RICOSTRUZIONE

Chiodi respinge le dimissioni di Fontana

Il commissario chiede all’architetto di restare al suo posto

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Chiodi respinge le dimissioni di Fontana
L’AQUILA. «Nel richiederle di voler continuare nel suo lavoro, le confermo il mio preciso impegno ad assumere compiutamente e integralmente tutta la responsabilità politica dell’incarico di Commissario delegato per la ricostruzione».


L’AQUILA. «Nel richiederle di voler continuare nel suo lavoro, le confermo il mio preciso impegno ad assumere compiutamente e integralmente tutta la responsabilità politica dell’incarico di Commissario delegato per la ricostruzione».
Così Gianni Chiodi chiede all’architetto Gaetano Fontana, coordinatore della Struttura tecnica di missione, di restare al proprio posto, dopo le dimissioni avanzate nei giorni scorsi.
Si attende la risposta per capire se quelle di Fontana fossero dimissioni-bluff per testare gli umori di chi lo circonda o una decisione, poi così non convinta, capace di guadagnarsi una retromarcia in un paio di giorni, grazie ad una lettera di una cinquantina di righe firmate da Chiodi. Intanto il centrosinistra si è già mobilitato in dichiarazioni molto chiare attaccando Fontana ed il suo operato nella ricostruzione con i mille problemi connessi.
Il presidente e super commissario difende Fontana e ammette nero su bianco: «la sua attività istituzionale è stata troppo spesso fatta oggetto di attacchi non tollerabili per un lavoro che dovrebbe svolgersi, è vero fra mille difficoltà, ma in un contesto sereno e con spirito fattivo».
Chiodi annuncia anche una riorganizzazione della Struttura commissariale che partirà «dalla unificazione delle contabilità speciali» e preveda «una riunificazione delle funzioni prima incardinate tra la Struttura Tecnica di Missione e la Struttura per la Gestione dell’Emergenza in un unico organismo che risponde al Commissario delegato quale soggetto delegato dal consiglio dei ministri per la ricostruzione».
«Oggi, caro Architetto», va avanti Chiodi, «abbiamo di fronte un elemento nuovo, e della massima importanza, che supera i tanti dubbi e le pochissime certezze che abbiamo. Il Governo nazionale - come avevo chiesto - ha riposizionato L'Aquila se non al centro, sicuramente tra i punti importanti della sua agenda».
Fontana nei giorni scorsi aveva motivato la sua decisione di lasciare con l’impossibilità di lavorare in luoghi che privilegiano gli attacchi violenti e ingiustificati (realtà che conferma anche Chiodi nella lettera di risposta), le campagne denigratorie e pretestuose e le risse finalizzate alle sole occasioni mediatiche.
C’è invece chi lega le dimissioni anche all’inchiesta Caligola su Ecosfera, una ditta che avrebbe distribuito una serie di tangenti sotto forma di consulenze ma –è bene precisarlo- non si hanno notizie di un coinvolgimento diretto di nessun organo preposto alla ricostruzione. Il punto di contatto al momento con l’inchiesta potrebbe arrivare dal vice di Fontana, quel tale Enrico Nigris che è stato socio di Gruttadauria proprio in Ecosfera. Su questi punti il commissario Chiodi non dice.