Generale Ferla: «tolleranza zero contro malavita organizzata»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Cambio al vertice questa mattina al comando regionale della Guardia di Finanza: Ferla: «Tolleranza zero» nei confronti delle infiltrazioni della malavita organizzata. * COSTANTINI (IDV):«IMPOSSIBILI LE INFILTRAZIONI DEI CLAN SENZA COMPLICITA' POLITICHE»








L'AQUILA. Cambio al vertice questa mattina al comando regionale della Guardia di Finanza: Ferla: «Tolleranza zero» nei confronti delle infiltrazioni della malavita organizzata.

* COSTANTINI (IDV):«IMPOSSIBILI LE INFILTRAZIONI DEI CLAN SENZA COMPLICITA' POLITICHE»


E' stato chiaro e incisivo il generale di brigata Nunzio Antonio Ferla, nuovo comandante della Guardia di Finanza dell'Abruzzo che oggi ha salutato per la prima volta i giornalista, a 24 ore dall'operazione che ha portato all'arresto di 6 casalesi che avrebbero tentato di mettere le mani anche sulla ricostruzione aquilana.
Immancabile un riferimento alla vicenda che ha portato sconcerto in città. Ferla ha garantito «una tolleranza zero» che lascia ben sperare e presagire che la città post sisma è ritenuta una preda appetitosa per la criminalità organizzata di tutta Italia.
Una certezza che sta prendendo sempre più piede se è vero che in appena una settimana gli inquirenti hanno fermato esponenti della [url=http://www.primadanoi.it/notizie/27680-Infiltrazione-camorra-Casalese-nella-ricostruzione-aquilana-6-arresti]camorra[/url] e della [url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=27547 ]'ndrangheta[/url].
Il nuovo comandante ha assicurato di essere «orgoglioso ed onorato» di aver assunto l'incarico di Comandante regionale dell'Abruzzo e ha espresso sentimenti di vicinanza ed affetto verso tutti gli abruzzesi e, in particolare, a tutte le fiamme Gialle del territorio.
«Storicamente - ha ricordato - esiste un forte legame fra la Guardia di Finanza e l'Abruzzo, vincolo che si è rafforzato in occasione del drammatico evento dell'aprile 2009, circostanza nella quale i finanzieri, al pari di tutte le altre forze scese in campo, hanno partecipato con straordinaria umana solidarietà».
Sul piano operativo, ha già annunciato, il Corpo vuole continuare ad avere «un ruolo da protagonista nei settori in cui vanta una competenza specifica» quali il contrasto all'evasione fiscale e al sommerso, l'illecito utilizzo del denaro pubblico, le frodi finanziarie, il riciclaggio e la lotta alla criminalità organizzata.
Il nuovo comandante ha assicurato che «in Abruzzo la Guardia di Finanza continuerà a lavorare in piena sinergia con tutti gli attori istituzionali e le altre forze di polizia nel pieno rispetto delle regole e dei ruoli assegnati».
Ferla, 51 anni, nato a Teolo (Padova), prima di arrivare a capo del VI Reparto 'Affari giuridici" del Comando Generale, da dove proviene, aveva diretto il Comando provinciale di Palermo.
Il Generale di Brigata Angelo Antonio Quarato, che ha retto il comando abruzzese per oltre due anni – periodo, com'è noto, unico ed irripetibile per gli eventi che si sono susseguiti sul territorio – è andato a ricoprire la prestigiosa carica di Comandante del Centro Reclutamento della Guardia di Finanza, a Roma.
Sempre in mattinata il presidente Chiodi ha ricevuto, a palazzo Silone, a L'Aquila, il generale Ferla.
«I miei più sentiti auguri di buon lavoro e di benvenuto al Generale di Brigata», ha commentato il governatore. «Il Generale ha tutta la mia stima ed il mio appoggio incondizionato sia nel ruolo che ricopro in qualità di presidente di Regione, sia di Commissario ad acta per la Sanità, che di Commissario Delegato alla Ricostruzione, specie in un momento così particolare per la sicurezza del sistema economico-finanziario italiano ed abruzzese e per il contesto delicato come quello legato al post terremoto ed alla ricostruzione di L'Aquila e dei Comuni ricompresi nella cosidetta 'area del cratere'».
«Colgo inoltre l'occasione - ha concluso il presidente - per ringraziare il Generale Angelo Antonio Quarato per il prezioso lavoro sinora svolto nella nostra regione».

23/07/2010 14.04

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COSTANTINI (IDV):«IMPOSSIBILI LE INFILTRAZIONI DEI CLAN SENZA COMPLICITA' POLITICHE»

«Lo stravolgimento delle regole sugli appalti ed il regime di emergenza imposto sul territorio aquilano hanno aumentato a dismisura il potere di decidere discrezionalmente, affidandolo nelle mani di pochissimi. Dunque nulla (o quasi) e' capitato all'Aquila per caso».
Questo è il commento di Carlo Costantini, Capogruppo IdV alla Regione Abruzzo, sulle notizie di possibili infiltrazioni malavitose nella ricostruzione dell'Aquila.
«Ad esempio – ha sottolineato Costantini - se invece di comprimere la possibilità di fare ricorso ai subappalti, che notoriamente costituiscono lo strumento più utilizzato per favorire le infiltrazioni malavitose, la dilati a dismisura fino al 50% dell'importo di gara, questo vuol dire compiere una
scelta politica ben precisa. Se decidi e riesci a militarizzare il controllo del territorio, dei campi-
tenda, del centro storico e degli stessi cantieri, identificando individualmente ogni singolo cittadino, e poi si scopre che negli stessi cantieri operavano liberamente imprese prive dell'autorizzazione al subappalti e centinaia di operai che in quei cantieri non avrebbero potuto mettere piede,
anche questo vuol dire compiere una scelta ben precisa».
«Ancora», aggiunge Costantini, «se le poche ditte invitate sono state scelte discrezionalmente e su
base fiduciaria e poi alcune tra queste, o direttamente, o attraverso i subappalti, si sono rivelate quantomeno non estranee ai fenomeni che invece sono stati riscontrati, anche questo non può ritenersi estraneo a scelte riconducibili a responsabilità della politica. O, ancora, se le procedure di affidamento delle gare e di realizzazione delle opere sono state contenute per ragioni di urgenza in tempi ristrettissimi e poi gli stessi tempi non sono stati imposti alle relative verifiche “antimafia”,
anche questo non può ritenersi estraneo a precise responsabilità della politica».
«All'Aquila nulla era ed e' ineludibile- ha aggiunto il capogruppo IdV - ma tutto si e' determinato sulla base di logiche ben precise, incluse quelle che hanno consentito le infiltrazioni malavitose, con quasi tutta la classe politica a fare finta di non accorgersi di niente. Dunque – conclude Costantini - oltre a ringraziare le Forze dell'Ordine e la Magistratura, la politica dovrebbe assumersi la responsabilità di fare ciò che, proprio perchè sono intervenute le Forze dell'Ordine e la Magistratura, vuol dire che non e' stato fatto. Senza fingere di parlare di problemi che non la
riguardano».

23/07/2010 14.12