L’Aquila, Monti firma l’ordinanza sui centri storici

Contabilità unica per il commissario

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4847

L’Aquila, Monti firma l’ordinanza sui centri storici
L’AQUILA. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha firmato l’ordinanza n. 3996 che disciplina la ricostruzione nei centri storici dei comuni colpiti dal sisma.



L’AQUILA. Il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha firmato l’ordinanza n. 3996 che disciplina la ricostruzione nei centri storici dei comuni colpiti dal sisma.
L’articolo 1 stabilisce che gli interventi di riparazione e ricostruzione degli edifici localizzati nei centri storici siano realizzati attraverso i piani di ricostruzione, anche per piani stralcio, ferma restando la necessità di un previo documento di pianificazione unitario. Il Comune autorizza prioritariamente gli interventi volti al ripristino ed alla realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria nei centri storici, stabilendone tempi, modalità di esecuzione ed oneri, come previsto dall’articolo 2 dell’ordinanza.
Qualora le spese occorrenti per la riparazione con miglioramento sismico degli edifici vincolati (ovvero di particolare interesse paesaggistico) siano superiori ai limiti stabiliti dalle ordinanze n. 3881 e 3917, la parte eccedente è ammessa ad un ulteriore contributo tenuto conto della situazione economica individuale del proprietario. Lo stabilisce l’articolo 3.
L’articolo 4, invece, specifica che per accedere al contributo di riparazione, ricostruzione o acquisto di edifici privati ricadenti negli ambiti assoggettati ai piani di ricostruzione, l’interessato deve presentare al sindaco un’apposita domanda entro 180 giorni dalla pubblicazione dell’atto di adozione del piano di ricostruzione sull’Albo Pretorio del comune e salvo i diversi termini in esso stabiliti. Il Comune, in questo caso, svolge l’istruttoria sulle domande presentate verificando i presupposti per la concessione del contributo, la coerenza degli interventi con quanto previsto nel piano di ricostruzione e con il regolamento igienico sanitario vigente, nonché l’equivalenza dell’abitazione sostitutiva da acquistare con quella distrutta. Entro 90 giorni dalla presentazione della domanda, il sindaco del Comune autorizza gli interventi, determina il contributo in base alle spese giudicate ammissibili, e ne dà immediata comunicazione agli interessati.
In base all’articolo 5 della nuova ordinanza, gli importi stabiliti dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3779 e n. 3790 sono raddoppiati per gli interessati al contributo che intendono ottenere il finanziamento agevolato.
Agli interventi di riparazione o ricostruzione delle parti comuni e strutturali di edifici o di aggregati edilizi in cui la proprietà pubblica è maggioritaria, provvede il Commissario delegato avvalendosi, del competente Provveditorato interregionale alle opere pubbliche o dei soggetti pubblici proprietari, su richiesta del consorzio. Lo stabilisce l’articolo 6 dell’ordinanza 3996, che sancisce anche la necessità di interventi strutturali sui singoli immobili coerenti con l’intero aggregato.
Il Dipartimento della protezione civile provvede all’espletamento delle procedure amministrative connesse alle occupazioni d’urgenza ed alle espropriazioni come stabilito all’articolo 7.
Infine, l’articolo 8 prevede la fusione delle due contabilità speciali del Commissario delegato per la ricostruzione, mantenendo una gestione separata, anche ai fini della rendicontazione, degli interventi di ricostruzione e di quelli emergenziali.

CIALENTE: «GOVERNO MONTI PEGGIO DEL PRECEDENTE»

In apertura dei lavori in Consiglio comunale il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente è intervenuto con un duro attacco al Governo Monti e alle strutture commissariali.
«La ricostruzione è ferma, l’ultima ordinanza ne sancisce il blocco definitivo – ha dichiarato Cialente - e la cosa ha due responsabili: Chiodi e Fontana, che con i loro costosissimi apparati non sono stati capaci di avviare la ricostruzione e di far funzionare la filiera, con  il conseguente blocco di migliaia di pratiche. Con atti non concordati e non condivisi con il Comune dell’Aquila il commissario Chiodi ha prorogato fino al 31 marzo il contratto con Cineas e fino al 30 aprile quello con Reluiss, ma quando scadranno queste convenzioni cosa accadrà? Il Comune dovrebbe sostituirsi alla filiera, che impiegava 160 persone e anche così era in affanno, con i dipendenti e le risorse che aveva al 6 aprile 2009.? E intanto – ha proseguito Cialente - non si sa cosa ne sarà delle pratiche relative alla ricostruzione delle abitazioni in categoria E presentate dopo il 31 agosto».
«In tutto questo, con la ricostruzione ferma e migliaia di persone ancora in assistenza, il Governo taglia le risorse. Si decurta il contributo di autonoma sistemazione con disposizioni anche retroattive – ha dichiarato ancora il sindaco – sulla base delle quali si prevede che i cittadini debbano restituire in media mille e 400 euro. Si tagliano le spese dell’emergenza. Ma quest’ultima è tale perché una struttura commissariale mastodontica, di cui fanno parte la Struttura di gestione dell’emergenza e la Struttura tecnica di Missione, vere e proprie truppe di occupazione che costano milioni di euro, non è riuscita a restituire le case agli aquilani. Così, con migliaia di persone ancora in assistenza, si dà alla città dell’Aquila questo schiaffo, proprio alla vigilia del passaggio delle competenze dall’Sge all’ente comunale. Ultimo affronto è l’ordinanza sui centri storici, ennesimo atto piovuto sulle nostre teste. Ci  avevano chiesto a suo tempo di quantificare i costi della ricostruzione del centro storico: abbiamo presentato un documento preciso al centesimo. È stato istituito un tavolo sulla materia, il Comune ha partecipato e ha presentato le sue proposte, che sono state ignorate, mentre oggi viene emanata un’ordinanza che contiene anche errori grossolani nell’individuazione delle competenze e che taglia i contributi sulle seconde case del centro storico. Chiodi e Fontana hanno sostenuto per due anni che  i Piani di ricostruzione servivano a ottenere le risorse per poter ricostruire anche le seconde abitazioni. Con questa ordinanza si stabilisce invece che il centro storico verrà ricostruito con gli stessi parametri normativi ed economici della periferia. Vale a dire che seconde case e attività commerciali avranno contributi fino a 80mila euro, del tutto insufficienti, e, dunque, il cuore della città non vedrà mai una ripresa».