei limiti di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata e agevolata”, quindi non si applica solo a interventi di Edilizia residenziale pubblica, ma anche ad interventi di edilizia residenziale realizzati da privati. E’ possibile specificare che la superficie da calcolare in proiezione orizzontale è quella delle rampe di scale e dei soli pianerottoli intermedi, escludendo i pianerottoli di piano, in considerazione che, al contrario di quanto in genere avviene con gli edifici realizzati con la DGR n. 615, gli edifici colpiti dal sisma possono avere configurazioni in pianta elaborate e quindi pianerottoli di piano di superficie non trascurabile; ciò rientra nello spirito del Decreto 27 che tende ad azzerare le differenze tra gli edifici colpiti dal sisma e quelli realizzabili con la DGR 615.
Calcolo delle superfici dei sottotetti

Fontana ha specificato che i sottotetti con altezza inferiore a 2.40 metri, adibiti a pertinenza diretta o indiretta dell’abitazione o di parti condominiali, raggiungibili quindi da scala condominiale e/o da qualsiasi tipo di scala interna all’abitazione, va ratificato con atto formale. Le soffitte sono locali di pertinenza degli alloggi o dell’organismo abitativo; i sottotetti, se di altezza inferiore a metri 2.40, non sono considerati superfici non residenziali. Il foglio di calcolo realizzato a cura della Stm, con i relativi esempi esplicativi, potrebbe essere formalizzato con atto del commissario delegato.

Ville e piccoli edifici

Gaetano Fontana ha precisato che il calcolo del contributo derivante dal decreto 27 risulta particolarmente penalizzante per determinate tipologie abitative: ville singole, ville bifamiliari e piccoli edifici.
La delibera di giunta n. 615 del 9 agosto 2010 contiene già dei coefficienti correttivi che tengono conto dei maggiori costi per le tipologie edilizie citate; in particolare è previsto un coefficiente correttivo, qualora il numero di piani sia inferiore o uguale a 4, che permette di incrementare il limite di contributo dell’8%. Il Decreto n. 27 ha eliminato i limiti complessivi di costo definiti nella citata DGR (rispettivamente pari a € 1020.00 e a € 1180.00) e quindi ha permesso di incrementare ancora il contributo disponibile. Si ritiene che il contributo definito per tali tipologie costruttive - ville singole, ville bifamiliari e piccoli edifici - sia quindi congruo e non siano necessari ulteriori modifiche oltre quelle già apportate e oltre quelle indicate al punto 3.

 Abitazioni diverse dalle principali
E’ necessario specificare per le abitazioni diverse dalla principale quali sono i lavori riconosciuti in caso di ristrutturazione e di sostituzione edilizia. Il contributo concesso in caso di sostituzione edilizia è pari alle spese occorrenti per la ricostruzione anche nel caso di abitazioni diverse dall’abitazione principale: ciò in quanto il concetto di sostituzione edilizia, a differenza di quello di ristrutturazione, non è legato al danno subito, bensì alle superfici da ricostruire, che prescindono dai profili soggettivi della proprietà e dei diritti al contributo.

Riparazione parti comuni

Fontana ha ritenuto necessario specificare che la riparazione delle parti comuni di abitazioni principali di un unico proprietario è finanziabile. Le abitazioni principali sono finanziate integralmente, comprese tutte le parti legate alla fruibilità e al ripristino dell’agibilità dell’immobile. Si segnala che ad oggi non sono finanziabili le parti comuni di edifici costituiti da più unità immobiliari non adibite ad abitazione principale di proprietà di un unico soggetto, in quanto non previsto dalla legge 77/09.

Edifici di pregio

E’ necessaria la rivisitazione del decreto 45/11 con riguardo agli elementi caratterizzanti gli edifici di pregio in relazione alla tipologia edilizia presente nei comuni del cratere. La richiesta di riconoscimento del pregio va definita prima della redazione del progetto.

Contributo per risparmio energetico

Il coordinatore intende porre a chiarimento che il contributo per il risparmio energetico è attribuito anche agli edifici classificati E ricondotti a “super B” secondo l’OPCM 3779/09 con l’eventuale produzione di titolo abilitativo limitatamente alla sola parte energetica, e alla conseguente rimodulazione dei tempi della presentazione della domanda (60 giorni) previsti dal decreto 44/11.

Situazioni di eccezionalità e imprevedibilità
L’orientamento è di normare le situazioni di eccezionalità ed imprevedibilità che possono presentarsi durante la realizzazione dell’opera. Premesso che si sta già procedendo alla predisposizione di una norma che disciplini le modalità di risoluzione di situazioni di eccezionalità e imprevedibilità che possono presentarsi durante la realizzazione dell’opera (peraltro già contemplata per gli edifici con esito B e C), Fontana evidenzia che l’assenza di simili previsioni normative comunque non pregiudica la possibilità di presentazione dei progetti.

Varianti in corso d’opera

Regolamentare le varianti in corso d’opera e/o di assestamento che non alterino l’importo contrattuale e la certificabilità complessiva dell’edificio. Sia la normativa vigente che il contratto tipo prevedono la possibilità per il progettista di apportare varianti senza aumento della spesa, qualora siano riconosciute indispensabili dal direttore dei lavori.

Barriere architettoniche

E’ previsto uno specifico contributo per l’adeguamento degli edifici alla vigente normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Si concorda sulla richiesta, fermo restando che pare necessario approfondire la normativa speciale in materia di barriere architettoniche, comunque non direttamente correlata ai danni subiti dagli edifici a causa del sisma.

Sportello unico

Attivazione dello sportello unico in tutti i Comuni del cratere in forma singola o per area omogenea. All’atto della presentazione della pratica deve essere indicato il responsabile del procedimento.
Fontana ritiene condivisibile tale proposta, ferma restando la competenza comunale per l’attivazione dello sportello unico. Si chiarisce nuovamente che ogni pratica contiene già l’indicazione del nominativo del responsabile del procedimento.

Immobili E ricadenti nei centri storici

Rispetto alla richiesta di modifica del decreto 3 per l’estensione agli immobili classificati E ricadenti nei centri storici, aventi caratteristiche e possibilità di interventi immediati di ricostruzione, di quanto previsto nello stesso decreto per gli edifici B e C, Fontana precisa quanto segue.
La disciplina degli edifici classificati “ E” ricadenti nei centri storici dispone che i piani di ricostruzione possono individuare edifici o loro aggregati classificati “E” sui quali è possibile intervenire. L’individuazione di tali edifici è demandata ai piani di ricostruzione, in ragione della complessità dei danni e delle attività da porre in essere sugli edifici “E”. Valutate le proposte progettuali e nonché le caratteristiche del contesto è possibile avviare le procedure di attuazione del piano individuando le aree e/o gli edifici sui quali è possibile intervenire velocemente anche in riferimento alla localizzazione rispetto a percorsi sicuri, alla disponibilità dei servizi a rete, al livello di interferenza con altre attività nello stesso ambito di intervento.

Livello di sicurezza

Ai fini dell’adeguamento sismico degli edifici è opportuna l’eliminazione delle soglie massime di euro 400 ed euro 600 al metro quadrato, per garantire un miglior livello di sicurezza degli edifici, pur rimanendo all’interno del limite di costo. Il livello di sicurezza da garantire con l’intervento di riparazione e miglioramento sismico è indicato nell’art. 1 dell’OPCM 3790, che specifica che si può raggiungere l’80% dell’adeguamento sismico.

E’ allo studio un atto del Commissario Delegato che disciplini la possibilità di superamento di tali limiti per gli edifici di pregio e per gli edifici vincolati, qualora siano opportunamente documentati interventi di miglioramento sismico più costosi rispetto ai valori definiti in via ordinaria.

Oneri accessori

Altra questione riguarda l’inserimento tra le somme a disposizione nel quadro economico degli eventuali oneri per l’occupazione del suolo pubblico, dei diritti di segreteria, e per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici
Si deve affrontare la problematica derivante dalla sostituzione, da parte di alcuni comuni, della Tosap (Tributo per l’occupazione di suolo pubblico) con il Cosap (Canone per l’occupazione di suolo pubblico): il pagamento del Cosap è dovuto solo nei comuni in cui i relativi regolamenti hanno disposto la disapplicazione della Tosap. E’ in corso di preparazione una circolare che consenta l’inserimento, tra le somme a disposizione nel quadro economico, degli oneri per l’occupazione di suolo pubblico. Non appare condivisibile la richiesta di esenzione dai diritti di segreteria in quanto non rientrante nelle previsioni della legge 77/2009. In merito agli oneri per la rimozione delle reti pubbliche presenti sulle facciate degli edifici, con riserva di ulteriori approfondimenti, si ritiene non necessario includere tale voce nel quadro economico, in quanto i suddetti oneri sono a carico del gestore del servizio.

Cernita materiale e trasporto

Individuazione di un congruo compenso per la cernita del materiale e del trasporto presso gli appositi cassoni (OPCM 3923/11), da escludere dal calcolo del limite di convenienza.
La questione della cernita è valutata in relazione alle modalità di coinvolgimento delle imprese di costruzione nel processo di demolizione selettiva e del relativo trasporto. Si tratta di questioni affrontabili nell’ambito del redigendo piano di gestione delle macerie da predisporre a cura del soggetto attuatore di cui all’OPCM 3923/2011.

d.d.c. 31/03/2011 9.52