Terremoto, ingegneri in tribunale contro ordinanza Monti

«Costretti a ricorrere per tutelare l’immagine dei professionisti»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2477

Terremoto, ingegneri in tribunale contro ordinanza Monti
L’AQUILA. Alla fine ricorreranno contro una delle ordinanze emesse dalla presidenza del consiglio.

L’AQUILA.  Alla fine ricorreranno contro una delle ordinanze emesse dalla presidenza del consiglio.
I professionisti denunciano così il tentativo di invalidare una norma che secondo gli stessi ingegneri farebbe ricadere sulla categoria obblighi e dunque conseguenze non a loro imputati, disponendo l’ordinanza anche in maniera contraria a quanto stabilito dalla legge sui lavori pubblici.
Sotto la lente la norma che nello specifico prevede una decurtazione dell’onorario degli ingegneri del 5% per ogni mese di ritardo.
Così l’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila, congiuntamente agli Ingegneri Sergio De Paulis e Diamante Leone, proprietari di  unità abitative classificate “E” nel Comune di L’Aquila, hanno proposto ricorso  nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Dipartimento della Protezione Civile, presso il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, per l’annullamento  dell’art. 3, comma 3 3945/2011 come sostituito dall’art. 3, comma 1 dell’OPCM O.P.C.M. 8-11-2011 n. 3978,  recante “Ulteriori interventi urgenti diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009 e ad accelerare il processo di ricostruzione degli edifici ubicati fuori del perimetro dei centri storici. (Ordinanza n. 3978) pubblicata nella Gazz. Uff. 15 novembre 2011, n. 266.La parte contestata ed impugnata al Tar dispone che «la parte di contributo relativa al compenso… del progettista e del direttore dei lavori viene…decurtato del 5%  per ogni mese di ritardo rispetto alla data stabilita di fine lavori».

«Tale ricorso», spiega il presidente dell’ordine Paolo De Sanctis, «si è reso necessario per tutelare la dignità e la responsabilità dei Professionisti, lì dove con un articolo, anche contrario alle disposizioni di legge sui lavori pubblici, si impone una penale ai tecnici e non all'impresa, come logica avrebbe consigliato, per i ritardi nello svolgimento dei lavori, e per i quali il Professionista non dispone di strumenti per imporre il rispetto degli stessi ad eccezione del solo rapporto contrattuale fra il Committente e l’Impresa».