L’AQUILA

Terremoto, Guido Bertolaso indagato per omicidio colposo

Lui in tv: «datemi l’ergastolo»

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Guido Bertolaso

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L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di L'Aquila L’accusa è quella di omicidio colposo.


L’AQUILA. L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di L'Aquila
L’accusa è quella di omicidio colposo. Per lui è stata aperta un'inchiesta parallela a quella che ha portato al processo (attualmente in corso a L’Aquila) alla Commissione Grandi rischi.
L'iscrizione è avvenuta in seguito alla denuncia presentata venerdì scorso nei confronti di Bertolaso dall'avvocato aquilano Antonio Valentini e da Rifondazione Comunista, dopo la diffusione di una telefonata intercettata con l'ex assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati. Nella conversazione del 30 marzo 2009, il giorno prima della riunione della commissione Grandi rischi, Bertolaso definiva la convocazione degli esperti «una operazione mediatica» e spiegò che la riunione era stata convocata «perché vogliamo tranquillizzare la gente».
«Io non ci sarò, vengono i luminari… Barberi, Boschi. E' più un'operazione mediatica, hai capito? Così loro, che sono i massimi esperti di terremoti diranno: è una situazione normale, sono fenomeni che si verificano...meglio che ci siano 100 scosse di 4 scala Richter piuttosto che il silenzio perchè 100 scosse servono a liberare energia e non ci sarà mai la scossa, quella che fa male».

BERTOLASO: «DATEMI L’ERGASTOLO»
Domenica scorsa Bertolaso è stato ospite della trasmissione televisiva ‘Ma anche no’ su la 7 e ha parlato anche di questa vicenda. «Datemi l’ergastolo», ha commentato. «Sembra che da salvatore della patria che ero ora fino a 24 mesi fa, adesso non vi sia problema o tragedia che non debba essere imputata a me. Mi sembra un po’ esagerato». Bertolaso ha poi spiegato che la famosa intercettazione con l’ex assessore Stati è inserita tra le 2.500 intercettazioni telefoniche registrate nel corso dell' indagini sugli appalti del G8 alla Maddalena, nella quale l’ex capo della Protezione civile è indagato. «La gran parte di queste non sono mai state trascritte, in quanto non pertinenti con l'inchiesta. Per tre mesi», ha detto ancora, «il mio cellulare è stato tenuto sotto controllo. Mi chiamavano in tanti e parlavo con tutti. In quei 3 mesi non è stato registrato nemmeno un secondo di telefonata che potesse coinvolgermi in quella vicenda per cui sono inquisito. Bertolaso faceva comunella con industriali? Ma come mai non hanno mai sentito niente? Non ho mai chiesto: ‘mi dai l’albergo?’, ‘mi regali un cappuccino?’, ‘mi mandi un autista?’. Un motivo ci sarà».
Le intercettazioni sono state poi bloccate il 6 aprile, proprio dopo il terremoto. «Quel giorno il governo mi nominò Commissario straordinario affidandomi 2 miliardi e mezzo di euro per i soccorsi. E’ strano perché se sono un corrotto, come pensa la procura, perchè interrompi le intercettazioni quando ho in mano 2 miliardi. Strano, se mi sospetti di essere un mascalzone».
L’ex capo della Protezione Civile non ha nascosto l’irritazione per quelle telefonate «private» che «sono diventate di dominio pubblico e messe on line senza alcuna autorizzazione».
Sulla intercettazione con la Stati si è fatto una idea ben precisa: «devo andare a testimoniare a L’Aquila come testimone e forse arriverò come indagato insieme agli scienziati. Qualcuno pensa che mi faccia paura? Io ho la massima stima per Commissione Grandi Rischi, hanno fatto il loro dovere. Io a L’Aquila ho fatto il mio dovere e anche di più. Mi prepareranno un bellissima accoglienza? Mi contesteranno ora che andrò a testimoniare? In quella telefonata dicevo che bisognava fermare gli imbecilli che continuavano a prevedere scosse. Non si può prevedere. Io non avevo nessun obbligo di convocare quella riunione, l’ho fatto per il bene della città. Perché non fanno sentire le intercettazioni degli scienziati che mi dicevano di stare tranquillo? Io non ho mai detto che non sarebbero arrivate nuove scosse, non sono laureato in sismologia, avevo uno staff che mi dava indicazioni».