‘Fondi Giovanardi’, l’inchiesta è chiusa

Tra gli indagati Fabrizio Traversi, Gianfranco Cavaliere e Giovanni D’Ercole.

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Monsignor Giovani D'Ercole
L’AQUILA. La Procura de L’Aquila ha chiuso l’indagine sulla presunta truffa da 12 milioni di euro ai danni dello Stato.


L’AQUILA. La Procura de L’Aquila ha chiuso l’indagine sulla presunta truffa da 12 milioni di euro ai danni dello Stato.
Nel mirino degli investigatori i soldi pubblici destinati alle popolazioni delle aree terremotate abruzzesi, per la realizzazione di interventi urgenti nel sociale, che sarebbero stati distratti.
L'operazione è stata denominata "attenti a quei due" perchè nelle intercettazioni telefoniche i due arrestati si paragonavano ai protagonisti del serial televisivo. Ora l’indagine è chiusa e l’accusa dovrà formulare le richieste di rinvio a giudizio. Nell'inchiesta ci sono anche altri cinque indagati, accusati dello stesso reato. Tra questi Silvano Cappelli (sindaco di San Demetrio ne' Vestini), Nicola Ferrigni (sociologo, ricercatore Eurispes di Roma), Mahmoud (detto Mimmo) Srour, ingegnere ed ex assessore regionale nella giunta Del Turco ma anche ex assessore provinciale nella giunta Del Corvo. Per i primi due l'accusa è quella di tentata truffa.
Monsignor D’Ercole è entrato nell’indagine solo in un secondo momento: lui, che inizialmente era tra i vertici della Fondazione, avrebbe rilasciato false dichiarazioni nel corso di un interrogatorio e avrebbe messo al corrente il professor Traversi, finito ai domiciliari qualche giorno dopo, che c'era un'inchiesta sulla Fondazione.
Il vescovo nelle scorse settimane non ha nascosto l'amarezza per essere finito sotto la lente della Procura. «Posso solo ribadire la mia sincerità», aveva detto, «confermare che ho piena fiducia nella Magistratura e che, pertanto, quando sarò ascoltato nuovamente avrò modo di chiarire tutto e di dimostrare la mia perfetta buona fede. Sono grato a tutti coloro che in questo momento mi sono vicini».
Cappelli, Traversi e Cavaliere rispondono anche del reato di falso ideologico, perché «in concorso tra loro ed approfittando della qualifica del sindaco Cappelli, attestavano falsamente partenariati istituzionali e professionali nel progetto denominato "L'Aquila Citta' Territorio"». Il pm titolare dell'inchiesta, Antonietta Picardi contesta sempre a Traversi e Cavaliere il reato di millantato credito: «presso il ministero dell'Economia e Finanze, nella persona del ministro Giulio Tremonti e presso la presidenza del consiglio dei ministri, Direzione affari generali nella persona del Sottosegretario Raffaele Fitto, nonchè nei confronti del Sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ed in particolare il Traversi affermando di essere stato incaricato di fare da tramite Letta e Tremonti nei confronti del Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi, nonchè di disporre di un "gruppo amicale con il quale sta seguendo" la Fondazione al fine di far pervenire sul territorio del cratere fondi per un importo dichiarato di 4 miliardi di euro».