L'AQUILA

Santariga scarcerato. «Un abbaglio giudiziario»

A 6 giorni dall’arresto il funzionario torna in libertà

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Giancarlo Santariga

Giancarlo Santariga

Mercoledì scorso i finanzieri diretti dal colonnello, Giovanni Domenico Castrignano, erano andati a prenderlo nel suo ufficio all'interno della Scuola ispettori della Guardia di Finanza.


L’AQUILA. Mercoledì scorso i finanzieri diretti dal colonnello, Giovanni Domenico Castrignano, erano andati a prenderlo nel suo ufficio all'interno della Scuola ispettori della Guardia di Finanza.
L’accusa mossa dal pm David Mancini e sposata dal gip Marco Billi era quella di concussione ai danni di una impresa edile che si era occupata della realizzazione del nuovo comando della Guardia di Finanza di Pescara.
Oggi il colpo di scena: dopo l’interrogatorio di garanzia Santariga, 54 anni originario di Tagliacozzo, il dirigente del Provveditorato alle Opere pubbliche del Lazio, Abruzzo e Sardegna è stato scarcerato. L’indagato ha risposto alle domande del gip Roberto Ferrari (che ha sostituito il collega Marco Billi assente per problemi personali) e proprio Ferrari ha deciso per la scarcerazione.
Il pm Mancini ha già presentato un ricorso contro il ritorno in libertà. Soddisfatto il legale di Santariga che ha parlato di «un abbaglio giudiziario» del quale sarebbe stato vittima il suo assistito.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini il funzionario avrebbe abusato della sua carica di alto dirigente dei lavori pubblici per indurre un imprenditore edile a farsi mettere a disposizione un'autovettura con relativo carburante.
Le indagini portate avanti dagli uomini della Finanza avevano permesso di riscontrare anche un altro fatto: all'interno di documenti riguardanti alcuni lavori pubblici da effettuare, era stata predisposta una generica clausola in base alla quale la ditta aggiudicataria dell'appalto si sarebbe impegnata a fornire un'autovettura con finalità riconducibili alla specifica opera pubblica da realizzare. In realtà, ricostruisce la Procura, già nei primi mesi del 2009, molto prima della consegna dei lavori (che è avvenuta a febbraio 2010) , il dirigente avrebbe indotto l'aggiudicatario dell'appalto a noleggiare e pagare l'autovettura (che utilizzava in via esclusiva per motivi privati).
Ora sarà il Riesame a valutare se l’ordinanza emessa dal gip che sostituisce quello designato (e che dunque ha seguito e conosciuto l’indagine e le carte da tempo) sia perfetta o meno.